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25 APRILE – 1 MAGGIO SCIOPERO DEL COMMERCIO E DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE

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 25 APRILE – 1 MAGGIO

SCIOPERO PER TUTTA LA GIORNATA

DEI LAVORATORI DEL COMMERCIO

E DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE

CONTRO IL LAVORO NEI GIORNI FESTIVI

 

I lavoratori della grande distribuzione vogliono:

– protestare contro il lavoro comandato nei giorni di festa.
– permettere a tutti di stare assieme ai propri affetti nei giorni comandati al riposo
– ridare dignità a tanti lavoratori precari, oppressi e rassegnati …
– smascherare quei sindacati che firmano per il lavoro obbligatorio alla domenica e festivi e poi fanno finti scioperi contro il lavoro nei giorni di festa …
– tornare a vivere le nostre vite con tranquillità, invece di rimuginare sui soprusi subiti nei posti di lavoro
– poter godere di una sana giornata di festa

-protestare contro norme ingiuste e inique previste con la entrata in vigore del JOB ACT

-dire basta ai soprusi dei padroni contro i lavoratori più deboli.

Per tutto questo il 25 aprile e il 1 maggio saremo in piazza a dire

BASTA!!!!!!

FLAICA UNITI CUB

UN RINNOVO VERGOGNOSO, COME LEGALIZZARE IL JOB ACT

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Rinnovo del contratto del commercio: Ai lavoratori precarietà e flessibilità, tanti contributi a cgil, cisl e uil

 

Confcommercio, Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno firmato l’ennesimo pessimo rinnovo del contratto del commercio. Da anni vediamo lo stesso film: firmano contratti con pessime conseguenze per lavoratrici e lavoratori in cambio della garanzia della loro sopravvivenza, attraverso gli enti bilaterali.

Oggi Filcams, Fisascat e Uiltucs sono pesantemente delegittimate e ridimensionate per l’ondata di chiusure, licenziamenti e tagli salariali cui non hanno saputo dare risposte, e Confcommercio è più debole per aver subito la separazione della Grande Distribuzione Organizzata che ha voluto un suo contratto.

Il testo sottoscritto prevede la possibilità di rendere flessibili, con un minimo di preavviso e senza  programmazione, le lavoratrici e i lavoratori portando l’orario  settimanale fino alle 44 ore per un massimo di sedici settimane l’anno. L’azienda restituirà le ore prestate in più con turni più leggeri entro l’anno successivo; quindi si lavorerà  più delle 40 ore nelle settimane in cui l’azienda “tira” e meno di 40 quando l’aria è di stanca;  si  abolisce il pagamento dello straordinario, non la sua effettuazione.

L’azienda avrà accesso all’uso dell’apprendistato anche se avrà confermato solo il 20% degli apprendisti assunti (prima era l’80%); i non confermati potranno essere assunti a tempo determinato con un inquadramento inferiore di due livelli per sei mesi e di un livello per altri sei.

In piena sintonia con il Job Act di Renzi, se il contratto sarà a tempo indeterminato il sottoinquadramento potrà durare tre anni.

Si confermano la possibilità di peggiorare il contratto nazionale a livello aziendale, il mancato pagamento della quota aziendale dopo il terzo giorno di malattia, l’obbligatorietà del lavoro domenicale retribuito.

Tutto questo in cambio di 85 euro lordi sulla retribuzione del IV livello da spalmare in due anni e mezzo con scadenza al 31/12/2017, oltre ad un fantomatico elemento di garanzia sulla  contrattazione aziendale o locale che viene reintrodotto in modo sperimentale.

Le golose caramelle che hanno portato Filcams, Fisascat e Uiltucs a firmare questo accordo sono ben altre: la conferma dei contributi estorti al lavoratore per finanziare gli enti bilaterali territoriali (0,3% della paga base più la contingenza), sancito dal rinnovo del 2011 e l’aumento i contributi per il Fondo EST a carico dei lavoratori.

