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CUB P.I.: Operatori d’infanzia assunti al Comune di Benevento: Mossa contraddittoria

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Con la determina dirigenziale “Servizi al cittadino- servizio Personale” n. 427 del 17.12.2015 (registro generale n. 3168 del 31.12.2015) ad oggetto: “Esecuzione delibera n. 108/2015 relativamente alla copertura di n. 2 posti di categoria ‘B3’” il dirigente del comune di Beneevnto Giuseppe Moschella “ha assunto n. 2 operatori di infanzia con contratto a tempo indeterminato, part time al 50% … attraverso lo scorrimento della graduatoria degli idonei al concorso per l’assunzione di n. 8 Operatori d’Infanzia bandito nel 2010”: è l’avvio di una nota diffusa alla stampa da Alberto Zollo, Componente la RSU del Comune di Benevento e membro del Coordinamento provinciale.

Nella determina – prosegue il sindacalista – “si legge che l’assunzione viene effettuata in quanto ‘il Dirigente Servizi al Cittadino con la nota 96321/2015 nel rappresentare la sofferenza nella gestione del servizio presso l’asilo nido di via Firenze, causa il trasferimento di n. 2 addette per motivi di salute, chiedeva di reperire n. 2 Operatori d’infanzia da destinare alla struttura in discussione'” La decisione, per Zollo, “risulta assolutamente immotivata e contraddittoria in relazione ai fatti che di seguito si segnalano, tutti riferiti alla chiara volontà dell’amministrazione di chiudere gli asili comunali e destinare ad altro incarico il personale. A giugno del 2013 il Settore Servizi Sociali non pubblicò Bando per la iscrizione dei bambini al servizio di Asilo Nido comunale, costringendo i genitori interessati ad optare per gli asili privati. Il giorno 2 ottobre dello stesso anno, l’Amministrazione convocò una riunione sindacale nel corso della quale, dopo aver preso atto che vi erano state solo 22 iscrizioni per i due asili (nonostante la mancata pubblicazione del bando) per un incasso presunto di 25.000 euro a fronte di una spesa di quasi un milione di euro per pagare, tra l’altro, le 34 addette al servizio, evidenziò che secondo la normativa vigente, per i servizi a domanda individuale quale quello degli asili nido, era necessaria una copertura di almeno il 36% dei costi, mentre nel caso in discussione, la percentuale dei costi ricavati era di appena il 2%. Risultò quindi chiara la volontà dell’amministrazione di voler chiudere gli asili, ma l’Assessore al personale, Pietro Iadanza, negò questa evidenza asserendo che vi era solo l’intenzione di pervenire ad una diversa organizzazione del servizio con il trasferimento di alcune operatrici presso gli uffici amministrativi (verbale della riunione tra la Delegazione Sindacale e la delegazione trattante di parte pubblica del 2 ottobre 2013).

Il successivo 16 ottobre – prosegue Zollo nel ricordare l’iter – nel corso della discussione con i sindacati, l’amministrazione tornò sull’argomento e comunicò che se non vi fossero state a breve altre iscrizioni, uno dei due asili sarebbe stato chiuso con conseguente trasferimento di personale in altri uffici (vedi verbale del 16 ottobre 2013). Il 7 gennaio 2014, dopo la pausa natalizia, senza alcun preavviso agli utenti, l’asilo nido di via Torre della Catena non riaprì e i bambini iscritti furono trasferiti nell’unico superstite asilo di via Firenze. Con l’ordine di servizio n. 16620 del 28 febbraio 2014, il Segretario Generale dell’Ente Claudio Uccelletti, preso atto che ‘a causa dell’assai ridotto numero di utenti, è stato chiuso un dei due asili nido di questo comune e che si è manifestata la necessità di ricollocare all’interno della struttura comunale il personale eccedente rispetto all’unico asilo attivo’, dispose l’assegnazione ad altro servizio di 16 operatrici (1 cuoca, 5 puericultrici, 9 operatrici di infanzia e un istruttore amministrativo) sul totale di 34 dipendenti in servizio. Nello stesso atto si legge che ‘tali trasferimenti sono da intendersi a titolo non irreversibile, poiché, qualora dovesse in un prossimo futuro essere riaperto un altro asilo nido comunale, sarà riaperta una procedura per il rientro presso il settore che gestirà l’asilo stesso di tutto o di parte del personale interessato dal presente provvedimento’.

Proprio alla luce di questa precisazione, l’amministrazione avrebbe dovuto sostituire le due operatrici di infanzia ‘trasferite per motivi di salute’ – come indicato nella nota del Dirigente Servizi al Cittadino n. 96321/2015, richiamando in servizio presso l’asilo nido due delle operatrici pari qualifica, trasferite momentaneamente presso altri settori con il richiamato Ordine di Servizio n. 16620 del 20/2/2014 a firma del Segretario Generale”.

La nota è inviata al nuovo Dirigente del settore Servizi al Cittadino, Angelo Mancini.

