Monthly Archives: maggio 2015

LA CUB RIVENDICA IL RECUPERO INTEGRALE DI QUELLO PERSO PER LE MANCATE RIVALUTAZIONI

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Renzi: basta scippi alle pensioni, Cub rivendica il recupero integrale di quello perso per le mancate rivalutazioni.

 

La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il blocco dell’adeguamento delle pensioni all’aumento del costo della vita deciso dal Governo Monti per il 2012  e 2013.

Ai pensionati cui fu scippata la rivalutazione, vanno restituiti da 1.700 € a 3.700 € di arretrati e aumentata mensilmente la pensione recuperando stabilmente il maltolto.

Da decenni ormai i governi usano le pensioni come bancomat per i bilanci pubblici tagliando le pensioni: esempio dal 2012 al 2021 è previsto uno scippo di 80 miliardi,  dal 2004 al 2050  lo scippo sarà pari a 960 miliardi di Euro.

Ma tale politica, peggiora vistosamente la condizione di vita milioni di pensionati e dei giovani in cerca di lavoro.

Ciò viene realizzato sostenendo che le pensioni sono spesa pubblica e non contributi versati mensilmente da milioni di Lavoratori e quindi il governo può modificare a suo piacimento la loro erogazioni!

Il sistema pensionistico, oltre a non essere una spesa dello stato, è perfettamente sostenibile e lo sarebbe ancor più se lo stato pagasse tutti gli interventi assistenziali (oltre 90 M.di), e non mettesse a carico dei lavoratori dipendenti il deficit delle gestioni dei dirigenti d’azienda, degli elettrici, telefonici, ferrovieri ecc. e cerca ora di fare la stessa cosa con il pubblico impiego.

E’ anche ora che la si smetta con il problema della solidarietà generazionale: i giovani sono truffati non dai pensionati attuali ma dalla mancanza di lavoro, dalla precarietà, dai bassi salari, dall’aumento dell’età pensionabile e dal criterio di calcolo delle future pensioni.

Per contrastare a questa politica, è indispensabile introdurre un reddito minimo battere la complicità di cgil-cisl-uil sostenendo le proposte, l’azione di mobilitazione e di lotta della Cub che è l’unico strumento di tutela oggi esistente per pensionati e lavoratori.

Allegato : a) tabella con il  recupero totale delle mancate rivalutazioni del 2012 e del 2013 e quanto deciso dal governo Renzi. b) modulo per richiedere all’inps il pagamento integrale delle mancate rivalutazioni.

Maggio 2015

Calcolo pensioni 29 maggio

LetteraINPS

SCIOPERO DEGLI SCRUTINI: ISTRUZIONI PER L’USO

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SCIOPERO DEGLI SCRUTINI: ISTRUZIONI PER L’USO | CUB Scuola Università & Ricerca | Organizzazioni CUB

Il disegno di legge Renzi sulla scuola è stato approvato alla Camera con qualche emendamento di facciata. Ne rimane immutata la natura di provvedimento distruttivo della scuola pubblica perché si aumentano i finanziamenti alla scuola privata, si cancella la libertà d’insegnamento attraverso l’aumento dei poteri dei Presidi che assegneranno posti di lavoro e salario accessorio, si pongono le premesse per la frammentazione del sistema nazionale d’istruzione, si delega il governo a ridisegnare gli organi collegiali e le regole di governo delle scuole, si cancellano migliaia di posti del personale ATA, non si affronta concretamente il problema del precariato.
Per questo continuiamo a chiederne il ritiro e il contemporaneo varo di un piano pluriennale di assunzione dei precari su tutti i posti vacanti nel rispetto della sentenza della Corte di giustizia europea.

La palla passa ora al Senato ma noi sappiamo che solo la mobilitazione continua del mondo della scuola potrà fermare il percorso di questa legge.

 

Perciò confermiamo lo sciopero degli scrutini e chiediamo a tutti di aderire e contribuire a far sì che anche questo momento di lotta abbia grande impatto sull’opinione pubblica.

 

E’ OPPORTUNO RICORDARE CHE:

Lo sciopero è regolarmente proclamato dalla stragrande maggioranza dei sindacati, si tratta quindi di un’azione legittima ai sensi della L. 146/90 e della normativa antisciopero (definita con l’accordo di CGIL-CISL-UIL-SNALS) che prevedono la possibilità di bloccare gli scrutini per soli due giorni.