A ciò si aggiunge il “contributo di assistenza contrattuale” dovuto da imprese e lavoratori alla Confcommercio ed a Filcams, Fisascat e Uiltucs per aver firmato il contratto questa volta riscosso attraverso l’Inps

E’ evidente che senza questi strumenti di vera e propria corruzione Filcams, Fisascat e Uiltucs non potrebbero far sopravvivere i loro enormi apparati burocratici,

Anche i padroni hanno interesse ad avere interlocutori asserviti e tenuti per la gola da un sistema che li finanzia ma che può cessare con la semplice disdetta del contratto. Gli enti bilaterali ed i fondi di assistenza integrativa sono una vergogna e vanno chiusi restituendo ai lavoratori dignità, reddito e possibilità di organizzarsi per contrattare le proprie condizioni di lavoro senza dover pagare pegno alle burocrazie di Filcams, Fiscascat e Uiltucs.

Rimandiamo al mittente l’odioso rinnovo del contratto – Chiudiamo gli enti bilaterali – Impediamo l’apertura domenicale e festiva degli esercizi commerciali

CONTINUIAMO IL PERCORSO DI LOTTA PER L’EMANCIPAZIONE DEI LAVORATORI

CON LO SCIOPERO GENERALE DEL COMMERCIO  IL 25 APRILE ED IL PRIMO MAGGIO

RINNOVO CCNL COMMERCIO, UNA VERGOGNA SENZA FINE

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COMUNICATO STAMPA

Ccnl del Commercio: FLAICA Uniti CUB ritiene vergognoso il rinnovo. Estende precariato e flessibilità e prevede contributi obbligatori riscossi dall’Inps a Filcams, Fisascat e Uiltucs

Nella giornata di ieri, dando il peggio di se, Confcommercio e CGIL-CIL-UIL di categoria hanno sottoscritto il rinnovo del Ccnl Commercio.

In cambio di una miseria di aumento salariale, 85€, parametrati al IV livello,  in cinque rate (36€ di media mensili), Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil concedono e i padroni portano a casa:

  1. La prestazione di 44 ore settimanali di lavoro per un massimo di 16 settimane all’anno, senza consultazione e senza il pagamento degli straordinari nei periodi in cui serve, (come Pasqua, Natale, ecc). Le ore saranno poi recuperate nel dei dodici mesi successivi quando è ritenuto opportuno dal padrone.
  2. La possibilità di assumere disoccupati e lavoratori non confermati dopo l’apprendistato, con un 2 livelli di inquadramento inferiore per sei mesi e 1 livello di inquadramento inferiore per altri sei. Il sottoinquadramento potrà essere prolungato fino a tre anni se saranno assunti a tempo indeterminato.

Il rinnovo del contratto, peggiore di quello che aveva “contestato” 4 anni, è stato firmato anche dalla Filcams Cgil.

Contro i contenuti di questo rinnovo vergognoso Flaica Uniti Cub  avvia un percorso di lotta a partire dallo sciopero del 1° maggio.

Confcommercio e CGIL-CIL-UIL di categoria confermano ed estendono i compiti degli enti bilaterali che gravano sulle retribuzioni dei lavoratori per mantenere le loro ipertrofiche burocrazie; inoltre delegano inps e/o inail  alla riscossione di una  quota contratto non quantificata obbligatoria per lavoratori e padroni.

 

CCNL TURISMO: Non si vede luce per il rinnovo del contratto del Turismo!

