Monthly Archives: settembre 2015

Metro Italia Cash and Carry Spa disdetta l’accordo integrativo

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Metro Italia Cash and Carry Spa disdetta l’accordo integrativo

 

Dopo la pesante ristrutturazione del 2014 Metro vuole ancora risparmiare sul costo del lavoro riducendo i salari.

Ora bisogna scioperare!

 

La disdetta unilaterale del Contratto Integrativo Aziendale, comunicata il 18 settembre 2015 dalla Metro Italia Cash and Carry SpA, è da considerarsi un atto grave, pretestuoso e irresponsabile nei confronti dei lavoratori del gruppo.

E’ questo un metodo ormai consolidato tra i gruppi commerciali della grande distribuzione: guerra al salario e ai diritti per aumentare il profitto aziendale. Vogliono fare soldi sulla pelle degli lavoratori, costringendoli a lavorare sempre di più ma corrispondendo retribuzioni inferiori rispetto a quelle che percepiscono oggi.

 

Non è la prima volta che Metro sferra un attacco ai propri dipendenti: l’azienda ha da poco realizzato una importante ristrutturazione, conclusasi a fine 2014, che ha gli ha consentito di realizzare un grande risparmio grazie alla cassa integrazione, usufruita per più del 70 % dell’organico di 7 punti vendita, e al licenziamento di 150 lavoratori. Il tutto rifiutando la nostra proposta di ricorrere ai contratti di solidarietà per salvaguardare l’occupazione come fatto in altre aziende.

La CUB, a differenza di CGIL-CISL-UIL, si rifiutò di firmare tali accordi che contenevano clausole di infungibilità che privilegiavano alcuni lavoratori a scapito di tutti gli altri costretti alla cassa integrazione.

 

Ora l’azienda vuole tagliare ancora il costo del lavoro e per farlo si è accordata con i suoi vecchi alleati, esperti nel barattare la riduzione dei diritti dei lavoratori e il loro reddito acquisito con la salvaguardia dei propri interessi di categoria.

Anche in questo caso la triplice confederale, senza muovere un dito, farà finta di trattare per poi accontentarsi delle briciole dei padroni.

Per loro la lotta è una parola del secolo scorso ma è ormai dimostrato che arrendersi prima, per aver la benevolenza dei padroni, non paga: ciò che faranno, infatti, sarà sedersi per contrattare al ribasso i diritti dei lavoratori.

 

Nessuna concessione può essere fatta: bisogna da subito cominciare a scioperare, con la partecipazione di tutti i lavoratori, per bloccare i punti vendita.

Non è possibile che si ceda da subito senza lottare. Noi non lo faremo.

ORGANIZZATI CON NOI. Passa dalla tua parte, Passa alla FLAICA Uniti CUB

Federazione Lavoratori Agro-Industria Commercio e Affini Uniti

Confederazione Unitaria di Base

 

VOLANTINO METRO integrato

Min.Lavoro: riposi giornalieri della lavoratrice madre

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La Direzione Generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, coninterpello n. 23 del 24 settembre 2015 pdf_icon, ha risposto ad un quesito del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, in merito alla corretta interpretazione dell’art. 39, D.Lgs. n. 151/2001afferente alla disciplina dei riposi giornalieri per la lavoratrice madre durante il primo anno di vita del bambino.
In particolare l’istante chiede se, nelle ipotesi in cui la lavoratrice madre non intenda usufruire, spontaneamente e per proprie esigenze, dei permessi già richiesti al datore di lavoro ex art. 39 di cui sopra, possa trovare o meno applicazione nei confronti di quest’ultimo la sanzione contemplata dall’art. 46 del medesimo decreto legislativo.