 

Lo sciopero è un diritto costituzionalmente garantito e perciò:

1. l’adesione è libera e nessuno la può impedire;
2. la partecipazione allo sciopero può avvenire con dichiarazione formale all’apertura dello scrutinio, mediante comunicazione scritta, via fax o mediante fonogramma prima dello scrutinio o semplicemente non presentandosi allo scrutinio
3. non è consentita la sostituzione degli scioperanti;
4. non si può contrastare lo sciopero riarrangiando il calendario degli scrutini (peraltro si tratta di attività programmata dal Collegio docenti e che quindi può modificare solo il Collegio docenti);
5. ogni minaccia di precettazione degli scioperanti è vana: essa può essere disposta solo in caso di sciopero illegittimo e comunque esclusivamente dal ministro, con apposito decreto;

Lo sciopero non è consentito solo per gli scrutini finalizzati agli esami conclusivi dei cicli d’istruzione (licenza media, qualifica professionale, esame finale della secondaria superiore) e per quelli relativi agli esami di idoneità.
Lo sciopero degli scrutini è particolarmente efficace in virtù della natura del Consiglio di classe: un organo collegiale che, in sede di scrutinio, si deve riunire in forma “perfetta” cioè con la partecipazione di tutti i suoi componenti. Ne deriva che è sufficiente lo sciopero di un componente il consiglio per bloccare lo scrutinio (è bloccato quindi lo scrutinio dove non partecipi uno dei due docenti di una materia insegnata in compresenza);

Questo sciopero è proclamato per due giorni consecutivi da CGIL, CISL, Cobas, CUB, GILDA, SNALS, UIL, USB per un ora in corrispondenza di ogni scrutinio al quale si partecipa e nei primi due giorni di calendarizzazione degli scrutini in ogni scuola.

Ai colleghi chiediamo di battersi perché gli scrutini siano posti in calendario solo dopo il termine delle attività didattiche.

VERBALE DELL’INCONTRO NAZIONALE CON AUCHAN

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COMUNICATO INCONTRO AUCHAN

 

Il 19.05.2015 la delegazione della FlaicaUniti Cub ha incontrato la Direzione Auchan per proseguire l’esame congiunto della procedura di mobilità aperta dall’azienda che interessa 1426 lavoratori, su tutto il territorio nazionale.

 

La FlaicaUniti Cub ha respinto con forza la procedura aziendale ed ha ribadito la possibilità di risolvere il problema ricorrendo ai contratti di solidarietà, alla mobilità interaziendale su base volontaria ed alle eventuali dimissioni volontarie incentivate.

 

Con queste misure si può e si deve risolvere il problema posto dall’azienda, ribadendo il fatto che le carenze organizzative aziendali non possono essere scaricate sui lavoratori, come si sta tentando di fare, ne si può accettare la politica di taglio dei salari (vedi quattordicesima) in cambio del magico ritiro dei licenziamenti.

 

La FlaicaUniti CUB non accetta questi ricatti ed invita i lavoratori a mobilitarsi per difendere le loro condizioni di vita e di lavoro diffidando anche delle sirene di Cgil Cisl Uil che sono pronte a firmare gli accordi che Auchan proporrà alla fine del percorso.

 

Partecipa alle iniziative di lotta e di mobilitazione della FlaicaUniti CUB che si stanno organizzando a livello territoriale

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Importante sentenza (n°5173 del 16-3-2015) della Corte di Cassazione sul licenziamento per giustificato motivo oggettivo.

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Importante sentenza (n°5173 del 16-3-2015) della Corte di Cassazione sul licenziamento per giustificato motivo oggettivo.

 

La Corte, chiamata ad esprimersi su appello di una società avverso ad una sentenza favorevole al lavoratore licenziato, ha ribadito sue precedenti orientamenti e ha affermato che:

 

“il licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo, della L. 15 luglio 1996, n. 604, ex art. 3, è determinato, non da un generico ridimensionamento dell’attività imprenditoriale, ma dalla necessità di procedere alla soppressione del posto o del ,reparto cui è addetto il singolo lavoratore, soppressione che non può essere meramente strumentale ai un incremento di profitto, ma deve essere diretta a fronteggiare situazioni sfavorevoli non contingenti.

 

Il lavoratore ha quindi il diritto che il datore di lavoro dimostri la concreta riferibilità del licenziamento individuale ad iniziative collegate ad effettive ragioni di carattere produttivo-organizzativo, e non ad un mero incremento di profitti, e che dimostri inoltre l’impossibilità di utilizzare il lavoratore stesso in altre mansioni equivalenti a quelle esercitate prima della ristrutturazione aziendale”.

