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CUB SUR: IMPORTANTE VITTORIA DEGLI INSEGNANTI DIPLOMATI MAGISTRALI

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IMPORTANTE VITTORIA DEGLI INSEGNANTI DIPLOMATI MAGISTRALI

EMESSO PARERE CAUTELARE POSITIVO per il ricorso del Coordinamento Nazionale Diploma Magistrale e Cub Scuola Università e Ricerca, rappresentati dallo Studio legale Gigli e Tropepi, per l’inserimento nelle Graduatorie ad Esaurimento (GAE)

Il Consiglio di Stato, Sezione seconda, in seguito all’adunanza dell’08 giugno 2016 ha emesso parere positivo con riserva all’inserimento nelle Graduatorie ad esaurimento dei ricorrenti con CNDM e CUB SUR.

Il Collegio ha ritenuto opportuno ribadire quanto emerso in occasione dell’Adunanza Plenaria, il 27 aprile scorso, quando i giudici hanno riconosciuto che i docenti diplomati magistrali che hanno conseguito il titolo entro il 2001/2002 hanno diritto ad essere inseriti nelle GAE della propria provincia di riferimento.
Il Consiglio di Stato ha, di fatto, stabilito l’inserimento dei diplomati in via cautelativa, in attesa di deliberare sul merito, delibera che ci auguriamo giunga quanto prima e consenta ai diplomati non solo di essere inseriti a pieno titolo nelle sospirate GAE, ma anche a concorrere per l’assunzione in ruolo, come è già avvenuto per alcuni ricorrenti del ricorso Cub Scuola Università Ricerca avverso il D.M. 325/2015.
Per il la CUB SUR e il CNDM, che da anni si spendono per i diritti dei diplomati magistrali, si tratta della giusta conclusione di un percorso lungo e difficile, un sogno nato quando nessuno ancora credeva nel valore del diploma quale titolo abilitante per l’insegnamento nelle scuole primarie e dell’infanzia.
La CUB SUR e il CDNM sono consapevoli però che tanti insegnanti, che non hanno presentato domanda di ammissione in GAE in tempo utile e di conseguenza non hanno ricorso, sono rimasti fuori da qualsivoglia possibilità di inserimento e di assunzione in ruolo.
Altri docenti invece, a parità di titolo e anch’essi ricorrenti, si sono visti negare l’ingresso in GAE a causa di una giurisprudenza discordante e ingiusta.
E’ quindi auspicabile che il MIUR intervenga e risolva la questione per via politica, come sarebbe giusto, garantendo a tutti i diplomati magistrali che lo desiderano di poter accedere alle GAE, riconoscendo un diritto negato per troppi anni.

Per la CUB Scuola Università Ricerca
Per il Coordinamento Nazionale Diploma Magistrale

CUB SUR: Scuola, c’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico

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Scuola: c’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico

La pubblicazione delle prime delibere sui criteri sulla cui base dovranno essere scelti gli insegnanti meritevoli del bonus docenti – mediamente fra i 24.000 e i 27.000 Euro per istituto scolastico da distribuire solo a parte degli insegnanti di ruolo escludendo precari, educatori ed Ata – sta suscitando reazioni fra lo sdegno e l’ilarità nei lavoratori della scuola.
Vi sono infatti le decisioni più singolari, si va da porre un tetto al numero dei possibili premiati al fine di garantire loro una cifra robusta ma negando nei fatti ogni serietà nei criteri di scelta al considerare fra le qualità necessarie i buoni rapporti con i dirigenti che in questo modo diventano in un colpo solo Pubblici Ministeri e Giudici, passando per il premiare normali attività già retribuite con il fondo dell’istituzione scolastica, insomma incrementando le retribuzioni dello staff di presidenza.
Ma dietro questo caleidoscopio di soluzioni inventate alla (bell’e) meglio una logica si può individuare, potremmo dire che vi è del metodo in questa follia, il vero ed evidente obiettivo è la frantumazione della categoria fra le diverse figure professionali in primo luogo, per arrivare a quella fra i singoli insegnanti in gara per partecipare alla spartizione della torta visto anche che per il contratto invece sono state stanziate risorse miserevoli e tali da garantire incrementi delle retribuzioni di pochi euro.
E da questa frantumazione una sola figura esce rafforzata, quella di un dirigente scolastico, che grazie alla legge sulla Buona Scuola avrà il potere di stabilire chi, come e quanto potrà avere un aumento della retribuzione, di una retribuzione che ha visto negli ultimi anni un radicale impoverimento del personale della scuola grazie alla semplice scelta di saltare ormai ben tre contratti e che, per sovrammercato, potrà scegliere quote crescenti del personale scolastico già a partire dal 2016/17.
Come per altro era perfettamente evidente a grandissima parte della categoria che si è mobilitata con forza contro la Buona Scuola renziana l’ideologia meritocratica – che si vuole una straordinaria novità – nasconde, per la verità male, il ritorno al potere discrezionale della gerarchia così ben descritto, per fare solo un caso, ne “Il maestro di Vigevano” di Lucio Mastronardi.

