Monthly Archives: giugno 2015

SORRENTO: ATTACCO INTIMIDATORIO ALLA SEDE CUB SORRENTO

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Lo diciamo senza messi termini, non solo non ci fatte paura, noi oggi grazie a voi abbiamo avuto la totale consapevolezza che stiamo sulla strada giuste e andremo avanti sempre con più determinazione nella nostra battaglia sindacale su tutto il territorio. Il vostro attacco codardo con stile fascistoide alla nostra sede di Sorrento, non ci farà cambiare ne Linea Sindacale ne quantomeno la determinazione di difendere sempre e a qualunque prezzo i lavoratori e la cittadinanza. La lotta portata avanti a tutela dei lavoratori stagionali per l’ottenimento della Naspi sull’intero periodo di disoccupazione e la lotta a tutela dei lavoratori immigrati che vengono usati come cavie, continuerà più solida e dura che mai. Come CUB Campania esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza a Rosario Fiorentino, il quale con determinazione sta portando avanti sul territorio provinciale la nostra lotta sindacale. La CUB con i suoi rappresentati territoriali a già provveduto a denunciare il tutto alle autorità competenti.

CUB CAMPANIA

FCA Cassino: LO SCIOPERO E’ UN DIRITTO – LA FIAT ACCUSA IL COLPO

21-roma-2014-11-14

NON SI ASPETTAVA L’ADESIONE ALLO SCIOPERO DEL SABATO – I sindacati padronali corrono in soccorso del loro sponsor. Dopo l’adesione allo sciopero dei sabati obbligatori proclamato dalla Flmu-Cub sabato 13-20-27 giugno, gli amici del padrone cercano di dire che lo sciopero non si può fare perché la CUB non ha il 4% degli iscritti e non è firmataria di contratto.
Mentono. Lo sciopero è un diritto di ogni singolo lavoratore garantito dalla Costituzione.

Nessun accordo sindacale potrà mai sottrarlo ai lavoratori.
La verità è che loro non possono indire sciopero perché hanno rinunciato ad ogni forma di lotta che non sia prima concordata con l’azienda (art. 12 e 13 del CCSL primo livello 2011).
Se i sindacati firmatari scioperano perdono i contributi sindacali e i permessi sindacali retribuiti…….non possono più passeggiare e gli tocca lavorare!!!
La sanzione è per i sindacalisti non per il lavoratore.
L’articolo 11, dell’accordo firmato il 16 giugno 2015, prevede che in caso di reiterate violazioni l’azienda e i vertici nazionali dei sindacati firmatari potranno disporre anche la decadenza delle RSA.
LA CUB NON SI FA COMPRARE ED INVITA I LAVORATORI AD ADERIRE ALLO SCIOPERO DEL SABATO STRAORDINARIO.
LO SCIOPERO È ANCORA L’UNICO STRUMENTO di LOTTA EFFICACE

IL GOVERNO CONTINUA A PRENDERE PER I FONDELLI I LAVORATORI STAGIONALI

lavoratori stagionali

Con le disposizioni previste dal Consiglio dei Ministri del 11 giugno, emanando i decreti attuativi sull’argomento degli ammortizzatori sociali, il governo italiano, che aveva promesso pubblicamente di occuparsi della vertenza dei lavoratori stagionali tutti, per bocca dei sui politici, come era d’aspettarsi, ha prodotto la famosa montagna che partorisce un topolino. Un topolino che non solo non è risolutivo di nulla ansi crea le condizioni per una precarizzazione stessa e prolungata nel tempo per migliaia di famiglie.

In tutta la documentazione prodotta le uniche parole riservate ai lavoratori stagionali (soltanto per quelli del turismo) sono le seguenti:

“Il decreto comporta anche, come ripetutamente affermato dal governo, una salvaguardia, per il solo 2015, della durata della NASpI con riferimento ai lavoratori stagionali del settore del turismo”

La FLAICA CUB nei prossimi giorni valuterà l’indizione di una giornata di sciopero generale dei lavoratori stagionali.

Se non ora, quando?

FLAICA CUB CAMPANIA

 

Mercatone Uno, continua il confronto al MISE

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Informativa dei lavoratori:

Nel incontro che si è tenuto il 11 giugno 2015 presso il MISE (Ministero Sviluppo Economico) a Roma per la vertenza che ci vede come FLAICA CUB contra posti con la società che gestisce il marchio  Mercatone Uno, si sono messi ulteriori paletti per la definizione dell’utilizzo in forma accurata degli ammortizzatori sociali che possano garantire una continuità di reddito ai lavoratori  e li dove possibile il rilancio dell’attività produttive dell’impresa, permettendo di questo modo di evitare numerosi licenziamenti.

