Monthly Archives: marzo 2016

PRESIDIO NAZIONALE FLMuniti-CUB contro FIAT \ FCA

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✊✊✊***PRESIDIO***✊✊✊
PRESSO LA FERMATA METRO “LINGOTTO” FRONTE CENTRO COMMERCIALE “8 GALLERY”

VENERDÌ 15 APRILE 2016 DALLE ORE 11.00, in occasione dell’assemblea degli Azionisti FCA:

CONTRO l’arroganza Fiat e i continui cambi di programma sulla produzione auto che causano discriminazione tra operai e cassa integrazione
CONTRO l’esclusione dei sindacati che non firmano il contratto Fiat dalle RSA e persino dal pagamento delle trattenute sindacali
CONTRO i turni, i carichi di lavoro e gli orari massacranti dei “fortunati” che non sono in cassa integrazione: lavorare meno, lavorare tutti e a parità di salario!
PER una vera democrazia in fabbrica con elezioni dei delegati trasparenti e senza pali e paletti: tutti elettori, tutti eleggibili!
PER ricostruire un vero nucleo sindacale in FCA in tutto il paese, che stia dalla parte SOLO dei lavoratori, senza sventolare qua e là a seconda degli interessi di bottega.

CUB e SGB Nazionali per il SI al Referendum del 17/4 2016 CONTRO le trivellazioni del MARE NOSTRUM CONTRO la petrolizzazione dell’Italia

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CUB e SGB Nazionali per il SI al Referendum del 17/4  2016

CONTRO le trivellazioni del MARE NOSTRUM

CONTRO la petrolizzazione dell’Italia

 

no triv

 

CUB e SGB Nazionali per il SI’ al Referendum
del 17 APRILE 2016
CONTRO le trivellazioni del MARE NOSTRUM
CONTRO la petrolizzazione dell’Italia
Il Referendum contro le trivellazioni che si terrà il prossimo 17 aprile 2016 ha un
peso specifico in particolare contro il servilismo politico e alla sudditanza al dio
denaro in quanto con questo referendum sarà possibile affermare la ferma
contrarietà alla mercificazione del territorio italiano e dire no al decreto
“SBLOCCA ITALIA” almeno per la parte che renderà possibili ed esecutivi
definitivamente i permessi già accordati che consentiranno le trivellazioni entro
le 12 miglia con gravi ricadute all’ambiente marino e costiero già devastato da
decenni di cementificazione delle coste e di discariche e scarichi in mare aperto.
All’oro nero, uno dei principali veicoli del guadagno facile sulle spalle dei
cittadini e uno dei principali veicoli del capitalismo finanziario che impone la
supremazia del consumismo, va preferita l’inimitabile ed incommerciabile difesa
del territorio, delle scogliere, delle spiagge.
Il referendum contro le trivellazioni del mese di aprile ha quindi un peso
specifico contro la mercificazione ed in difesa del nostro patrimonio territoriale
italiano che è NOSTRO e non di un manipolo di speculatori e finanzieri.
L’Italia non si trivella il mare è un bene comune che va difeso come tutto
l’ambiente, l’acqua in quanto è un bene indisponibile NO ALLE SPECULAZIONI E
AI PADRINI DEL PETROLIO!!!
Difendiamo, propagandiamo e sosteniamo il SI all’abrogazione della norma che
stabilisce che le concessioni petrolifere durino fino all’esaurimento dei
giacimenti!!
Difendiamo il territorio l’economia locale legata alla pesca ed al turismo
difendiamo l’unicità del territorio italiano la nostra storia

Migliaia di lavoratrici e lavoratori del Pubblico Impiego e del Privato hanno aderito alla Cub con il patto federativo sottoscritto con Sgb.

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Comunicato  Stampa

Migliaia di lavoratrici e lavoratori del Pubblico Impiego e del Privato hanno aderito alla Cub con il patto federativo sottoscritto con Sgb.

Sgb nasce a seguito dall’uscita da Usb di alcune migliaia di lavoratrici e lavoratori del Pubblico Impiego e del Privato.

Con l’adesione alla Cub attraverso il Patto Federativo si da un contributo importante alla costruzione di un forte Sindacato di Base conflittuale come si è evidenziato con la partecipazione allo Sciopero Generale e alle Manifestazioni del 18 -3 u.s.

 

La conclusione della esperienza in USB, di cui molti  sono stati fra i fondatori, ha portato alla decisione di dare vita un nuovo soggetto sindacale che faccia dell’indipendenza, della difesa esclusiva degli interessi di classe, della trasparenza, del pluralismo, della partecipazione e della democrazia interna,  i suoi tratti distintivi.