La Cub Scuola, avendo perfettamente chiaro, che gli obiettivi generali per i quali mobilitarsi sono l’abrogazione della legge 107 e forti aumenti retributivi, sin da ora agirà sul piano sindacale e legale contro le delibere che forzano i termini della già inaccettabile Legge 107, per la difesa della libertà di insegnamento e della dignità della categoria tutta, docenti di ruolo e precari, educatori ed ata.

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Sicurezza nelle scuole: il re è nudo

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Sicurezza nelle scuole: il re è nudo

La recente sentenza della Corte di Cassazione che ribadisce in maniera inequivocabile la responsabilità delle singole istituzioni scolastiche e in particolare dei rappresentanti per la sicurezza nel caso di incidenti, di maggiore o minore gravità, rende evidente l’insostenibilità di una situazione che si trascina da anni ed ha il pregio di porre l’amministrazione di fronte alle proprie responsabilità.
Nel momento in cui è stato chiarito che la sola segnalazione delle criticità agli enti locali proprietari degli edifici non solleva gli istituti scolastici dalle responsabilità proprie e che non si può pretendere di garantire il servizio scolastico in condizioni di rischio per gli studenti e per il personale, contraddizioni messe sotto il tappeto per decenni vengono alla luce.
Infatti, come è perfettamente noto e come la Cub Scuola denuncia da anni, gli edifici scolastici non a norma sono, ci si consenta il gioco di parole, assolutamente normali. A questo punto le scelte sono chiare: chiudere un numero rilevante di scuole e negare quindi nei fatti il diritto all’istruzione o avviare un piano straordinario di lavori tali da superare l’attuale disastrosa situazione.
Va da sè che si tratta di investire risorse consistenti e quindi di fare delle scelte: garantire i servizi sociali essenziali quali la scuola, la sanità, i diritti o proseguire nell’attuale politica e dilapidio del denaro pubblico in grandi opere inutili e nocive, spese militari, privilegi ai ceti dominanti della classe politica. Su questo terreno la CUB scuola avvierà una campagna di inchiesta e di denuncia delle situazioni di criticità.

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Fumo e presenze all’Università di Salerno

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In questi giorni i quotidiani hanno pubblicato la condanna, confermata dalla Cassazione, della RAI in materia di fumo passivo subito da una giornalista, ora in pensione. Ad avviso della Suprema Corte, circolari e direttive “non costituiscono, evidentemente, misura idonea a contrastare i rischi da esposizione da fumo passivo”.

I cartelli con la dicitura “vietato fumare” e con l’indicazione del responsabile non servono a nulla.  Ecco perché il cosiddetto “approccio persuasivo e non repressivo”, scelto anche dal nostro Ateneo, rimane sempre inascoltato. Lo dimostrano i corridoi, i locali di passaggio utilizzati dai patiti della sigaretta come vere e proprie “smoking house”. L’Università è quindi responsabile del mancato rispetto della normativa vigente.

Ora rebus sic stantibus, per la proprietà transitiva giudichiamo priva di effettiva efficacia la circolare sull’orario “di servizio e di lavoro” del 4 marzo 2016 che reitera quanto già contenuto nella circolare n. 81425 del 2007.