 

La risposta in sintesi del Ministero

“…Alla luce del summenzionato dettato normativo, si evince dunque che il diritto di fruire dei riposi in questione ha natura di diritto potestativo, inteso quest’ultimo quale situazione giuridica soggettiva consistente nell’attribuzione di un potere alla lavoratrice madre cui corrisponde dal lato del datore una posizione giuridica passiva di soggezione e non di obbligo; il datore deve, infatti, consentire alla madre la fruizione dei permessi qualora la stessa presenti esplicita richiesta.
Nello specifico, a differenza di quanto avviene nell’ipotesi di astensione obbligatoria per maternità, la lavoratrice madre può scegliere se esercitare o meno il proprio diritto, fruendo dei summenzionati riposi; nell’ipotesi in cui decida di esercitarlo e il datore di lavoro non le consenta il godimento dei periodi di riposo troverà applicazione la sanzione amministrativa pecuniaria stabilita dall’art. 46.
Diversamente, qualora la lavoratrice madre presenti una preventiva richiesta al datore di lavoro per il godimento dei permessi giornalieri e successivamente, in modo spontaneo e per proprie esigenze non usufruisca degli stessi per alcune giornate, non sembra ravvisabile la violazione dell’art. 39 e di conseguenza non potrà trovare applicazione la misura sanzionatoria ad essa collegata.
Resta ferma la possibilità, da parte degli organi di vigilanza, di effettuare eventuali verifiche in ordine alla spontaneità della rinuncia della lavoratrice circa il godimento dei permessi in questione. Al riguardo appare pertanto opportuno che la suddetta rinuncia sia giustificata da ragioni che rispondano in modo inequivocabile ad un interesse della lavoratrice (ad es. frequenza di un corso di formazione, impossibilità di rientrare in casa in ragione di uno sciopero dei mezzi pubblici ecc.).”.

GRAZIE A CGIL-CISL-UIL IKEA OTTIENE CIO’ CHE VOLEVA SIN DALL’INIZIO

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GRAZIE A CGIL-CISL-UIL IKEA OTTIENE CIO’ CHE VOLEVA SIN DALL’INIZIO

 

COSA HA FATTO IKEA

Ikea è una azienda sana e che continua a produrre profitto, dato che ha registrato nell’anno fiscale 2013-2014 un utile netto globale di 3,3 miliardi.

A seguito dell’investimento sostenuto per l’apertura di 3 nuovi punti vendita ha deciso di rivalersi sullo stipendio dei lavoratori, disdettando unilateralmente il contratto integrativo, così da sferrare un attacco alle maggiorazioni retributive previste per il lavoro domenicale e festivo.

Significa una riduzione da 150 a più di 200 € al mese del salario e, dato che la maggior parte dei dipendenti ha un contratto part-time e una retribuzione che varia dai 750 agli 850 € al mese, vuol dire mettere in difficoltà economica intere famiglie!

 

LA LOTTA DEI LAVORATORI E IL TRADIMENTO DI CGIL-CISL-UIL

I lavoratori hanno da subito iniziato una dura lotta, fatta di assemblee e scioperi, protrattasi per tutto il periodo estivo.

Il 14 settembre, Cgil-Cils-Uil e Ikea sono tornate a sedersi al tavolo delle trattative e i risultati si sono dimostrati da subito impietosi.

La troika sindacale ha immediatamente accettato una possibile revisione al ribasso delle maggiorazioni applicate per il lavoro domenicale e festivo! Ma non solo, si è anche dimostrata disponibile a discutere dell’introduzione di un sistema di turnazione più flessibile (T.I.M.E) che, riducendo la possibilità di programmare anche nel breve periodo, consentirà all’azienda di disporre a proprio piacere delle vite dei dipendenti.

Esattamente ciò che Ikea voleva sin dall’inizio: colpire il lavoro domenicale e festivo (in adesione all’attuale logica padronale di considerarli giorni di lavoro ordinario e non più eccezionale) e aumentare la produttività impiegando i lavoratori a comando.

 

UNICA SOLUZIONE: BISOGNA CONTINUARE LA LOTTA!

Visto che Cgil-Cisl-Uil sono così ben disposte ad accettare i trattamenti peggiorativi, Ikea si sta già fregando le mani e spinge per chiudere al più presto possibile la vertenza.

E’ il tempo di continuare la lotta, bisogna impedire l’accordo e imporre le nostre richieste:

  • bisogna contrastare la logica volta a rendere la domenica e le festività giornate lavorative ordinarie, perché devono essere invece consacrate agli affetti e ai propri cari.
  • Il salario non può essere una variabile dipendente dal profitto e quindi non accetteremo peggiorazioni ingiustificate rispetto ai trattamenti previsti dal contratto integrativo precedente.

 

LA FLAICA UNITI – CUB STA ORGANIZZANDO LAVORATORI IKEA IN TUTTA ITALIA E PROMUOVENDO MOMENTI DI ELABORAZIONE, RIVENDICAZIONE E PROTESTA.