 

Questa sentenza inconfutabilmente stabilisce che il licenziamento non può avvenire per una generica riduzione dei costi o per ristabilire livelli di profitto accettabili per il padrone ed offre nuovi spazi per un proficua difesa dei lavoratori in caso di licenziamento.

 

E’ utile quindi, nel momento di impugnazione del licenziamento, prestare attenzione oltre che alle ragioni produttive organizzative anche a quelle riguardanti la situazione economica generale.

Cazzazione su licenziamenti e utili aziendaliImportante sentenza della Corte Suprema di Cassazione sul licenziamento per giustificato motivo oggettivo

LA FLAICA CUB DICE NO!!!! NO AL PASSAGGIO DAL CCNL FEDERAMBIENTE A QUELLO DEL MULTISERVIZI

Senesi

LA FLAICA CUB DICE NO!!!! NO AL PASSAGGIO DAL CCNL FEDERAMBIENTE A QUELLO DEL MULTISERVIZI

Il 25 maggio 2015 è previsto uno sciopero del settore igiene ambientale pubblico, indetto dalla CGIL, CISL E UIL. Sono proprio pochissimi i lavoratori che conoscono le motivazioni di tale sciopero. Nessuna assemblea, nessuna pubblicità, nessuna diffusione, come se scioperare fosse una tappa nella loro trattativa con i padroni, per poter dire “abbiamo anche scioperato per difendere gli interessi dei lavoratori ma non ce l’abbiamo fatta”. Più che una lotta è una rappresentazione teatrale della difesa degli interessi di lavoratori, mentre le trattative continuano senza dire la verità sugli argomenti che veramente sono in gioco.

Con l’annessione di Federambiente in Federutility e la successiva nascita di Utilitalia, si tenta di eliminare un servizio essenziale pubblico come la raccolta dei rifiuti per privatizzarlo, seguendo la falsa idea che il privato aumenti l’efficienza.

Il caso di Milano, in cui l’AMSA è stata incorporata in A2A, dimostra che si conserva la parte interessante e proficua costituita dall’inceneritore cioè la produzione di energia elettrica, mentre la raccolta e lo spazzamento si mettono a gara con la concreta possibilità che subentrino aziende private che hanno i problemi dei costi.

Federutility punta ad applicare  il ccnl del multiservizi, e anche qui non bisogna essere scienziati per capire che tra i due ccnl a parità di ore lavorate c’è una differenza economica impressionante, tutta a svantaggio dei lavoratori. 

Su questo particolare punto i lavoratori non sono mai stati informati. E noi ci chiediamo perché nascondere tutto? Perché dichiarare uno sciopero che poi non viene diffuso? Per dire poi che i lavoratori non vogliono difendere il vecchio ccnl?

Le lotte fatte in passato per ottenere certi diritti non possono essere cancellate della mattina alla sera dai burocrati dei sindacati confederali e dei loro amici padroni. Bisogna rilanciare l’azione di protesta in un contesto di rivendicazione diverso da quello sterile che propongono fraudolentemente  cgil-cisl-uil. Bisogna lavorare ad una piattaforma diversa, condivisa tra i lavoratori, che ponga alla base delle richieste il nostro diritto a mantenere inalterati i diritti e il salario già acquisito. Ogni altra proposta farebbe arretrare la condizione dei lavoratori.

Maggio 2015

FlaicaUniti Cub – Confederazione Unitaria di Base

20131 Milano V.le Lombardia, 20  tel 02.70631804 fax 02.70602409 e mail: flaicacub.it   www.cub.it

 

VOLANTINO IGIENE AMBIENTALE

ATN (ex ANM), 25 e 26 SCIOPERO DEI LAVORATORI DEGLI APPALTI DI PULIZIA

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Si torna a scioperare questa volta per due giorni il 25 e 26 maggio 2015 all’ATN di Napoli (Ex. ANM), presso l’impianti di servizio di pulizia e manutenzione dei messi pubblici napoletani. Ancora una volta si continua mettere i lavoratori da parte, in cambio di portare ancora avanti trattative d’interessi personali e/o clientelari. Le O.S. cigl-cisl-uil insieme al padrone decidono con la sottoscrizione d’accordi di comodo di bay passare l’interesse generale dei lavoratori e le proposte del sindacalismo di base (che in queste società  rappresenta più del 80% dei lavoratori), alimentando cosi una escalation di disuguaglianze sociali, scordandosi  dei veri problemi che il settore sta soffrendo da anni ormai. La sicurezza è un miraggio ormai in ogni angolo dei cantiere, le minacce e i soprusi e gli spostamenti puniti sono la normale amministrazione, cosi come lo è anche la mancanza di puntualità dei pagamenti stipendiali e il rispetto delle regole. Il comune continua a latitare nella speranza che passe indenne la nottata dell’elezione regionale. Il sindaco purtroppo non si pronuncia sapendo che esiste un problema enorme negli appalti. Noi invece ribadiamo ancora che Napoli e la sua gente non merita aziende e sindacati del genere nel servizio pubblico ai cittadini.