Per carità, condividiamo il contenuto della stessa che però non inciderà né sui “diversamente assenteisti”, i cosiddetti scaldasedie, né sul rispetto della stessa se non è accompagnata da una stretta in senso repressivo attraverso verifiche a campione costanti e ripetute.

D’altra parte, se ci sono violazioni, l’amministrazione dovrebbe conoscere i colleghi che hanno superato il limite massimo di ritardi, accumulato il limite massimo di mancate timbrature, ecc. Insomma, le circolari ci sono per essere rispettate, non serve rimetterle in circolazione.

La nuova toponomastica dell’Università

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Con queste nuove denominazioni viarie l’Università di Salerno ha deciso di proseguire nel processo di damnatio memoriae, quella pratica che durante l’epoca Romana prima e medioevale poi veniva utilizzata per cancellare il ricordo di un nemico, di un condannato postumo o del precedente signore locale inviso a quello nuovo, cancellandone il nome (deletio nominis) e distruggendone stemmi e simboli. Via degli Oceani, via delle Stelle, via dei Pianeti, via dei Giochi Olimpici oppure via dell’Evoluzione, tanto per fare alcuni esempi, sono così anonime quanto scollegate dal ruolo di insegnamento che dovrebbe sottendere ad una istituzione come l’università.

Manca, infatti, tranne qualche eccezione, una toponomastica che passa attraverso l’esempio, la testimonianza e il ricordo di persone che hanno dato la loro vita per il nostra Paese e la nostra città. Avremmo preferito questa seconda scelta, così come avremmo preferito una sorta di coinvolgimento di tutti i dipendenti.

Ma, evidentemente, questa soluzione democratica non appartiene a chi governa l’Ateneo.

Ma rimaniamo in tema di toponomastica universitaria per raccontarvi cosa chiedono alcuni senatori accademici.  Piccola premessa:  “Per farsi dei nemici non è necessario dichiarare guerra, basta dire quello che si pensa”; utilizziamo la frase di Martin Luther King per esprimere la nostra contrarietà alle richieste, presentata dai senatori Claps e Trivelli nel corso della seduta del Senato Accademico tenutasi il 1° marzo, di intitolare tre strutture alla memoria di Carmine Pecoraro, collega morto durante l’orario lavoro, e di Francesca Bilotta, la studentessa deceduta nel tragico incidente del terminal bus (proposta Claps); il secondo, Trivelli, alla memoria di Michele Basile, operaio edile morto nel 2005 in un tragico incidente sul lavoro in un cantiere dell’Università.

Crediamo che non sia questa la strada per ricordare; e poi, perché dovremmo ricordare tizio e non caio; qual è la valutazione che fa pendere l’ago della bilancia a favore dell’uno o dell’altro? L’iscrizione al sindacato, l’attività lavorativa, la disponibilità e celerità nello svolgimento del proprio lavoro?

Non è questo il senso della memoria storica di cui parliamo noi, quella che troviamo scritta sui libri e che quasi mai diventa memoria personale, parte integrante del nostro essere. Questo è il ruolo dell’Università e, quindi, di chi governo l’Ateneo: Rettore, Senato Accademico Consiglio di Amministrazione.

CUB SUR SALERNO: NOTIZIARIO

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NOTIZIARIO della CUB SUR di SALERNO

4 marzo 2016 – diffusione interna e via mail

 

Sodexo, i sindacati incontrano i vertici della Fondazione

Oggi, 3 marzo 2016, si è tenuta presso la sede della Fondazione Universitaria di Salerno l’incontro per una informativa sulla delicata situazione dei tre bar chiusi.

Presenti il Presidente e il Direttore della Fondazione, rispettivamente Caterina Miraglia e Chiara Turco; per le Organizzazioni sindacali: Giuseppe Salvati, Vincenzo Greco e Maurizio Fasolino, Flaica Cub; Maria Rosaria Nappa e Pasquale Cerciello, Filcams Cgil di Salerno;  Antonio Pontillo, Confsa;  Biagio Montefusco, Fisascat Cisl.