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E’ inquietante la trattativa con Fipe Confcommercio sul rinnovo del contratto del Turismo che investe 1.5 milione di lavoratori in attesa di vedersi riconosciuti  diritti eaumenti salariali.
E’ incredibile l’atteggiamento aggressivo della parte datoriale che pur di mantenere i propriprofitti, pretende di non riconoscere nessun aumento contrattuale;
Anzi vanno oltre, la loro visione passa attraverso lo scellerato tentativo di abbassare  il costo del lavoro abolendo gli scatti di anzianità e le 72 ore di Rol, peggiorando l’istituto della malattia e il periodo di comporto, attaccando le norme di salvaguardia dei livelli occupazionali nei cambi digestione e appalti,  oltre al tentativo di aumentare ancora di più la flessibilità già peggiorata dai precedenti rinnovi contrattuali, per adattarla alle  esigenze padronali!
Il quadro è preoccupante e la situazione rimane estremamente complicata, anche a causa di interlocutori quali cgil-cisl-uil, preoccupati soprattutto di conservare ad ogni costo il ruolo istituzionale che si sono costruiti negli anni con la pretesa di monopolizzare il diritto alla rappresentanza  sindacale.
A completare questo quadro infausto, è intervenuto anche il governo con il “JOBS ACT” che ha previsto la soppressione delle tutele dell’art.18 anche per i lavoratori che sono oggetto di cambio appalto, non considerando l’attività lavorativa senza soluzione di continuità.
Stessa sorte anche per i CCNL Turismo Confesercenti  e AICA (Confindustria), scaduti da ormai 2 anni!
Il settore è articolato ma con forti potenzialità produttive, tant’è che se si investisse  nelle infrastrutture il Turismo potrebbe fungere da volano per la ripresa economica, anziché  esternalizzare servizi (pulizia ai piani, facchinaggio etc.) e tagliare salari e diritti, agli operatori.

La Flaica-CUB respinge ogni tentativo di aumentare ancor più la precarietà  continuando a spostare enormi profitti a favore dei padroni  e propone:

Aumenti salariali in  linea con il costo della vita;
Rilancio della centralità del CCNL che garantisce pari condizioni e dignità;
Democrazia sindacale;
Riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario;
Abolizione degli Enti Bilaterali e Covelco.
Modifica della Nuova Aspi per i lavoratori stagionali.

COMMERCIO, RINNOVO DEL CONTRATTO UNA PROPOSTA INDECENTE!!!!

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Gli incontri tra Federdistribuzione e cgil cisl uil  proseguono al rallentatore (l’ultimo risale al 24 settembre 2014) e sono praticamente fermi di fronte alla richiesta padronale di un contratto leggero sotto il profilo della normativa e dei costi.

La triplice da parte sua non è stata in grado di rispondere sul terreno della mobilitazione dei lavoratori anche perché sta discutendo degli Enti Bilaterali (prelievo coatto ai lavoratori) da cui dipende la sopravvivenza degli apparati sindacali ed è perciò tema caro al sindacato più che ai lavoratori.
Quando sono in ballo i propri stipendi, gli atteggiamenti cambiano e ciò aiuta a capire perché i confederali abbiano accettato l’impostazione dei padroni per un patto per la crisi privo di salario (quello dei lavoratori naturalmente).
L’altro tema in discussione è la richiesta delle aziende di eliminare le differenze contrattuali per rendere libere le domeniche lavorative per tutti i lavoratori, senza il fastidio delle deroghe.
Nel frattempo le aziende hanno mano libera nel disdire, con la scusa della crisi, tutta la contrattazione esistenterecuperando costi, a danno dei lavoratori, in misura assolutamente ingente.
Pensano di mantenere i loro profitti riducendo il costo del lavoro quando  il vero problema è la bassa domanda dovuta principalmente, cosa che dovremmo avere sempre presente, allo spostamento gigantesco di ricchezza dai salari ai profitti che, secondo calcoli della Banca d’Italia in venti anni assomma a quasi mille miliardi di euro che dalle tasche dei lavoratori sono finiti in quelle dei padroni grazie agli accordi sindacali sull’inflazione programmata, e che sono alla base della crisi odierna.
Di fronte a questa situazione si sta rispondendo con iniziative posto per posto di lavoro, dove, qualcuno sempre più raramente le organizza ma ciò non sarà sufficiente a contrastare le pretese padronali.
Una risposta forte e collettiva può partire ridefinendo precisi obiettivi a partire da:

Forti aumenti salariali
Abolizione del lavoro domenicale e festivo obbligatorio
Divieto di apertura dei centri commerciali nei giorni di festività nazionale
Democrazia sindacale con il ripristino di libere elezioni aperte a tutti i sindacati
Abolizione immediata degli Enti Bilaterali e di tutti i prelievi coatti.

 

 

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Gennaio 2015

 

Federazione Lavoratori Agro-Industria Commercio e Affini Uniti
Confederazione Unitaria di Base
20131 Milano – V.le Lombardia, 20 – Tel. 02/70631804 – 70634875 Fax 02/70602409
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