Vigilanza palazzo di giustizia di Benevento, l’intervento della Cub

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Vigilanza palazzo di giustizia di Benevento, l’intervento della Cub

 

Vigilanza palazzo di giustizia di Benevento, l'intervento della Cub

“Il comma 526, articolo unico, della legge 23 dicembre 2014 n. 190 (legge di stabilità 2015) ha sostituito il 2° comma art.1, della legge 392/1941 e, conseguentemente, abrogando i successivi articoli 2, 3, 4 e 5, dispone che dal 1° settembre 2015, le spese obbligatorie di funzionamento per gli uffici giudiziari, che erano a carico dei Comuni (e parzialmente rimborsate dallo Stato), rimangono di competenza del Ministero di Grazia e Giustizia”. A comunicarlo è Alberto Zollo, Rsu della Cub, in merito alla vicenda della vigilanza al palazzo di giustizia.

“Dalla stessa data – prosegue il sindacato -, lo Stato non corrisponde più ai Comuni i canoni di locazione per gli immobili di loro proprietà adibiti a sede di uffici giudiziari. Il Comune di Benevento, a seguito di sollecitazione da parte del prefetto, ha confermato l’impegno a garantire la guardiania fino al 20 febbraio in attesa che la Corte di Appello di Napoli concluda l’iter per affidare anche tale servizio a carico del Ministero di Grazia e Giustizia.

La Cub – conclude Zollo – si augura che da tale data, tornino all’impegno per i quali sono stati assunti, i 10 dipendenti del Comune attualmente impiegati in questo servizio che ha aggravato notevolmente i carichi di lavoro della Polizia Municipale”.

CUB P.I. Benevento

 

La CUB P.I. di Benevento denuncia le differenze della nuova Pianta organica del Comune

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Ad intervenire è, infatti, Alberto Zollo per la Cub Pubblico Impiego.
“L’ipotesi di struttura organizzativa – scrive – è articolata su 8 settori, tra i quali rimaneva invariato quello alle Finanze, alcuni venivano potenziati in modo massiccio mentre altri quasi completamente svuotati.
La modifica più evidente riguardava il Settore Polizia Municipale al quale venivano associati i servizi assistenziali, scolastici e sanitari.
Rimanevano pertanto al Settore Servizi al Cittadino solo le competenze per le certificazioni (anagrafe, eccetera).
Anche per il Settore Opere Pubbliche era previsto il potenziamento con la assegnazione dei Programmi Complessi (Piu Europa) e del Suap (Sportello Unico per le attività produttive), separato incomprensibilmente dal settore Sviluppo economico.
Il Servizio Avvocatura, diventava Settore e si sarebbe dovuto occupare anche della gestione del Personale.
La riunione prevista per il 29 luglio scorso è stata rinviata a data da destinarsi per impedimento della delegazione trattante di parte pubblica, ma il 7 settembre scorso è pervenuta una nuova comunicazione, sempre a firma del dirigente del Settore Programmazione strategica e Personale, con la quale si è ricominciato da capo, nel senso che si è fornito, di nuovo, una semplice “informativa” sulla proposta  di riorganizzazione di settori ed uffici del Comune.
Poi, il 10 settembre è pervenuta l’ultima comunicazione con la quale si è convocata, su questo argomento, una nuova riunione con la delegazione sindacale, precisando, ancora una volta, che “la materia non è oggetto di concertazione”.
La nuova proposta di struttura organizzativa, in apparenza, sembra negare le modifiche clamorose previste a luglio.
Infatti, il Settore Polizia Municipale rimane così com’è attualmente, mentre le competenze per i servizi sociali  e pubblica istruzioni rimangono assegnate al Settore Servizi al Cittadino; il Suap rimane al Settore Attività Produttive.
A ben guardare sono previste modifiche di non poco conto rispetto alla struttura attuale: l’Avvocatura, oggi semplice Ufficio Associato, diventa Settore con la istituzione di ben 5 Servizi che presuppongono la nomina di altrettanti funzionari di categoria D i quali dovrebbero coordinare un solo ufficio a testa, svolgendo, in tal modo, le attività di un capo ufficio di categoria C (stessa “anomalia” è prevista per altri Servizi in altri settori); la Gestione del Personale si riduce ad un Ufficio associato al settore Servizi al Cittadino; la Programmazione Strategica passa al Settore Opere Pubbliche; il Controllo sulle partecipate (funzione che nessuno vuole assumere) viene trasferito al Settore Territorio e Ambiente che rimane unico, mentre tutti si aspettavano una sua divisione essendo attualmente diretto da due Dirigenti; sparisce dal Settore Cultura, l’ufficio Politiche Giovanili che non viene inserito da nessuna parte nella struttura organizzativa dell’Ente.
Altre “anomalie” sono presenti nella proposta di riorganizzazione dell’Ente che necessita di un’articolata e precisa discussione anche perché prevede la istituzione di nuovi servizi ed uffici che, ai sensi del vigente Regolamento degli Uffici e dei Servizi del Comune di Benevento, è materia di concertazione.
Si insiste, pertanto, affinché tale Concertazione sia immediatamente ed ufficialmente avviata, precisando che anche la semplice “consultazione” deve coinvolgere tutta la delegazione sindacale per intero senza alcun riferimento ad “organizzazioni sindacali rappresentative”.