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FCA Cassino: LO SCIOPERO E’ UN DIRITTO – LA FIAT ACCUSA IL COLPO

21-roma-2014-11-14

NON SI ASPETTAVA L’ADESIONE ALLO SCIOPERO DEL SABATO – I sindacati padronali corrono in soccorso del loro sponsor. Dopo l’adesione allo sciopero dei sabati obbligatori proclamato dalla Flmu-Cub sabato 13-20-27 giugno, gli amici del padrone cercano di dire che lo sciopero non si può fare perché la CUB non ha il 4% degli iscritti e non è firmataria di contratto.
Mentono. Lo sciopero è un diritto di ogni singolo lavoratore garantito dalla Costituzione.

Nessun accordo sindacale potrà mai sottrarlo ai lavoratori.
La verità è che loro non possono indire sciopero perché hanno rinunciato ad ogni forma di lotta che non sia prima concordata con l’azienda (art. 12 e 13 del CCSL primo livello 2011).
Se i sindacati firmatari scioperano perdono i contributi sindacali e i permessi sindacali retribuiti…….non possono più passeggiare e gli tocca lavorare!!!
La sanzione è per i sindacalisti non per il lavoratore.
L’articolo 11, dell’accordo firmato il 16 giugno 2015, prevede che in caso di reiterate violazioni l’azienda e i vertici nazionali dei sindacati firmatari potranno disporre anche la decadenza delle RSA.
LA CUB NON SI FA COMPRARE ED INVITA I LAVORATORI AD ADERIRE ALLO SCIOPERO DEL SABATO STRAORDINARIO.
LO SCIOPERO È ANCORA L’UNICO STRUMENTO di LOTTA EFFICACE

IL NUOVO CONTRATTO AUTO

FIAT 2

 

IL NUOVO CONTRATTO AUTO

Anche in anni buii e di grande crisi, i dipendenti Fiat hanno saputo lottare e farsi riconoscere l’impegno e la partecipazione alla crescita dell’azienda e del suo marchio.

Oggi, il contributo del lavoratore non è più riconosciuto, così si abrogano istituti salariali come la ex“quattordicesima” e gli indennizzi scompaiono dalla busta paga.

Abbandonando la lotta, la classe operaia ha perso il suo ruolo sociale e di conseguenza diritti e salario.

Il 21 e 22 maggio scorso, i soliti noti, “inginocchiati alla volontà datoriale”, hanno firmato, senza alcuna consultazione dei lavoratori, il rinnovo del contratto “gruppo Fiat , il quale prevede due tipologie di “premi”:

  1. Un premio di efficienza annuale di stabilimento, corrisposto a febbraio dell’anno successivo, ma soltanto al raggiungimento del risultato. Il rateo maturerà se si lavoreranno almeno 15 giorni al mese e, verrà elargito un minimo non quantificato anche a coloro che lavoreranno almeno un trimestre in un anno.
  2. Un premio quadriennale di redditività del settore al raggiungimento del risultato, dal cui calcolo è tenuta fuori la Ferrari.  Dal 2015 al 2018, come anticipo a prescindere dai risultati, nei soli mesi di aprile, luglio, ottobre e gennaio avremmo in busta paga 77 euro (308 euro lorde annue).  A febbraio del 2019, se si conseguono i risultati sarà dato il saldo.

A rendere incomprensibile l’accordo è il calcolo probabilistico dei risultati a cui il lavoratore è stato invitato a raggiungere. “L’obiettivo di efficienza” è poco chiaro ed indubbio, se si pensa che in questi anni FCA non ha mai presentato alcun piano industriale.

Su quale tipologia di risultati si sono accordati? Quali coefficienti o parametri incidono sul calcolo degli ignoti risultati?

E perché tenere fuori la Ferrari, il Brasile e le Americhe dai presunti risultati quadriennale del settore auto?

Di fatto, per nove anni consecutivi dal 2011 fino al 2019, la paga base è stata congelata e non avremo aumenti salariali.

Tutto il resto è mera propaganda politica a sostegno di un governo alla mercè di Marchionne e del capitalismo.