SIT-IN, CONTRO I TAGLI PREVISTI DELL’ ASL DI CASERTA

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Continua la nostra opposizione ai tagli che vorrebbe fare l’ASL di caserta su i dipendenti precari degli appalti. Ennesima dimostrazione di come si vuole scaricare i tagli economici solo su i dipendenti  e servizi ai cittadini e non su i veri sprechi che ci sono in quantità industriali. Continueremo in questa nostra azione di forza fin quando non verrà garantito che verranno rispettati i lavoratori e il loro salario.

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Per il servizio 118 – trasporto infermi in emergenza, la ASL deve pretendere il rispetto del contratto aggiudicazione. Non può omettere i controlli come ha fatto per la mensa ai malati mentali e agli anziani.

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COMUNICATO STAMPA

L’8 giugno, presso il Centro per L’impiego del Sannio, è convocato  il tavolo per l’esame congiunto dello stato di crisi del 118 di Benevento e la riduzione del personale su istanza della Confederazione Nazionale della Misericordia d’Italia cui sono state convocate tutte le Organizzazioni Sindacali di Categoria, la ASL Benevento e la  Confederazione Nazionale della Misericordia d’Italia per discutere, ancora un volta, soprattutto di quella norma, cosiddetta clausola di salvaguardia per il mantenimento dei livelli occupazionali prevista all’art. 7.2 del Capitolato Speciale di Appalto per il servizio 118 – trasporto infermi in emergenza, che fa obbligo alla Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia, che gestisce il  servizio  dal 20 gennaio 2014, “di utilizzare prioritariamente il personale dipendente della precedente Ditta affidataria, sempre che abbia maturato almeno 6 mesi di anzianità alla data di affidamento del servizio, garantendo inquadramento giuridico e trattamento economico non inferiori a quelli goduti presso l’impresa di provenienza ….”.

La Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia, non lo ha fatto e persiste in un atteggiamento di netta violazione della norma contrattuale. E’ necessario, quindi, ricordare brevemente i fatti e ricordare i comportamenti che le parti hanno assunto.

Il 20 febbraio 2013 la ASL Benevento indice pubblico appalto per la gestione del Servizio Trasporti Infermi in Emergenza 118 di Benevento che il 14 giugno 2013 con delibera n. 122/2014, viene aggiudicato alla Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia, che di fatto subentrerà nella gestione del servizio il 20 gennaio 2014. La ASL garantì espressamente in diversi incontri sindacali a seguito di varie manifestazioni di protesta, che il trattamento economico sarebbe stato identico a quello erogato dal precedente gestore se non maggiore.

La C.U.B. Sanità BN ha ripetutamente denunciato il mancato rispetto della clausola di salvaguardia e l’8 aprile scorso, in un incontro con il Commissario Straordinario della ASL Benevento, dr. Gelsomino Ventucci, ha rappresentato che, stando ai dati salariali e contributivi in proprio possesso, la Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia, non rispetta il Capitolato Speciale di Appalto e che tale inadempienza ha già comportato in meno di un anno di gestione una notevole perdita economica e contributiva per tutto il personale operante nel comparto (in media di 1300 euro lordi per gli autisti soccorritori, di 2000 euro lordi per gli amministrativi e di 1760 euro lordi per gli infermieri).

Il 15 maggio la ditta aggiudicataria del servizio, dopo aver incontrato  CGIL CISL e UIL territoriali di categoria, ha comunicato alla C.U.B. Sanità BN l’apertura della crisi e la procedura di riduzione del personale ai sensi dell’art. 24 della Legge 223/91. Di conseguenza,  il Centro per l’impiego della Provincia di Benevento ha convocato tutte le parti ai sensi dell’art. 4 della Legge 223/91, per l’esame congiunto previsto dalla Legge da tenersi in data 8 giugno 2015.

La ASL deve partecipare all’incontro, non può far finta di niente, perché si tratta di far rispettare un Contratto di servizio finanziato con fondi pubblici.

CGIL CISL e UIL territoriali di Categoria,  dovrebbero spiegare perché non può essere adottata la soluzione che mantenga l’attuale orario mensile di lavoro degli operatori del comparto Servizio Trasporti in Infermi in Emergenza 118 di Benevento e Provincia a 156 ore e nel contempo restituisca agli operatori le perdite subite.

