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La CUB Campania aderisce il 25 novembre alla giornata internazionale contro la violenza sulle donne

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25 novembre: giornata internazionale contro la violenza sulle donne

La violenza è un fenomeno ampio e diffuso e la violenza sulle donne si manifesta in molteplici modi, fisici e psicologici. Violenza fisica non è solo subire percosse fisiche o rimanerne uccisa: episodi che, purtroppo, sono all’ordine del giorno. La violenza fisica su una donna si manifesta anche quando la donna è costretta a stare richiusa in casa o subire altre forme di sequestro, quando viene scossa o riceve spintoni da maschi perché più forti di lei.

Violenza psicologica è quando la donna deve incassare liti familiari, sopportare il rifiuto di un aiuto domestico o educativo nella crescita dei figli, subire pedinamenti, minacce o domande assillanti da parte di mariti gelosi, padri, fratelli. Di conseguenza, non può far altro che trascorrere le proprie giornate in un silenzio pieno di rancore chiusa tra le mura domestiche perché unica fonte di estraniamento da ogni male.

La violenza economica, rappresentata da un continuo controllo del salario a piacimento del padrone, dall’impedimento di proseguire il lavoro in presenza di gravidanze o figli a cui badare quotidianamente. Senza tralasciare la violenza che accade tutti i giorni nei luoghi di lavoro, dove le donne, oltre allo sfruttamento cui sono sottoposte insieme ai loro compagni maschi, sono costrette a subire una doppia oppressione, legata alla classe e al genere.

Violenza sessuale, come molestie sessuali verbali e rapporti imposti a cui sono affiancate, il più delle volte, percosse sui minori (non sono ignoti i casi in cui i figli delle donne violentate assistano direttamente alla violenza sulla propria madre, ne vedano i segni sul suo corpo, sentano le grida e i pianti).

Le donne di tutti i Paesi tentano di difendersi e innumerevoli sono i coraggiosi casi di organizzazione, coraggio e ribellione a questo stato di cose di cui le donne danno esempio. Ricordiamo qui, ad esempio dei tanti, solo alcune fra le numerose lotte delle donne:

Contro la doppia oppressione, di classe e di genere, facciamo appello ad organizzare la più ampia solidarietà!

Il 25 Novembre non lo dimenticare.

Buon 8 marzo a tutte le donne in lotta

LOTTA 8 MARZO

Buon 8 Marzo alle donne in lotta.

Ricordiamoci che l’otto marzo non è la festa della “fica” e nemmeno delle “tartarughe” in mutande.

L’8 marzo si celebra per ricordare tutte le conquiste delle donne in campo economico, politico e sociale ma anche e soprattutto le discriminazioni e le violenze cui le donne sono sottoposte in tutti gli ambiti della vita sociale.
Negli ’70 gridavamo: “L’8 marzo non è un anniversario ma un giorno di lotta rivoluzionario”. Oggi siamo nel 2015 e direi che non c’è nulla da festeggiare.

Che cosa significa per le donne una legge come il Jobs Act, per la cui approvazione questo governo si è molto impegnato con tutta una campagna ideologica, mass mediatica per spacciarla come la soluzione a una disoccupazione vergognosa e dilagante nel nostro paese, che colpisce in particolare le donne e i giovani?

Con le nuove regole sulle assunzioni, che cancellano l’art.18, il governo Renzi ha dato ai padroni la libertà di licenziare, ha legittimato la precarietà permanente, altro che risolvere la disoccupazione!

Per le donne in particolare, considerate spesso “spese in più” dai padroni per via della maternità per esempio, il Jobs Act ne aggrava la condizione lavorativa con una maggiore precarietà; i padroni possono ricorrere a più contratti a termine o non assumere alla scadenza dei tre anni prima del passaggio a tempo indeterminato, ricacciando a casa la lavoratrice.

Nessun provvedimento c’è nel Jobs act per le donne disoccupate, né in termini di possibilità lavorative né di salario garantito.
Tutto questo non fa che peggiorare la loro dipendenza e subordinazione nella famiglia.

Un buon 8 marzo di lotta. Voglio dedicarlo a tutte quelle donne che anche oggi, nonostante le mimose, i festeggiamenti e tutte le ipocrisie connesse, stringono i denti per tirare avanti e si battono per un futuro migliore.

Le donne del centro commerciale la Masseria che stanno da mesi ad occupare, in difesa del loro posto di lavoro, chiuse 2 piani sotto terra insieme alle proprie famiglie, al freddo, ma riscaldate dall’affetto di chi è loro vicino.

Queste donne sono di esempio.
Buon 8 marzo di lotta e dignità.