Da ultimo il presidio sotto l’ambasciata svedese a Roma il 15 settembre, che ha coinvolto decine e decine di dipendenti Ikea romani, e che ha messo in difficoltà l’ambasciatore stesso costretto a promettere di portare il tema Ikea sul tavolo del Governo scandinavo.

CONTINUA LA LOTTA PER I TUOI DIRITTI, ORGANIZZATI CON NOI

FLAICA UNITI CUB

 

Volantino Ikea

FACCIAMO CHIAREZZA

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Lavoratori, a seguito delle incomprensioni e mancate risposte ricevuto sulle festività coperte con Cig o solidarietà, (per l’esattezza il 25 dicembre), e meglio chiarire.

Con il DECRETO LEGISLATIVO 14 settembre 2015, n. 148. Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183.

Voluto dal governo Renzi viene modificata tutta la normativa inerente la Cig, Contratti di solidarietà, Mobilità e vengono introdotte nuove regole circa la retribuzione di festività cadenti a seguito o durante periodi di Cig o Solidarietà.

Nello specifico se prima della festività il lavoratore è in regime di Cig o Solidarietà la festività viene coperta con la Cig o Solidarietà, il motivo per cui alcuni lavoratori si sono visti coprire la giornata del 25 dicembre con tale strumento.

Ricordiamo! che

Differenze economiche tra festività, Cig o Solidarietà non ve ne sono.

Ricordiamo! che

tale decreto specifica che per i Contratti di solidarietà per ciascuna unità produttiva la durata massima è di 24 mesi. La durata massima sommando cigs e contratti di solidarietà è di 36 mesi nel quinquennio mobile

Inoltre non vi è più alcuna differenza salariale tra la Cig e i Contratti di Solidarietà.

La nuova normativa sulla cassa integrazione è stata studiata per abbreviare i termini di utilizzo e per dare meno tutele ai lavoratori.

Sparisce la Cigs per cessazione di attività, salvo una piccola deroga per gli anni 2016-2018, sparisce la cigs in deroga e sparisce anche la mobilità.

 

Job act: Con la nuova cassa integrazione

Meno tutele per i lavoratori

 

Per maggiori chiarimenti li trovate http://www.cubcampania.org/?p=1143 dove è possibile scaricare una scheda semplificata e il decreto legge.

 

Coordinamento nazionale FLMUniti-CUB settore FCA

Mirafiori, Cassino, Melfi, Pomigliano

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La CUB P.I. di Benevento denuncia le differenze della nuova Pianta organica del Comune

