Monthly Archives: novembre 2015

Con il pretesto della crisi e del terrorismo, eliminano diritti fondamentali dei lavoratori.

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Da giorni, dopo l’attentato di Parigi, i media sono impegnati continuamente in un’opera di bombardamento mediatico che punta a giustificare l’attacco in medio oriente, con il pretesto della difesa della democrazia e la retorica dell’unità nazionale, europea, occidentale.

L’enorme pressione mediatica ha inoltre il compito di distogliere dalla condizione attuale, in cui aumenta lo sfruttamento sul lavoro, diminuiscono i salari e i diritti sociali. Read more

RINNOVO CCNL AUTOFERROTRANVIERI: PIU’ SOLDI AI SINDACATI FIRMATARI CHE AI LAVORATORI

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8 € al mese (medi) di arretrati dal 2008 al 2015 ma solo una-tantumc – 23 € al mese (medi) che solo nel 2017 diventeranno 67 €. Queste sono le cifre di un contratto atteso da 8 anni, frutto della “sapiente contrattazione” e della totale rinuncia alla lotta da parte di Cgil, Cisl, Uil, Faisa e Ugl. Read more

Poste Italiane – Le proposte per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro di SLG-CUB.

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SLG CUB - sindacato Lavoro GiustiziaIl CCNL dei lavoratori postali è ormai scaduto dal 2012, cosa già grave, che dimostra la mancanza di rispetto da parte di chi finora ha gestito i rapporti sindacali con l’azienda.
COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA – 27 dicembre 1947

Art. 1 – L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
Art. 36 – Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

Questi articoli della Costituzione della Repubblica Italiana, ci ricordano che partiti e sindacati di partito non si adoperano e non si impegnano per attuare i diritti stabiliti, nel 1947, dai fondatori dell’Italia liberata dalla dittatura.
Il CCNL dei lavoratori postali è ormai scaduto dal 2012, cosa già grave, che dimostra la mancanza di rispetto da parte di chi finora ha gestito i rapporti sindacali con l’azienda. I sindacati di partito, infatti, obbedendo alle linee politiche dei loro partiti e politici di governo, sia del cosiddetto centro-destra che centro-sinistra, hanno mantenuto gli stipendi dei lavoratori fermi ai livelli di tre anni fa, pur avendo concesso all’azienda un aumento degli impegni lavorativi e ridotto il personale di oltre 50mila unità (negli ultimi 20 anni: da 200mila a 150mila) e quindi causando un sovraccarico di lavoro per singolo dipendente, senza stabilire neanche il riconoscimento di un’adeguata compensazione monetaria.

Dunque, questi sindacati hanno fatto avverare il sogno di Confindustria: pagare poco e avere tanto. Invece, SLG-Cub pensa che, trattandosi di un’azienda che ogni anno incassa molti utili economici, (212 milioni di euro nel 2014, pari a 400 miliardi di ex lire), il CCNL di Poste Italiane deve seguire il principio di condividere gli introiti finanziari con i lavoratori (che sono gli artefici del lavoro e del risanamento economico aziendale), con un equo e congruo aumento di stipendio e con regole che riconoscano la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici, in quanto forza lavoro composta da persone umane da rispettare e tutelare. Perciò, SLG-Cub presenta ai lavoratori i seguenti punti, come proposte di cui si dovrebbe tenere conto, per poter riallineare il prossimo CCNL su valori di maggior rispetto umano, tutelando il “Lavoro” seguendo un criterio di “Giustizia”, nel rispetto della dignità di chi lo svolge, secondo correttezza e buona fede.

Salute e sicurezza

Prima di ogni altra considerazione, bisogna sempre partire dal presupposto che la salute è il bene più prezioso di una persona. Perciò, si devono garantire le condizioni di rispetto per la salute, attribuendo all’azienda dei doveri di tutela molto chiari. In primis, chi rappresenta problemi di salute ai propri superiori deve essere messo in condizione di evitare danni alla propria salute, seguendo il principio di cautela e l’azienda deve subito tutelare il lavoratore e inviarlo dal Medico Competente. Inoltre, bisogna stabilire: pause a carico dell’azienda, nelle lavorazioni ad alto stress psico-fisico (come quelle rumorose e/o da svolgersi prevalentemente in piedi); la presenza di mense, nei grandi Centri di lavoro, da poter fruire sempre con pause a carico ell’azienda; eque rotazioni dalle mansioni affaticanti a quelle meno affaticanti (nei cicli produttivi), in particolare per gli over 60; esenzione dai turni notturni, per chi ne fa richiesta; priorità all’avvicinamento del lavoratore con gravi problemi di salute al proprio domicilio; istituzione di presidi medici interni nei grandi Centri di lavoro. Tutti i lavoratori, dei vari settori lavorativi aziendali, devono essere sottoposti a visite mediche preventive di sorveglianza sanitaria, senza esclusione di nessuno. Inoltre, nei grandi Centri, come già accade in molte aziende, deve essere previsto il defibrillatore cardiaco, per salvare i lavoratori da improvvisi problemi cardiaci.