Decidendo di conseguenza di  stringere un rapporto con il resto del sindacalismo di base e conflittuale a partire dalla Confederazione Unitaria di Base, da cui molti provengono e di cui e conosciuta la struttura organizzativa fondata sulle singole categorie e la centralità delle strutture territoriali

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Comunicato  Stampa – Migliaia di lavoratori lasciano USB

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LOGO CUB

 

sgb

 

 

 

Sgb nascea seguito dall’uscita da Usb di alcune migliaia di lavoratrici e lavoratori del Pubblico Impiego e del Privato.
Con l’adesione alla Cub attraverso il Patto Federativo si da un contributo importante alla costruzione di un forte Sindacato di Base conflittuale con la convinzione che le storie e i differenti percorsi possano contribuire alla costruzione di un sindacato di classe e di massa, così come si è evidenziato con la partecipazione allo Sciopero Generale e alle Manifestazioni del 18 -3 u.s.

La conclusione della esperienza in USB, di cui molti  sono stati fra i fondatori, ha portato alla decisione di dare vita un nuovo soggetto sindacale che faccia dell’indipendenza, della difesa esclusiva degli interessi di classe, della trasparenza, del pluralismo, della partecipazione e della democrazia interna,  i suoi tratti distintivi.

Decidendo di conseguenza di  stringere un rapporto con il resto del sindacalismo di base e conflittuale a partire dalla Confederazione Unitaria di Base, da cui molti provengono e di cui e conosciuta la struttura organizzativa e la centralità delle strutture territoriali.
E su queste basi è stato stipulato il Patto Federativo con la Cub.

Milano 30 03 2016

Confederazione Unitaria di Base
Milano: V.le Lombardia 27 – tel. 02/70631804 fax 02/70602409
www.cub.it – e mail cub.nazionale@tiscalinet.it

25 APRILE – 1 MAGGIO SCIOPERO DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE E DEL COMMERCIO, CONTRO IL LAVORO NEI GIORNI FESTIVI

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25 APRILE – 1 MAGGIO 2016

 

SCIOPERO PER TUTTA LA GIORNATA DEI LAVORATORI DEL COMMERCIO E DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE CONTRO IL LAVORO NEI GIORNI FESTIVI

 

I lavoratori della grande distribuzione e del commercio vogliono:

 

– protestare contro il lavoro comandato nei giorni di festa.
– permettere a tutti di stare assieme ai propri affetti nei giorni comandati al riposo
– ridare dignità a tanti lavoratori precari, oppressi e rassegnati …
– smascherare quei sindacati che firmano per il lavoro obbligatorio alla domenica e festivi e poi fanno finti scioperi contro il lavoro nei giorni di festa …
– tornare a vivere le nostre vite con tranquillità, invece di rimuginare sui soprusi subiti nei posti di lavoro
– poter godere di una sana giornata di festa

-protestare contro norme ingiuste e inique previste con l’applicazione  del JOB ACT

-dire basta ai soprusi dei padroni contro i lavoratori più deboli

 

Per tutto questo il 25 aprile e il 1 maggio saremo in piazza a dire BASTA LAVORO NEI GIORNI FESTIVI !!!!!!

 

FLAICA UNITI CUB

sciopero 25 aprile – 1 maggio

 

DIAMO TUTTI UNA MANO: I QUATTRO REFERENDUM PER ABROGARE LA LEGGE 107 DETTA LA «BUONA SCUOLA»

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I QUATTRO REFERENDUM
PER ABROGARE LA «BUONA SCUOLA»
1. SCHOOL BONUS: si chiederà di cancellare un beneficio di fatto riservato
alle scuole private: le erogazioni liberali non dovranno più essere riservate
alle singole scuole, ma all’intero sistema scolastico, scongiurando così
anche la possibilità che le scuole private sfruttino tali meccanismi per
eludere le tasse su una parte delle rette
2. POTERI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO: formulazione che abroghi la
chiamata diretta degli insegnanti da parte del dirigente scolastico sugli
ambiti territoriali per incarichi solo triennali;
3. ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO: abrogazione dell’obbligo di 200 ore
nei licei e 400 ore nei tecnici-professionali, lasciando le scuolelibere di
organizzare tali attività come hanno sempre fatto;
4. VALUTAZIONE DEL MERITO DA PARTE DEL DIRIGENTE SCOLASTICO:
abrogazione parziale dei relativi commi che minacciano il lavoro collegiale
e introducono una competizione individuale senza regole contrattuali, allo
scopo di ripristinare le funzioni precedenti del comitato di valutazione
secondo il T.U. (Dl 297/94) e attribuzione del fondo per lavalorizzazione dei
docenti alla contrattazione.
Il Comitato promotore nazionale allo stato attuale è costituito da:
COBAS, CUB, FLC CGIL, GILDA, UNICOBAS, USB
Adam, Adida, AND, Associazione nazionale per la Scuola della Repubblica,
Cesp, Comitato nazionale di sostegno alla LIP per una buona scuola per la
Repubblica, Coordinamento nazionale scuola della Costituzione,
Illumin’Italia, Mida, Retescuole, UdS Link
Sostengono il referendum le seguenti forze politiche:
Altra Europa per Tsipras, Azione Civile, M5S, Partito della Rifondazione
Comunista, Sinistra anticapitalista, Sinistra Italiana, SEL