Tutte le OO.SS hanno chiesto che la procedura di gara venga svolta nella massima celerità possibile e di procedere ad una veloce pubblicazione del bando; cosa sulla quale si è registrato il massimo impegno da parte del presidente Miraglia.

Il Presidente ha inoltre illustrato i presenti i contenuti di una clausola sociale, ancora in elaborazione, da inserire nel bando anche alla luce della normativa vigente e dello specifico indirizzo dato dall’ANAC sull’argomento e consultabile liberamente sul sito dell’Autorità.

Tutti i rappresentanti sindacali, pur apprezzando la disponibilità da parte del presidente in merito alla tutela dei lavoratori in sede di redazione del bando, hanno espresso perplessità circa la garanzia del mantenimento dei livelli occupazionali auspicando, nel contempo, un’azione collaborativa per il raggiungimento del risultato di cui sopra.

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La nuova toponomastica dell’Università

 

Con queste nuove denominazioni viarie l’Università di Salerno ha deciso di proseguire nel processo di damnatio memoriae, quella pratica che durante l’epoca Romana prima e medioevale poi veniva utilizzata per cancellare il ricordo di un nemico, di un condannato postumo o del precedente signore locale inviso a quello nuovo, cancellandone il nome (deletio nominis) e distruggendone stemmi e simboli. Via degli Oceani, via delle Stelle, via dei Pianeti, via dei Giochi Olimpici oppure via dell’Evoluzione, tanto per fare alcuni esempi, sono così anonime quanto scollegate dal ruolo di insegnamento che dovrebbe sottendere ad una istituzione come l’università.

Manca, infatti, tranne qualche eccezione, una toponomastica che passa attraverso l’esempio, la testimonianza e il ricordo di persone che hanno dato la loro vita per il nostra Paese e la nostra città. Avremmo preferito questa seconda scelta, così come avremmo preferito una sorta di coinvolgimento di tutti i dipendenti.

Ma, evidentemente, questa soluzione democratica non appartiene a chi governa l’Ateneo.

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A proposito di intitolazioni

 

Per farsi dei nemici non è necessario dichiarare guerra, basta dire quello che si pensa”; utilizziamo la frase di Martin Luther King   per esprimere la nostra contrarietà alle richieste, presentata dai senatori Claps e Trivelli nel corso della seduta del Senato Accademico tenutasi il 1° marzo, di intitolare tre strutture alla memoria di Carmine Pecoraro, collega morto durante l’orario lavoro, e di Francesca Bilotta, la studentessa deceduta nel tragico incidente del terminal bus (proposta Claps); il secondo, Trivelli, alla memoria di Michele Basile, operaio edile morto nel 2005 in un tragico incidente sul lavoro in un cantiere dell’Università.

Crediamo che non sia questa la strada per ricordare; e poi, perché dovremmo ricordare tizio e non caio; qual è la valutazione che fa pendere l’ago della bilancia a favore dell’uno o dell’altro? L’iscrizione al sindacato, l’attività lavorativa, la disponibilità e celerità nello svolgimento del proprio lavoro?

 

Non è questo il senso della memoria storica di cui parliamo noi, quella che troviamo scritta sui libri e che quasi mai diventa memoria personale, parte integrante del nostro essere. Questo è il ruolo dell’Università e, quindi, di chi governo l’Ateneo: Rettore, Senato Accademico Consiglio di Amministrazione.

 

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Cosa bolle in pentola?

 

Apprendiamo, da un comunicato stampa diffuso dalla Cisl, di un incontro svoltosi tra la segreteria provinciale della Cisl Università (Passamano, Pintozzi, Palumbo), i vertici dell’Ateneo (Piccolo e Bianchi) e l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Salerno (Cantone) .

Nel corso dell’incontro la CISL, si legge nel comunicato stampa, ha chiesto al Commissario Straordinario, Nicola Cantone, e al Prorettore, Antonio Piccolo, “un impegno affinché il nuovo atto aziendale determini la delocalizzazione delle attività universitarie dal ‘Ruggi’ di Salerno al presidio ospedaliero ‘Gaetano Fucito’ di Mercato San Severino”.

Come dire: gettiamo alle ortiche tutto quello che è stato fatto finora e ricominciamo daccapo! E’ l’apoteosi del detto “Chi fraveca e sfraveca nun perde maje tiempo”.