Parte economica

Per recuperare gli aumenti irrisori dei CCNL passati, dal 1994 in poi, che sono stati concepiti per fare spendere meno soldi all’azienda (secondo l’idea di favorirne la vendita), e considerando, invece, gli utili netti di milioni di euro, ricavati dalla stessa azienda ogni anno, NON si può pensare a un aumento medio inferiore a 300 € mensili netti. Infatti, una qualsiasi cifra inferiore a 300 € mensili netti significherebbe mantenere i lavoratori postali in posizione di inferiorità,
rispetto al costo della vita e al proprio futuro. Inoltre, anche i ticket mensa vanno aumentati ad almeno 7 € l’uno. Infine, vanno ripristinati gli scatti economici d’anzianità, con cadenza biennale.

Dignità del Lavoro

Qualsiasi attività lavorativa deve essere pensata e organizzata sempre nel rispetto della dignità della persona, secondo buon senso e ragionevolezza, oltre che nel rispetto delle leggi, evitando: condizioni di orari e turni disagiati e stressanti; posture innaturali e affaticanti; ambienti insalubri. Inoltre, nei grandi Centri di lavoro l’azienda deve garantire il servizio di asilo, per i bambini figli dei dipendenti (cosa di cui hanno sempre goduto solo i dipendenti della sede Centrale direzionale di Roma).

 

Ferie

Ogni lavoratore ha diritto alle ferie, senza che queste diventino un indebito mezzo di coercizione e di potere da parte della dirigenza, con ricatti e strumentalizzazioni. Perciò, ogni richiesta dei periodi di ferie deve essere subito corrisposta da una ricevuta di ricezione aziendale, mentre la stessa azienda deve rispondere o eventualmente controproporre altri periodi entro 5 giorni dalla presentazione della comunicazione del lavoratore. Deve essere esplicitamente vietata l’imposizione d’ufficio delle ferie dell’anno corrente, che la dirigenza attua per obbligare i lavoratori a consumarle in anticipo, anche quando non ne hanno l’esigenza. Le ferie dell’anno precedente devono essere smaltite con un piano concordato. Inoltre, va ripristinato lo stesso numero di giorni di ferie (32) per tutti i lavoratori, sia vecchi che anche per i nuovi assunti, eliminando, così, la grave discriminazione degli ultimi CCNL, che colpisce proprio i nuovi assunti.

 

Orario di lavoro

L’orario di lavoro NON dovrà essere superiore alle 35 ore settimanali, secondo la tendenza di una riduzione finalizzata alle 32 ore settimanali, perché così ci sarebbe una migliore vita sociale, con più tempo libero per le persone e maggior possibilità di nuove assunzioni di personale e di occupazione. Inoltre, orari e turni di lavoro NON devono essere decisi sul momento, dall’azienda, ma programmati con adeguato anticipo. L’impatto dell’impegno del tempo di lavoro può essere molto negativo per la persona, se questo intralcia lo svolgimento della vita privata, rendendola impossibile da programmare con ragionevolezza e sicurezza. Ecco perché l’orario di lavoro deve essere sicuro e prevedibile, nei suoi cicli, anche sul lungo periodo. Inoltre, deve essere contrattualmente riconosciuto il diritto allo scambio di turno, tra colleghi, per poter mettere in sintonia lo sviluppo delle esigenze del lavoro con quelle private e familiari.

 

Rapporto di lavoro

La pratica dei licenziamenti, per eliminare persone scomode, è sempre stata di ispirazione autoritaria e repressiva, dal valore violento, sia moralmente che economicamente, e non va incentivata ma contrastata, con regole di tutela della parte debole. Invece, le ultime leggi sul lavoro (Jobs Act 2015) hanno dato anche alle grandi aziende il diritto di licenziare arbitrariamente i nuovi assunti dal 7 marzo 2015, anche senza un motivo. Perciò, il CCNL deve ristabilire una tutela per tutti i lavoratori, con un’atto migliorativo ispirato da correttezza e buona fede, impegnando l’azienda a ricorrere, preliminarmente, all’arbitrato della Direzione Territoriale del Lavoro o al giudizio del Tribunale del Lavoro, per dirimere il contenzioso e annullare il licenziamento eseguito in malafede oppure ingiusto. Inoltre, devono essere consentiti i trasferimenti tra lavoratori, di pari caratteristiche lavorative, che chiedono di scambiarsi le sedi di lavoro, in quanto ciò non incide in alcun modo sull’andamento aziendale e favorisce la vita e la serenità delle persone e delle famiglie interessate. Anche i demansionamenti dovranno essere sottoposti alla verifica della DTL o del Tribunale.

 

Diritti sindacali

I lavoratori devono avere il diritto di esercitare liberamente i propri diritti sindacali, previsti dallo Statuto dei Lavoratori (legge 300/1970). Tutti i sindacati di fiducia dei lavoratori, compresi i singoli Rsu e Rsa, esistenti in azienda, debbono essere sottoposti a un uguale regime di diritti e di doveri, con diritto di assemblea, di trattenuta sulla busta paga, di informazione e di quanto altro è necessario a svolgere l’attività sindacale democratica, senza subire discriminazioni.
Solo a parità di condizioni, infatti, i lavoratori possono essere realmente tutelati da sindacati non condizionati dall’azienda.