Hanno trasformato lo stipendio in premio.

Lo stipendio si fonda sul concetto di retribuzione stabile e certa. Il premio non assicura alcuna continuità e certezza.

Parlano tanto di contratti a tempo indeterminato, ma lo stipendio è sempre più precario ed instabile.

Smettiamo con il nostro silenzio e qualunquismo di sostenere il padrone e i suoi lacchè! Ribelliamoci alle menzogne che ci raccontano.

Uniti si può solo vincere.

La FIAT ordina il sistema d’applicare, l’ISCOT e i sindacati di comodo esegueno

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SI ALLA STABILIZZAZIONE E ALLE 40 ORE SETTIMANALI

NO ALLO SFRUTTAMENTO DEGLI OPERAI IN CAMBIO DEGLI SPICCIOLI

 

NO all’ipotesi di accordo che, in cambio di qualche spicciolo, pretende da noi operai sempre di più.

Quando il padrone non ha bisogno ci fa restare a casa con i quattro soldi della cassa integrazione, quando ha bisogno ci comanda di lavorare di più, ma sempre con un salario che basta appena per sopravvivere.

Fino a poco tempo fa la Fiat era in cassa integrazione e a noi ci chiedeva di restare a casa, adesso in Fiat si lavora e ci chiedono sacrifici di Sabato e di Domenica in cambio di qualche euro in più. I sindacati gestiscono il gestibile, il padrone chiede e loro accettano, adesso insieme al padrone si sono inventati “i ticket”.

La questione è semplice: il padrone ha bisogno di tenerci più tempo in fabbrica, il sindacato collaborativo è d’accordo e per convincerci ci propinano un po’ di spiccioli in più, così pensano che ci sentiremo le tasche piene! Il sindacato in questo paese si sta suicidando e accetta di tutto, a molti soggetti che militano nel sindacato interessa gestire qualche assunzione precaria e firmerebbe di tutto.

I soldini che ci dicono daranno in busta paga saranno probabilmente poi detratti con un aumento maggiore delle tasse, dell’Irpef e a noi rimarranno le briciole! Alla ISCOT, dove la stragrande maggioranza di noi operai è precario, non si pensa alla stabilizzazione, padrone e sindacati sono quasi tutti d’accordo, bisogna tenerci in una condizione ricattabile.

Dobbiamo fare sacrifici incredibili per poter arrivare alla fine del mese, sono ormai anni che siamo in una condizione  precaria in attesa di una regolarizzazione che ci dia un poco di dignità.

La FIAT propone una moderna schiavitù lavorativa per i suoi dipendenti, le ditte degli appalti si adeguano, quasi tutti i sindacati si assoggettano.

 

La Flaica-CUB sostiene gli operai che chiedono la stabilizzazione, le 40 ore settimanali e un salario adeguato e siamo qui per sostenere le loro istanze.

Le assemblee dovrebbero servire per far passare le rivendicazioni degli operai e non le esigenze dei padroni.

Tonnino Innocenti

FLAICA CUB

FIAT (FCA): CONDANNATA IN TRIBUNALE PER CONDOTTA ILLEGITTIMA NEI CONFRONTI DEI LAVORATORI

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Un’altra pronuncia della magistratura a presidio dei diritti dei lavoratori dello stabilimento della FIAT. Con sentenza del 24 aprile scorso, infatti il giudice del lavoro ha accettato definitivamente l’ennesima condotta illegittima tenuta da FCA nei confronti dei lavoratori impegnati a svolgere le funzioni di rappresentanti di lista durante il referendum abrogativo del 11, 12 e 13 giugno 2011.

In quella occasione, l’azienda decise arbitrariamente di non riconoscere i permessi elettorali previsti per legge e quindi, la normale retribuzione dovuta o alternativamente, le giornate di riposo compensativo, applicando a loro scapito una decurtazione di ben 3 giornate di permessi collettivi con un servile accordo dei sindacati accuratamente scelti dal padrone.