Preoccupa il silenzio delle altre organizzazioni sindacali, fatta eccezione per Margaret Cittadino (Cgil), e dei vertici politici salernitani e campani su questa posizione che ha trovato eco sui quotidiani locali.

Così come stigmatizziamo l’assenza di dichiarazioni del vertici dell’Ateneo e del Commissario straordinario dell’Azienda Ospedaliera universitaria sul merito della proposta.

Alla Cub Sur è pronta ad alzare le barricate e a fare ricorso nelle sedi opportune per evitare che una simile decisione si concretizzi.

Non rimarremo silenziosi, a differenza di altri, rispetto ad una scelta che consideriamo scellerata, priva di fondamento, improntata ad una politica di piccolo cabotaggio.

 

 

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La Segreteria Provinciale CUB SUR
via Strada Statale 88 n°105
84084 Fisciano

sito: http://www.cubsalerno.org
mail: cub.salerno@alice.it
tel/fax:089826434

 

NOTIZIARIO a cura della CUB SUR di Salerno

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NOTIZIARIO a cura della  CUB SUR  di Salerno

distribuito via mail il 26 febbraio 2016

 

In evidenza:

Residenze universitarie

Orizzonte Due

La vertenza Sodexo

 

Residenze universitarie: gli studenti, prima di tutto.

Siamo al ridicolo. Come definire, se non in questi termini, l’intervento del sindacato (in questo caso la Cisl per bocca del segretario aziendale e componente del Consiglio di Amministrazione, Gerardo Pintozzi le cui dichiarazioni sono riportate dal quotidiano Metropolis del 25 febbraio) sulle contrastanti dichiarazioni del Rettore e del Presidente Adisu in merito alle residenze universitarie?

Più che preoccuparsi delle due dichiarazioni Residenze al Campus, solo 200 assegnate agli studenti borsisti, La Città del 24 febbraio) sarebbe stato logico, infatti, presentare una interrogazione in Consiglio per le modalità di utilizzo delle residenze da parte degli studenti. Sarebbe stato più logico chiedere un urgente incontro tra sindacati e amministrazione per verificare le modalità di assegnazione delle residenze.

Quello che non è ammissibile non è tanto “il conflitto tra i due Enti”, come dichiara il riconfermato consigliere di amministrazione, ma l’utilizzo sbilanciato, se i dati forniti dal presidente Adisu dovessero essere veri, a favore dei docenti delle residenze universitarie.

Noi della CUB SUR ci preoccupiamo più di questo che di altro.

 

Una nuova opera d’arte in Ateneo

Non vogliamo entrare nel merito dei costi dell’opera “Orizzonte Due“, scultura in acciaio e vetro ideata dall’artista greco Costas Varotsos e posizionata presso il varco di accesso sud al campus.  Se sia stata donata oppure se ci siano delle spese necessarie a carico dell’Ateneo.

Si tratta di una scultura indubbiamente imponente con i suoi 34 metri di lunghezza per i 10 di altezza che resta, però, invisibile, a chi entra nel Campus. Bellissima da vedere per chi esce ma, praticamente, impalpabile per il visitatore.

Azzardiamo una ipotesi. A breve potrebbe essere demolita la guardiola di ingresso. Solo in questo caso l’opera svetterà in tutta la sua bellezza. Ma in questo caso il costo, senza ombra di dubbio alcuno, ci sarà.

 

Sodexo, i lavoratori appiedati

Si è svolta oggi, nella sede napoletana di Sodexo, l’incontro tra le OO.SS. e la società per definire la delicata situazione del servizio di bar e ristorazione  in funzione presso l’Aterneo salernitano.

Dal prossimo 29 febbraio, infatti, saranno chiusi, a seguito del parere espresso dall’Avvocatura dello Stato circa la impossibilità di procedere a ulteriore proroga del servizio, il “Bar Ravello”, il “Bar in Pi@zza” e il “Bar Medicina”.

Una scelta, che seppure legittima e giustificata dal punti di vista normativo, penalizza le maestranze che in tal modo rischiano il licenziamento.