Accordi sindacali

Tutti gli accordi (compreso il CCNL) sottoscritti dai sindacati o dalle rappresentanze sindacali, con l’azienda, devono essere sottoposti all’approvazione ufficiale dei lavoratori, con referendum. La consultazione dovrà interessare esclusivamente i lavoratori dei settori interessati, sui quali ricadono gli effetti dell’accordo.

 

SLG-CUB

 

TELECOM CONDANNATA: IL RIFIUTO DI PAGARE I CONTRIBUTI SINDACALI E’ ATTIVITA’ ANTISINDACALE!

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IL RIFIUTO DI PAGARE I CONTRIBUTI SINDACALI E’ ATTIVITA’ ANTISINDACALE!
Telecom condannata anche in Cassazione.
http://www.cub.it/…/rifiuto-pagare-contributi-sindacali-att…

La Corte di Cassazione, con sentenza del 21 settembre 2015 n. 18548 sul ricorso presentato da Telecom Italia spa, ha dichiarato condotta antisindacale ex art. 28 dello Statuto dei Lavoratori il rifiuto della ricorrente di versare i contributi sindacali al sindacato FLMUniti – CUB. Read more

La CUB Campania aderisce il 25 novembre alla giornata internazionale contro la violenza sulle donne

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25 novembre: giornata internazionale contro la violenza sulle donne

La violenza è un fenomeno ampio e diffuso e la violenza sulle donne si manifesta in molteplici modi, fisici e psicologici. Violenza fisica non è solo subire percosse fisiche o rimanerne uccisa: episodi che, purtroppo, sono all’ordine del giorno. La violenza fisica su una donna si manifesta anche quando la donna è costretta a stare richiusa in casa o subire altre forme di sequestro, quando viene scossa o riceve spintoni da maschi perché più forti di lei.

Violenza psicologica è quando la donna deve incassare liti familiari, sopportare il rifiuto di un aiuto domestico o educativo nella crescita dei figli, subire pedinamenti, minacce o domande assillanti da parte di mariti gelosi, padri, fratelli. Di conseguenza, non può far altro che trascorrere le proprie giornate in un silenzio pieno di rancore chiusa tra le mura domestiche perché unica fonte di estraniamento da ogni male.

La violenza economica, rappresentata da un continuo controllo del salario a piacimento del padrone, dall’impedimento di proseguire il lavoro in presenza di gravidanze o figli a cui badare quotidianamente. Senza tralasciare la violenza che accade tutti i giorni nei luoghi di lavoro, dove le donne, oltre allo sfruttamento cui sono sottoposte insieme ai loro compagni maschi, sono costrette a subire una doppia oppressione, legata alla classe e al genere.

Violenza sessuale, come molestie sessuali verbali e rapporti imposti a cui sono affiancate, il più delle volte, percosse sui minori (non sono ignoti i casi in cui i figli delle donne violentate assistano direttamente alla violenza sulla propria madre, ne vedano i segni sul suo corpo, sentano le grida e i pianti).

Le donne di tutti i Paesi tentano di difendersi e innumerevoli sono i coraggiosi casi di organizzazione, coraggio e ribellione a questo stato di cose di cui le donne danno esempio. Ricordiamo qui, ad esempio dei tanti, solo alcune fra le numerose lotte delle donne:

Contro la doppia oppressione, di classe e di genere, facciamo appello ad organizzare la più ampia solidarietà!

Il 25 Novembre non lo dimenticare.

CUB IMMIGRAZIONE: corso formativo sindacale e della lingua italiana per i lavoratori migranti

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La CUB Immigrazione Campania, dal 24 novembre 2015 inizierà un corso formativo sindacale e di lingua italiana gratuito per i propri iscritti. Bisogna formare anche i lavoratori migranti per imparare le norme basiche di tutela sindacale e la conoscenza basilare della lingua italiana. Solo attraverso di questo si potrà combattere lo sfruttamento che ce in atto su i lavoratori migranti nella nostra regione e la discriminazione sistematica che ogni giorno devono subire. Inizieremo il percorso formativo con la sede di Napoli per poi stendere lo stesso corso alle altre sedi provinciali.

CUB Campania

La CUB Campania dice no alla privatizzazione dell’acqua in regione

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La CUB Campania, ritiene vergognoso il comportamento della giunta regionale, che con un blitz stile vigliacchi a messo le basi per privatizzare l’acqua pubblica. E vero che ne destra ne sinistra sono dalla parte del popolo, stanno li a fare solo gli interessi dei poteri economici, la famosa Lobby dell’acqua, ma questa porcata non può essere tollerata.

Noi come O.S. su questo argomento non molliamo, l’acqua deve essere pubblica per tanto aderiamo ufficialmente alla manifestazione del prossimo 28 novembre per chiedere il ritiro di questa legge scellerata.

Tutti in piazza!
Venerdì 28 novembre, ore 16 / Napoli, Piazza Mancini
Manifestazione regionale per l’acqua pubblica

 

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