INDIZIONE GARA DI APPALTO 118 BN

DELIBERA ASL BENEVENTO DI INDIZIONE GARA

DELIBERA DI AGGIUDICAZIONE

LE GARANZIE DATE DALL’ASL IN PREFETTURA

ASL COMUNICAZIONE DI AVVENUTO PASSAGGIO DI CANTIERE

CUB VERBALE DI ACCORDO CON MISERICORDIE SOTTOSCRITTO IL 05 02 2014 E DEPOSITATO IN DTL IL 06 02 2014

VERBALE DI INCONTRO CUB CNMI DEL 27 01 2015

VERBALE DI INCONTRO SINDACALE ASL BN CUB DEL 08 04 2015

VERBALE DI ASSEMBLEA 118 15 04 2015 ORE 13

VERBALE DI ASSEMBLEA 118 15 04 2015 ORE 15

COMUNICATO STAMPA DELLA FP CGIL DEL 16 04 2015

VERBALE INCONTRO SINDACALE CNMI CON CGIL CISL UIL BN DEL 11 05 2015

COMUNICAZIONE CNMI DEL 15 05 2015

CNMI COMUNICAZIONE AI DIPENDENTI DEL 15 05 2015

CONVOCAZIONE SU ESUBERI 118 BN PER IL 08 06 2015

IL NUOVO CONTRATTO AUTO

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IL NUOVO CONTRATTO AUTO

Anche in anni buii e di grande crisi, i dipendenti Fiat hanno saputo lottare e farsi riconoscere l’impegno e la partecipazione alla crescita dell’azienda e del suo marchio.

Oggi, il contributo del lavoratore non è più riconosciuto, così si abrogano istituti salariali come la ex“quattordicesima” e gli indennizzi scompaiono dalla busta paga.

Abbandonando la lotta, la classe operaia ha perso il suo ruolo sociale e di conseguenza diritti e salario.

Il 21 e 22 maggio scorso, i soliti noti, “inginocchiati alla volontà datoriale”, hanno firmato, senza alcuna consultazione dei lavoratori, il rinnovo del contratto “gruppo Fiat , il quale prevede due tipologie di “premi”:

  1. Un premio di efficienza annuale di stabilimento, corrisposto a febbraio dell’anno successivo, ma soltanto al raggiungimento del risultato. Il rateo maturerà se si lavoreranno almeno 15 giorni al mese e, verrà elargito un minimo non quantificato anche a coloro che lavoreranno almeno un trimestre in un anno.
  2. Un premio quadriennale di redditività del settore al raggiungimento del risultato, dal cui calcolo è tenuta fuori la Ferrari.  Dal 2015 al 2018, come anticipo a prescindere dai risultati, nei soli mesi di aprile, luglio, ottobre e gennaio avremmo in busta paga 77 euro (308 euro lorde annue).  A febbraio del 2019, se si conseguono i risultati sarà dato il saldo.

A rendere incomprensibile l’accordo è il calcolo probabilistico dei risultati a cui il lavoratore è stato invitato a raggiungere. “L’obiettivo di efficienza” è poco chiaro ed indubbio, se si pensa che in questi anni FCA non ha mai presentato alcun piano industriale.

Su quale tipologia di risultati si sono accordati? Quali coefficienti o parametri incidono sul calcolo degli ignoti risultati?

E perché tenere fuori la Ferrari, il Brasile e le Americhe dai presunti risultati quadriennale del settore auto?

Di fatto, per nove anni consecutivi dal 2011 fino al 2019, la paga base è stata congelata e non avremo aumenti salariali.

Tutto il resto è mera propaganda politica a sostegno di un governo alla mercè di Marchionne e del capitalismo.

Hanno trasformato lo stipendio in premio.

Lo stipendio si fonda sul concetto di retribuzione stabile e certa. Il premio non assicura alcuna continuità e certezza.

Parlano tanto di contratti a tempo indeterminato, ma lo stipendio è sempre più precario ed instabile.

Smettiamo con il nostro silenzio e qualunquismo di sostenere il padrone e i suoi lacchè! Ribelliamoci alle menzogne che ci raccontano.

Uniti si può solo vincere.

MISERICORDIA: RINNOVO DEL CCNL VERGOGNOSO.

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CCNL Misericordie: giudizio fortemente negativo della  C.U.B. Sanità Italiana sul rinnovo del contratto. Un’intesa spudorata ed al ribasso che aumenta l’orario di lavoro e riduce la paga oraria.

 

Il 15 aprile scorso, dopo una “dura trattativa”, la Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia e CGIL-CISL-UIL di categoria hanno sottoscritto il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale delle Misericordie.

In cambio del riconoscimento di una miseria di arretrati contrattuali salariali dal gennaio 2010 al dicembre 2014,  nella migliore delle ipotesi interpretative di applicazione, quantificabili mediamente in 978,00 euro (20,38 euro di media mensili), la Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia porta a casa, a titolo esemplificativo e non esaustivo :

 

  1. L’aumento dell’orario di lavoro mensile da 156 a 164 ore.
  2. La diminuzione della paga oraria per tutte le categorie di inquadramento.
  3. Lo slittamento della prima progressione economica orizzontale per anzianità di servizio a danno delle Categorie economicamente più svantaggiate (Categorie dalla A alla C) che passa dai precedenti 12 mesi necessari agli attuali 36.