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Ad intervenire è, infatti, Alberto Zollo per la Cub Pubblico Impiego.
“L’ipotesi di struttura organizzativa – scrive – è articolata su 8 settori, tra i quali rimaneva invariato quello alle Finanze, alcuni venivano potenziati in modo massiccio mentre altri quasi completamente svuotati.
La modifica più evidente riguardava il Settore Polizia Municipale al quale venivano associati i servizi assistenziali, scolastici e sanitari.
Rimanevano pertanto al Settore Servizi al Cittadino solo le competenze per le certificazioni (anagrafe, eccetera).
Anche per il Settore Opere Pubbliche era previsto il potenziamento con la assegnazione dei Programmi Complessi (Piu Europa) e del Suap (Sportello Unico per le attività produttive), separato incomprensibilmente dal settore Sviluppo economico.
Il Servizio Avvocatura, diventava Settore e si sarebbe dovuto occupare anche della gestione del Personale.
La riunione prevista per il 29 luglio scorso è stata rinviata a data da destinarsi per impedimento della delegazione trattante di parte pubblica, ma il 7 settembre scorso è pervenuta una nuova comunicazione, sempre a firma del dirigente del Settore Programmazione strategica e Personale, con la quale si è ricominciato da capo, nel senso che si è fornito, di nuovo, una semplice “informativa” sulla proposta  di riorganizzazione di settori ed uffici del Comune.
Poi, il 10 settembre è pervenuta l’ultima comunicazione con la quale si è convocata, su questo argomento, una nuova riunione con la delegazione sindacale, precisando, ancora una volta, che “la materia non è oggetto di concertazione”.
La nuova proposta di struttura organizzativa, in apparenza, sembra negare le modifiche clamorose previste a luglio.
Infatti, il Settore Polizia Municipale rimane così com’è attualmente, mentre le competenze per i servizi sociali  e pubblica istruzioni rimangono assegnate al Settore Servizi al Cittadino; il Suap rimane al Settore Attività Produttive.
A ben guardare sono previste modifiche di non poco conto rispetto alla struttura attuale: l’Avvocatura, oggi semplice Ufficio Associato, diventa Settore con la istituzione di ben 5 Servizi che presuppongono la nomina di altrettanti funzionari di categoria D i quali dovrebbero coordinare un solo ufficio a testa, svolgendo, in tal modo, le attività di un capo ufficio di categoria C (stessa “anomalia” è prevista per altri Servizi in altri settori); la Gestione del Personale si riduce ad un Ufficio associato al settore Servizi al Cittadino; la Programmazione Strategica passa al Settore Opere Pubbliche; il Controllo sulle partecipate (funzione che nessuno vuole assumere) viene trasferito al Settore Territorio e Ambiente che rimane unico, mentre tutti si aspettavano una sua divisione essendo attualmente diretto da due Dirigenti; sparisce dal Settore Cultura, l’ufficio Politiche Giovanili che non viene inserito da nessuna parte nella struttura organizzativa dell’Ente.
Altre “anomalie” sono presenti nella proposta di riorganizzazione dell’Ente che necessita di un’articolata e precisa discussione anche perché prevede la istituzione di nuovi servizi ed uffici che, ai sensi del vigente Regolamento degli Uffici e dei Servizi del Comune di Benevento, è materia di concertazione.
Si insiste, pertanto, affinché tale Concertazione sia immediatamente ed ufficialmente avviata, precisando che anche la semplice “consultazione” deve coinvolgere tutta la delegazione sindacale per intero senza alcun riferimento ad “organizzazioni sindacali rappresentative”.

Mensa Benevento: come era d’aspettarsi di pagare i lavoratori non se ne parla proprio

MENSA BENEVENTO

Comunicato alla Stampa
La mensa in mano a Moschella sempre più incerta. Scaricabarile tra Ristorò e Quadrelle per il pagamento degli stipendi arretrati.
E’ cominciato l’anno scolastico ma è sempre più incerto il servizio di mensa per i bambini delle scuole materne ed elementari di Benevento. Di sicuro non comincerà neppure il primo ottobre, come previsto da Capitolato speciale di Appalto preparato dal Dirigente Giusepe Moschella.
Infatti scade il 4 ottobre il termine per presentare le offerte da parte delle ditte interessate che però dovrebbero accollarsi anche il costo per ristrutturare il centro di cottura comunale e adeguare le scuole alla possibilità di “scodellamento” cioè la preparazione dei pasti senza l’uso di vaschette in plastica sigillate. L’importo dei lavori non è irrisorio (800 mila euro) e non si comprende quale commissione dovrebbe valutare le proposte e sulla base di quali parametri, considerato che manca il progetto esecutivo delle opere a farsi e delle apparecchiature da installare.
La gara così formulata da Moschella lascia con il fiato sospeso anche i dipendenti che hanno lavorato negli ultimi dieci anni, al servizio mensa scolastica con la Ristorò la quale, dichiarandosi vittima di una “ingiustificata e quotidiana campagna mediatica denigratoria e persecutoria, ordita e premeditata dall’associazione Altrabenevento” invece di attendere giustizia dal Tribunale, ha ceduto il ramo di azienda “ristorazione collettiva”, compreso 49 dipendenti, alla Cooperativa Sociale Quadrelle 2001 di Quindici, provincia di Avellino, con un atto notarile del 20 luglio scorso.
La società avellinese non ha pagato nulla per acquisire il ramo di azienda dal valore di 633.534,41 euro (avviamento commerciale ed attrezzature del centro cottura di Ponte Valentino, senza la proprietà dell’immobile che rimane alla famiglia Barretta-Porcelli), perché si è accollata i debiti della Ristorò che assommano alla stessa cifra (€ 180.000 debiti verso l’erario, più € 270.000 per TFR ai lavoratori, più € 183.534,41 debiti verso i fornitori).
Tra i debiti verso i “fornitori” indicati nell’allegato “H”all’atto notarile, risultano solo € 20.000 per il pagamento delle quattordicesime mensilità ai dipendenti, ma non risultano i debiti per i due stipendi arretrati e le integrazioni contrattuali non pagati, benché in sede di consultazione con CGIL, CISL, UIL e UGL, la Ristorò e la Quadrelle 2001 avevano precisato che “la cessione del ramo di azienda comporterà l’accollo da parte della cessionaria ( Quadrelle 2001) di tutte le posizioni debitorie verso i dipendenti…”
Per questo motivo, la CUB che non intende partecipare al “gioco delle parti” di Ristorò e Quadrelle 2001 ha dato mandato al proprio legale di preparare i decreti ingiuntivi con i quali i lavoratori chiederanno al giudice di condannare ambedue le società “in solido” a pagare tutti gli arretrati dovuti.
Il segretario nazionale
Marcelo Amendola