Due le strade che si presentano per tutelare i lavoratori che, in tutti questi anni, hanno lavorato in modo egregio e professionale ricevendo apprezzamenti unanimi da parte della clientela. La prima è la possibilità per l’impresa di ricollocare i lavoratori licenziandi su altri appalti.  Soluzione che, trattandosi di una multinazionale, rischia di creare ulteriori problemi di carattere economico-finanziario alle famiglie dei lavoratori.

All’incontro hanno partecipato per le OO.SS.: Salvati e Greco per la CUB Salerno, Montefusco per la Fisascat Cisl regionale; per la Sodexo era presente il direttore regionale, Stumpo.

L’azienda ha comunicato che, a seguito  della scadenza della proroga e dell’avvio delle nuove procedure di gara, ha interessato il proprio ufficio legale per verificare quali soluzioni scegliere per i lavoratori.

I risultati saranno resi noti alle OO.SS. nel corso della prossima settimana. Tali decisioni saranno valutate dalla Cub al fine di decidere quali passi intraprendere a tutela dei lavoratori.  Per la Cub resta prioritario l’inserimento di una clausola, nel prossimo bando di gara, che consenta il mantenimento dei dipendenti  nei bar universitari. Vale la pena ricordare che anche la Fondazione universitaria nel corso dell’incontro con la CUB, svoltosi il 22 febbraio, si è impegnata a “cercare ogni soluzione possibile dal punto di vista legale e pratico in merito alla questione”. Proprio per questo, prima della pubblicazione del bando, i sindacati saranno riconvocati per eventuali soluzioni da apportare allo stesso.

 

 

 

CUB SUR Ateneo di Salerno

 

CUB SUR: I colpi di Natale

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I colpi di Natale messi a segno da qualcuno

Ci siamo lasciati a dicembre con gli auguri di Natale; permettete di rivolgere i  ostri auguri anche a coloro che sono stati assunti  il 29 dicembre u.s.

Non li conosciamo, non sappiamo dove siano stati assegnati nè quanti siano (si parla di 16 o 30 persone) ma a loro va il nostro sincero benvenuto nella grande famiglia universitaria.

Toni e saluti che non rivolgiamo a chi ha architettato questa infornata di impiegati. Per diversi motivi:

1)      Perché si è scelto di risalire a concorsi espletati nel 2005?

2)      Perché ci si è fermati ad un certo numero e non si è preferito pensare al altre assunzioni?

3)      Perché si è optato per categorie intermedie (la C) e non anche per altre?

4)      Chi ha valutato il fabbisogno di personale da assumere?

5)      In quale riunione (sindacale, Rsu, CdA o Senato) è stata approvata tale scelta?

6)      Quali sindacati erano al corrente  e perché non hanno  avviato una informazione più articolata con la base?

7)      Come mai il Campus si è popolato tra Natale e Capodanno,  mentre tutti erano a casa per la chiusura forzata dell’Ateneo?

8)      Cosa accadrà dei famosi interinali?

Ecco la  trasparenza che Rettore e Direttore sbandierano a destra e a manca come una “stella cometa” da seguire sempre e comunque naufraga alla prima verifica.

Ripetiamo non abbiamo nulla contro coloro che hanno assunto servizio; l’augurio è che ci possano essere altre assunzioni ma sono i metodi che non condividiamo: quelli  da bottega.

Chi, a vario titolo partecipa alla guida dell’Ateneo di Salerno, si dimentica, spesso, che la gestione della res publica non può essere trattata alla stregua della propria bottega.

Bisogna rendere conto e ragione a quanti, con fatica e sacrificio, frequentano il Campus (docenti, personale T.A., studenti)  tentando di mantenere alto il suo nome.

Noi, CUB SUR di SALERNO, siamo per la discussione alla luce del sole da fare nelle sedi deputate e per il coinvolgimento del maggior numero di persone.

E chiediamo a tutti di scegliere in modo ponderato quando si tratta di iscriversi al sindacato, eleggere un consigliere, un senatore o un componente della RSU.

Rendiamo l’Università di Salerno un angolo più democrati. Facciamolo con le nostre scelte.

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