 

I QUATTRO REFERENDUM

SCHEDE SVIMEZ SULLA SITUAZIONE ECONOMICA INDUSTRIALE DEL MEZZOGIORNO

SVIMEZ-LOGO

Riteniamo opportuno far capire ai lavoratori i dati prodotti dallo Svimez che dimostrano un andamento catastrofico della situazione economica-industriale attuale del mezzogiorno d’Italia.

Informare i lavoratori è necessario, per poter averne le armi per combattere una guerra contro la disinformazione voluta dai padroni e dei governi dei padroni.

 

La SVIMEZ (acronimo per Associazione per lo SVIluppo dell’industria nel MEZzogiorno) è un’associazione privata senza fini di lucro, che include nel suo statuto lo scopo di promuovere lo studio delle condizioni economiche del Mezzogiorno d’Italia, al fine di proporre concreti programmi di azione e di opere intesi a creare e a sviluppare le attività industriali.

 

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IL TRIBUNALE CONDANNA IL CONSORZIO SA1

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Il tribunale di Nocera Inferiore ha condannato il consorzio di bacino sa1 (Igiene Ambientale) per non aver consentito alla RSA di difendersi per una contestazione disciplinare.

Arbitrariamente il consorzio aveva spostato la RSA FLAICA CUB presso un altro cantiere senza il nulla osta dell’O.S., cosi come è previsto per legge. Al rifiuto del lavoratore di eseguire il trasferimento il consorzio lo multava con 3 giorni di sospensione del lavoro e della retribuzione. In quel frangente il Consorzio annullava definitivamente il trasferimento punitivo visto il nostro ricorso al giudice del lavoro. Continuando con il suo atteggiamento di superiorità per dimostrare come si suol dire che poteva fare quel che voleva, “colpire uno per educare cento”.

Il magistrato del lavoro oltre a dare ragione all’O.S. sulla nullità del trasferimento a disposto di annullare la sanzione disciplinare è che al lavoratore vengano pagate le giornate di sospensione ingiustamente trattenute.

In questo caso lo diciamo noi come O.S. che bisogna “colpire un padrone, per educarne cento”

Passa dalla tua parte, passa alla CUB

ALESSE: SMENTISCA O SI DIMETTA

csg

Per quanto ha riferito il TG3 del Lazio delle 14 del 19.3.2016, il Presidente della Commissione di Garanzia, prendendo spunto dagli effetti a Roma delle mobilitazioni dei lavoratori del 18.3.2016 nel comparto del trasporto ferroviario e autoferrotranviaro,riferendosi allo sciopero generale indetto dalla Cub e dalle altre OO.SS. di base per il 18.3.2016, ha di nuovo invocato la revisione immediata della legge sulla rappresentanza e sull’esercizio del diritto di sciopero, al fine di evitare il ripetersi di indizioni contro la guerra e per ragioni che esulano da quelli che lui ritiene essere gli interessi dei lavoratori.
Nel servizio del TGR Lazio è stato anche detto che nel comparto in questione si sarebbe raggiunta una frequenza di uno sciopero ogni nove giorni, senza citare la fonte che, presumibilmente, dato il contesto, dovrebbe essere lo stesso Alesse.

EVIDENTI LE PERICOLOSE FALSITÀ CHE SOSTENGONO IL TGR LAZIO ED IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE DI GARANZIA A POCHE ORE DAL COMMENTO DEL PRESIDENTE RENZI SULLA GIORNATA DI MOBILITAZIONE DEL 18.3.2016 

