AUCHAN CONTRO I LAVORATORI CON LA SCHIENA DIRITTA

Auchan Torino contro lavoratrici e lavoratori con la schiena diritta.

 

Il gruppo Auchan non si smentisce mai: a Luglio ottiene 1346 dimissioni incentivate, riducendo così la propria forza lavoro di quasi il 15%. Si dichiara soddisfatta di questi numeri ma, come se nulla fosse successo, riprende con maggiore forza l’assalto ai residui diritti di chi ha la sventura di continuare a lavorare per la multinazionale francese.

 

A Torino ha trasferito 16 lavoratrici e lavoratori a Cuneo, 130 km di distanza e nessun collegamento diretto con il capoluogo; non paga di questa mossa ne sta trasferendo altri 5 a Vicenza e Bergamo.

E’ evidente l’intento dell’azienda: costringere i colpiti a licenziarsi e ridurre così ulteriormente il numero dei dipendenti. Percorrere kilometri per recarsi ogni giorno al lavoro è nettamente superiore a quello che un lavoratore può sopportare, soprattutto quando il suo posto di lavoro non viene soppresso ma continua ad esistere.

 

Perché Auchan si comporta così? Lavoratrici e lavoratori trasferiti hanno in comune una caratteristica: 14 non hanno accettato di firmare le clausole elastiche e flessibili che li avrebbero consegnati all’arbitrio totale da parte dell’azienda, gli altri invece sono lavoratori con alta anzianità e  ritenuti troppo costosi. In generale una scelta discriminatoria volta a piegare ogni resistenza nei confronti del volere dell’azienda e della direzione locale e a diffondere il terrore tra i dipendenti.

 

L’azienda non è stata nemmeno capace di una dichiarazione di solidarietà con le sue dipendenti trasferite a Cuneo che il 5 marzo hanno subito un pesante incidente mentre si recavano a lavorare. In qualche modo Auchan ha così avvalorato la sua responsabilità morale in quanto successo a Concetta, Daniela, Eva ed Ivana.

 

L’azienda non ha mai voluto cercare soluzioni alternative al trasferimento, nonostante le proposte avanzate dall’istituzione regionale in vista del raddoppio dell’Iper di Torino. Purtroppo dobbiamo registrare la complicità del Comune di Torino che, nonostante fosse a conoscenza della situazione, ha concesso ad Auchan le autorizzazioni per il raddoppio dell’area, rendendosi così complice nell’operazione contro i lavoratori.

 

Non resteremo a guardare quanto sta accadendo e non ci limiteremo ai pur necessari ricorsi in sede legale. Auchan Torino ha già scioperato il 23 Febbraio e le delegate hanno presidiato per tre giorni in camper gli ingressi dell’Iper. Nuove mobilitazioni sono in programma nei prossimi giorni per costringere l’azienda a rimangiarsi i trasferimenti. Ci appelliamo alla solidarietà di tutti i lavoratori e le lavoratrici di Auchan Italia per avviare in tutto il paese una campagna contro la multinazionale che costringa questi signori a smetterla di giocare con la vita delle persone che lavorano per loro.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *