UN RINNOVO VERGOGNOSO, COME LEGALIZZARE IL JOB ACT

 

Rinnovo del contratto del commercio: Ai lavoratori precarietà e flessibilità, tanti contributi a cgil, cisl e uil

 

Confcommercio, Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno firmato l’ennesimo pessimo rinnovo del contratto del commercio. Da anni vediamo lo stesso film: firmano contratti con pessime conseguenze per lavoratrici e lavoratori in cambio della garanzia della loro sopravvivenza, attraverso gli enti bilaterali.

Oggi Filcams, Fisascat e Uiltucs sono pesantemente delegittimate e ridimensionate per l’ondata di chiusure, licenziamenti e tagli salariali cui non hanno saputo dare risposte, e Confcommercio è più debole per aver subito la separazione della Grande Distribuzione Organizzata che ha voluto un suo contratto.

Il testo sottoscritto prevede la possibilità di rendere flessibili, con un minimo di preavviso e senza  programmazione, le lavoratrici e i lavoratori portando l’orario  settimanale fino alle 44 ore per un massimo di sedici settimane l’anno. L’azienda restituirà le ore prestate in più con turni più leggeri entro l’anno successivo; quindi si lavorerà  più delle 40 ore nelle settimane in cui l’azienda “tira” e meno di 40 quando l’aria è di stanca;  si  abolisce il pagamento dello straordinario, non la sua effettuazione.

L’azienda avrà accesso all’uso dell’apprendistato anche se avrà confermato solo il 20% degli apprendisti assunti (prima era l’80%); i non confermati potranno essere assunti a tempo determinato con un inquadramento inferiore di due livelli per sei mesi e di un livello per altri sei.

In piena sintonia con il Job Act di Renzi, se il contratto sarà a tempo indeterminato il sottoinquadramento potrà durare tre anni.

Si confermano la possibilità di peggiorare il contratto nazionale a livello aziendale, il mancato pagamento della quota aziendale dopo il terzo giorno di malattia, l’obbligatorietà del lavoro domenicale retribuito.

Tutto questo in cambio di 85 euro lordi sulla retribuzione del IV livello da spalmare in due anni e mezzo con scadenza al 31/12/2017, oltre ad un fantomatico elemento di garanzia sulla  contrattazione aziendale o locale che viene reintrodotto in modo sperimentale.

Le golose caramelle che hanno portato Filcams, Fisascat e Uiltucs a firmare questo accordo sono ben altre: la conferma dei contributi estorti al lavoratore per finanziare gli enti bilaterali territoriali (0,3% della paga base più la contingenza), sancito dal rinnovo del 2011 e l’aumento i contributi per il Fondo EST a carico dei lavoratori.

A ciò si aggiunge il “contributo di assistenza contrattuale” dovuto da imprese e lavoratori alla Confcommercio ed a Filcams, Fisascat e Uiltucs per aver firmato il contratto questa volta riscosso attraverso l’Inps

E’ evidente che senza questi strumenti di vera e propria corruzione Filcams, Fisascat e Uiltucs non potrebbero far sopravvivere i loro enormi apparati burocratici,

Anche i padroni hanno interesse ad avere interlocutori asserviti e tenuti per la gola da un sistema che li finanzia ma che può cessare con la semplice disdetta del contratto. Gli enti bilaterali ed i fondi di assistenza integrativa sono una vergogna e vanno chiusi restituendo ai lavoratori dignità, reddito e possibilità di organizzarsi per contrattare le proprie condizioni di lavoro senza dover pagare pegno alle burocrazie di Filcams, Fiscascat e Uiltucs.

Rimandiamo al mittente l’odioso rinnovo del contratto – Chiudiamo gli enti bilaterali – Impediamo l’apertura domenicale e festiva degli esercizi commerciali

CONTINUIAMO IL PERCORSO DI LOTTA PER L’EMANCIPAZIONE DEI LAVORATORI

CON LO SCIOPERO GENERALE DEL COMMERCIO  IL 25 APRILE ED IL PRIMO MAGGIO

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