Non si rende un buon servizio all’informazione , né si onora il proprio ruolo quando si afferma che lo sciopero del 18.3.2016 è stata una mobilitazione indetta solo contro la guerra. Al giornalista sarebbe bastato leggere i comunicati dell’indizione di sciopero, mentre ad Alesse il telegramma anche a lui recapitato nei quali erano elencate le motivazioni: la politica economica e sociale del governo e dell’unione europea; contro il jobs act e le altre misure per il mercato del lavoro; contro l’abolizione dell’art. 18 ed il blocco dei contratti pubblici e privati, l’aziendalizzazione della contrattazione e l’individualizzazione del rapporto di lavoro; contro le privatizzazioni, le grandi opere dannose e la distruzione del territorio; contro la legislazione che a vario modo favorisce precarizzazione e forme di sfruttamento selvaggio (esternalizzazioni, appalti, subappalti, cooperative di comodo) come ampiamente appurato nel settore della logistica, del cargo e della salute pubblica e privata;
contro la riforma della scuola e per la stabilizzazione del personale; contro il fiscal compact e il pareggio di bilancio inserito nella costituzione; contro la riforma del mercato del lavoro, che lascia milioni di disoccupati privi di mezzi di sussistenza e promuove lavoro gratuito senza la garanzia del salario; per la redistribuzione del reddito attraverso consistenti aumenti salariali per tutti i lavoratori e pensionati; per la rivalutazione delle pensioni, riduzione degli anni per il diritto alla pensione, salute e sicurezza sui posti di lavoro; per il diritto all’abitare; contro la precarietà e il lavoro gratuito; per il diritto al lavoro, attraverso la riduzione d’orario a parità di salario, investendo per la bonifica dei siti inquinati, la messa in sicurezza del territorio, il risparmio energetico e le energie alternative; per la libertà di circolazione della forza lavoro e la parità di diritti agli immigrati; per l’integrale abolizione della legge bossi-fini.

Il Presidente della Commissione di Garanzia nel giudicare le motivazioni dello sciopero travalica il suo ruolo, si erge ad arbitro delle ragioni di lotta dei lavoratori, sostiene la necessità di esercitare il diritto delle istituzioni di definire obiettivi e rivendicazioni dei lavoratori. Non rende un buon servizio neppure alla verità e all’intelligenza quando banalizza le regioni della militarizzazione delle nostre città.
Ma soprattutto quando dice che uno sciopero contro la guerra non è una proclamazione effettuata nell’interesse dei lavoratori, finge di non sapere che i conflitti bellici sono pagati proprio dai lavoratori e dai ceti popolari a beneficio dei trafficanti di armi e dell’industria bellica.

ALESSE MENTE SAPENDO DI MENTIRE quando NON dice che nella giornata del 18.3.2016 erano state concentrate dalla stessa Commissione di Garanzia diverse mobilitazioni, peraltro proclamate con motivazioni eterogenee, indette da numerose OO.SS. (autonome e aderenti a cgilcisluilugl) in diversi settori del comparto dei trasporti. A Roma in particolare lo sciopero in ATAC è stato ridotto dal Prefetto a sole 4 ore con la scusa della contemporanea indizione di uno sciopero dei Taxi, prontamente revocato a poche ore dall’effettuazione della mobilitazione proclamata in precedenza dalla Cub e di quella promossa da altre sigle presenti in quell’azienda.

ALESSE E IL TGR LAZIO DIRAMANO FALSITà quando dicono che nei trasporti la frequenza degli scioperi è arrivata ad uno sciopero ogni 9 giorni. Infatti la stessa legge 146/90 e L.83/00, nonché le diverse regolamentazioni di attuazioni dello sciopero nei trasporti, non consentono in nessun settore tale frequenza di proclamazioni. Se davvero fosse fondato quel dato sarebbe proprio Alesse a manifestare l’assoluta sua incapacità di esercitare il suo ruolo e quello della sua Commissione.

ALESSE PARLA A SPROPOSITO quando sostiene che Roma ha ormai bisogno di un inasprimento della legge antisciopero. In realtà Roma non è soffocata dagli scioperi ma dalla malapolitica e dai disservizi delle aziende deputate ad assicurare il pubblico servizio di trasporto urbano, extraurbano, ferroviario e degli altri settori.

 

SI DICONO BUGIE quando si vuol far credere che si possano risolvere i problemi del trasporto, imbavagliando lavoratrici e lavoratori e le organizzazioni che ritengono insostenibile il modello di società attuale. In particolare poi Alesse sembra volersi accanire contro la Cub che è l’unica organizzazione sindacale che ha ritenuto di non sottoscrivere l’accordo interconfederale del 10.1.2014, rifiutandosi di comprimere ulteriormente il diritto di sciopero e di demandare alle burocrazie sindacali il potere decisionale sull’esito delle vertenze nel mondo del lavoro.

E’ insostenibile per un Paese civile che il Presidente della Commissione di Garanzia appartenga allo schieramento dei replicanti del Governo Renzi, rivelando in maniera inoppugnabile il suo reale ruolo nelle vertenze dei lavoratori!

ALESSE SMENTISCI O DIMETTITI!

La Cub di Roma e Provincia a breve organizzerà una conferenza stampa davanti alla sede della Commissione di Garanzia, per rendere pubbliche le falsità sostenute dal Presidente della Commissione di Garanzia e svelare
l’infame attacco al diritto di sciopero che il Governo Renzi e il suo schieramento di replicanti stanno sostenendo da tempo.
20 Marzo 2016

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