Un gruppo di undici lavoratori, tutti iscritti alla FLM Uniti CUB, sono riusciti tramite il loro legali a dimostrare l’illegittimità della condotta aziendale ottenendo la condanna di FIAT al risarcimento in favore degli iscritti.

Ancora una volta, queste pseudo organizzazioni sindacali e firmatarie cosa rappresentano i lavoratori o gli interessi aziendali?

Passa dalla tua parte, passa alla CUB.

FIAT: I LICENZIAMENTI MIRATI!!!!!!

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Sarà lo stesso destino x il polo Logistico di Nola???

In seguito alla terziarizzazione  di alcuni operai SATA, terziarizzati e passati alla Ceva Logistic che adesso chiude a Melfi scaricando le maestranze a 2 società Srl, con contratto a 7 mesi, vi è un evidente caso di discriminazione.

Il caso emblematico è quello dell’operaio Lapenna Vincenzo, operaio assunto nei primi anni 90° dalla Fiat-SATA.

Vincenzo lavorava all’interno dello stabilimento SATA e insieme ad altri centinaia di operai fu terziarizzato e passò alla Ceva Logistic.

Durante il periodo di terziarizzazione per essersi rifiutato di lavorare in assenza di sicurezza fu licenziato dalla Ceva Logistic.

Durante il corso della sua causa che durò anni centinaia di operai furono riassorbiti dalla SATA, lui Vincenzo reintegrato dopo aver vinto la causa, rimase alle dipendenze della Ceva Logistic e fu trasferito in un capannone a un chilometro di distanza circa dalla SATA.

Qualche anno di lavoro per lui, poi la Ceva comunica che chiude a Melfi e gli operai (16) in forza presso l’azienda passano con altre due aziende, rinunciando al contratto a tempo indeterminato, accettando un contratto determinato di 7 mesi.

Vincenzo non accetta e chiede il trasferimento.

L’azienda non accetta e apre la procedura di licenziamento individuale.

I documenti sono importanti perché si evince cosa potrebbe accadere nell’intera area industriale di Melfi e in altre fabbriche sul territorio nazionale.

E’ una manovra padronale (adesso con piccoli numeri) che in un periodo brevissimo cambia lo stato contrattuale che passa da indeterminato a determinato.

 

Donato Auria

ENNESIMA MORTE IN FIAT A POMIGLIANO D’ARCO

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Ennesima morte in Fiat
Anche stavolta la notizia passa indisturbata, i media tacciono, non hanno nessuna intenzione di rendere noto che l’infarto è avvenuto mentre era a lavoro, alla fine diranno che è morto all’ospedale di Acerra.
Il potere della Fiat e la sudditanza delle istituzioni.
il sindacato cosa dirà in merito, che i parassiti di Fim, Uilm, Fismi, Ugil adotteranno la logica di “non vedo, non sento, non parlo” in perfetto stile “mafioso” è noto, la la Fiom che dice di essere altro cosa dirà in merito????
ricevo è giro un comunicato stampa del comitato cassintegrati.
Comunicato stampa:
Si allunga la lista dei morti sul lavoro alla fiat di Pomigliano d’Arco
DOMANI DENUNCIA CONTRO FIAT IN PROCURA DELLA REPUBBLICA , E PER SABATO 28 SCIOPERO DI 8 ORE PER OGNI TURNO DI LAVORO E MANIFESTAZIONE A POMIGLIANO .
Luigi Noto operaio di 49 anni acerrano addetto alla manutenzione nel reparto stampaggio e’ morto d’infarto alle 5 di stamattina sul suo posto di lavoro, e dove si lavora si tre turni e dove non c’e’ piu’ spazio ne per il riposo ne per la giornata libera.
Non e’ piu’ sostenibile lavorare a condizioni disumani nella fiat, allarme che qualche settimana fa’ e arrivata anche dalla protesta dei lavoratori dello stabilimento sata di Melfi dove i sindacato sono stati contestati per ritmi eccessivi e turni massac ranti.
ORA BASTA !!!
Comitato di Lotta Cassintegrati e Licenziati Fiat