 

Contro i contenuti di questo rinnovo vergognoso e peggiorativo, del quale sono state su elencate solo alcune nefandezze, la  C.U.B. Sanità Italiana avvia un percorso di lotta  su tutto il territorio nazionale con manifestazioni  programmate chiamando a raccolta le lavoratrici e i lavoratori per condividere e organizzare un’adeguata risposta e, qualora si rendesse necessario, proclamando lo sciopero Nazionale.

CCNL MISERICORDIE RINNOVO ECONOMICO DEL 2009

CCNL MISERICORDIE TESTO NORMATIVO 2004 2

CCNL MISERICORDIE TESTO NORMATIVO 2004

ccnl anni 2010-2014

CONVOCAZIONE SU ESUBERI 118 BN PER IL 08 06 2015

CONTRO LA CRISI AUCHAN, LE PROPOSTE DELLA FLAICA CUB: 32 ORE PAGATE 40

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MA COSA HA DAVVERO IN MENTE AUCHAN?

Come potevamo tutti e tutte immaginare, Auchan manda avanti una trattativa di facciata per arrivare in una posizione di forza al giorno dell’avvio dei licenziamenti.

Ad oggi la direzione del gruppo non ha concesso neanche un unghia sulla propria richiesta di esuberi. Certo, preferirebbero che lavoratrici e lavoratori se ne andassero da soli con una buonuscita poco più che ridicola (30.000 euro i full time, figuriamoci gli altri), ma ove necessario non si tireranno indietro e imbucheranno le lettere con i nostri indirizzi.

Perchè Auchan è così decisa in questo passaggio? La verità non è nelle difficoltà a fare cassa (relative) del gruppo in Italia, ne nel calo dei consumatori; la verità risiede nel processo iniziato con il contratto nazionale del commercio del 2008 che trasformava la domenica lavorativa da straordinario ad ordinario.

Allora le domeniche di apertura erano relativamente poche e la maggioranza di colleghe e colleghi se ne accorse appena: qualche soldo in meno in busta ma “dentro la crisi” chi era a non darlo per scontato?

Poi venne il 2012: negli ultimi giorni dell’anno che stava morendo il governo dei “tecnici” guidato dall’ineffabile Monti ci regalò il decreto salvaItalia: le domeniche lavorative coincidevano perfettamente con le domeniche del calendario. Gli Ipermercati sarebbero restati sempre aperti, 24 ora su 24 e 365 giorni su 365.

Il combinato disposto (come dicono i tecnici) del contratto del 2008 e del decreto del 2011 ha prodotto quello che ci capita oggi: il lavoro la domenica è sempre più ordinario e sempre più obbligatorio.

Così gli Iper hanno iniziato a riempirsi di lavoratori dal venerdì alla domenica e ad essere sempre più vuoti gli altri giorni. Il loro ruolo sociale è cambiato e non poco: sempre meno spesa familiare, sempre più consumo spicciolo del fine settimana.

Rimaneva un tassello da mettere in piedi per la realizzazione di questo incubo postmoderno: ancora resistono lavoratrici e lavoratori non completamente flessibili e non completamente spostabili a lavorare tutti i fine settimana. Così Auchan ha iniziato una campagna contro queste colleghe e colleghi che ben conosciamo.

Auchan in realtà vuole tutti e tutte flessibili sui sette giorni e senza limiti temporali – si veda il nuovo contratto del commercio in cui CGIL-CISLe Uil hanno regalato a Confcommercio la possibilità di utilizzare un part time fino a 48 ore settimanali- ma così facendo ha scoperto di avere troppi dipendenti: se posso spostare le prestazioni dei lavoratori secondo convenienza, ho bisogno di meno lavoratori di prima, è una questione di matematica elementare.

Il contratto del 2008 e il decreto salvaItalia come abbiamo visto hanno molto a che fare con le ragioni per cui oggi Auchan vuole licenziare, non capirlo e non denunciare il patto del 2008, vuole dire non capire la natura dello scontro oggi in corso nella multinazionale francese.

Non dobbiamo essere proprio noi lavoratori e lavoratrici a cascare nella trappola tesa dal colosso francese: è necessaria un’iniziativa dal basso per contrastare i progetti di Auchan, ed è necessario avere le idee chiare su quali sono le alternative alle richieste dell’azienda.

Per parte nostra ci siamo già espressi: se Auchan ha bisogno di meno lavoro nei suoi Iper, riduca l’orario a tutti e tutte. Beninteso a parità di salario; sul come siamo disponibilissimi a proporre qualche idea, ma il principio che deve passare è questo:

 

CONTRO LA CRISI AUCHAN

32 ORE PAGATE 40

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