PER un Dignitoso rinnovo del CCNL Attività Ferroviarie/Mobilità /Autoferro e Contratti Aziendali

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SCIOPERO FERROVIERI IL 13 SETTEMBRE 2015

PER un Dignitoso rinnovo del CCNL Attività Ferroviarie/Mobilità /Autoferro e Contratti Aziendali

PER la Democrazia della Rappresentanza e il Diritto di Sciopero

PER la Sicurezza sul Lavoro e delle Lavorazioni ed il Reintegro dei Lavoratori Licenziati

PER la Stabilità e la Dignità del Lavoro, per il Diritto alla Studio e alla Salute

PER un Regime Pensionistico equo e l’Abolizione della Legge Fornero

PER l’Unità del Comparto Ferroviario e contro i processi di Privatizzazione dei Trasporti Pubblici

 

La CUB TRASPORTI proclama uno Sciopero Nazionale di 8 ore 

dalle Ore 9.00 del giorno 13/09/2015, alle Ore 17.00 del 13/09/2015

Del personale Dipendente del Gruppo FSI – Ferrovie dello Stato Italiane (escluso il personale appartenente alla 

divisione Cargo di Trenitalia per vicinanza a sciopero Cat del 10\09) e NTV ( Addetti alla Circolazione dei Treni).

 

Parallelamente si svolgerà lo sciopero di 24 ore proclamato dalla O.s. CAT 

dalle 21 del 12\09 alle 21 del 13\09

Chiediamo inoltre a Tutti i Lavoratori il rispetto rigoroso della normativa di lavoro da oggi fino al 13 settembre, senza espletare prestazioni aggiuntive

 

  • Di fronte alla prospettiva disastrosa della privatizzazione selvaggia del comparto ferroviario e della cancellazioni dei diritti di lavoratori  e cittadini;
  • Di fronte ad un contratto nazionale delle attività ferroviarie scaduto ed alla prospettiva di ulteriori peggioramenti lavorativi, dopo quattro contratti consecutivi al ribasso;
  • Di fronte alla drammatica situazione industriale di NTV che sconfessa la bontà delle privatizzazioni e minaccia il futuro di tanti lavoratori;
  • Di fronte ad un assalto senza precedenti alla facoltà di espressione dei lavoratori, minacciata dagli attacchi di Istituzioni e sindacati concertativi al diritto di sciopero e dal Testo Unico sulla Rappresentanza che renderà sterili le nuove RSU e cancellerà ogni libero dissenso dei lavoratori.
  • Di fronte ad un regime pensionistico incivile, che prevede per molti lavoratori il traguardo della pensione ben oltre l’aspettativa di vita media della propria categoria lavorativa;
  • Di fronte alla sottovalutazione della sicurezza del lavoro e delle lavorazioni e al licenziamento di lavoratori impegnati nella difesa di questo principio fondamentale, nonché al crescente perpetrarsi di aggressioni al personale in assenza di adeguate misure di prevenzione;
  • Di fronte allo smantellamento dello stato sociale e dei servizi pubblici essenziali, operato attraverso la privatizzazione del trasporto pubblico, la riforma del lavoro (jobs act) che aggrava ulteriormente la precarietà sistemica in questo paese, lo smantellamento del sistema sanitario pubblico che minaccia il diritto alla salute, la riforma della scuola che colpisce le legittime aspettative di lavoratori e studenti;

 

 

Confederazione Unitaria di Base – Trasporti

 

sciopero 13 settembre