CUB TRASPORTI NAPOLI

FLMUniti CUB – Telecom Italia – SCIOPERO Telecom Italia 20 maggio 2015

TELECOM

Mercoledì 2 ore a fine turno (part time in proporzione)

Contro:

la SOLIDARIETÀ ESPANSIVA che fa pagare ai lavoratori le 4.000 assunzioni promesse e i prepensionamenti, in un’azienda con 636 milioni (!) di utile (2014) • ilLICENZIAMENTO dei 2 TECNICI (a Roma e Savona) • la SOCIETARIZZAZIONE della Divisione CARING(per contrastarla bisogna lottare!) • il CONTROLLO DEI DATI DEL SINGOLO LAVORATORE con le tecnologie nel Nuovo modello di organizzazione del Caring, con un altro accordo che i sindacati vorrebbero far passare dopo il NO del Referendum – anticipando il Jobs Act – e che poi potrà essere esteso negli altri reparti • la chiusura delle sedi di lavoro • gli Accordi del 27 marzo 2013 e la conseguente riorganizzazione.

 

Per il Caring ci vogliono iniziative di lotta se no si rimane ad accordi simili a quello bocciato dai lavoratori e all’ipotesi di societarizzazione.

Abbiamo scelto il 20 maggio mercoledì:
perché in quel giorno ci sarà l’Assemblea degli Azionisti Telecom, dove potrebbero essere prese importanti decisioni;
come data simbolo – a 20 anni dal suicidio del collega Valeriano Verdini di Ancona (e a un mese circa da quello di Lorenzo Orlando di Genova) – contro le riorganizzazioni, il peggioramento delle condizioni di lavoro con aumento delle pressioni e stress conseguente, che crescono non solo nei call center, almeno concause di questi lutti;

Valeriano si suicidò, incendiando la sua auto sul Conero a soli 26 anni, quando Telecom decise di trasferire per la seconda volta (la prima fù bloccata con una causa sindacale) un gruppo di lavoratori della Rete da Ancona a Bologna nel 1995. Valeriano non resse ad un trasferimento così lontano forse anche perché dopo un mese si sarebbe dovuto sposare.

 

SCIOPERO DELLO STRAORDINARIO: Per tutti i lavoratori di ogni reparto
SCIOPERO DELLA REPERIBILITÀ: Per i Tecnici TX e i Tecnici CX

dal 16 maggio 2015 e al 14 giugno 2015 *

* Sono esclusi dallo sciopero i giorni dal 28 maggio al 3 giugno nei territori dove ci sono le elezioni e limitatamente alle località dove ci saranno i ballottaggi – dall’11 al 14 giugno 2015.

Comunicazione dello Sciopero: Ricordiamo che lo sciopero va comunicato nel momento in cui inizia, senza alcun preavviso se no perde di efficacia!

MERCATONE UNO, SI PARTE CON LA CASSA INTEGRAZIONE

Mercatone-Uno-web

La FLAICA Uniti CUB, nella riunione tenuta insieme ai commissari che gestiscono la procedura di concordato del Mercatore Uno, abbiamo deciso di salvaguardare tutti i dipendenti con l’utilizzo di CIGS a rotazione, nell’attesa che si trovi un compratore che rilanci l’attività imprenditoriale. In questo modo vengono scongiurati i licenziamenti.

La nostra O.S. a preteso che venga inserito che non si possono trasferire i lavoratori per coprire i vuoti che si verranno a creare con l’applicazione della CIGS.

Vi alleghiamo il verbale completo.

FLAICA CUB

MERCATONE UNO

SUL 1 MAGGIO, LA LOTTA DEVE ESSERE CONDIVISA

LOGO CUB

            

LOGO CUB                                                                logo USB       

 

                          LA LOTTA DEVE ESSERE CONDIVISA

 

Rete No Expo, e i sindacati di base hanno convocato la May Day nell’ambito di una cinque giorni con l’obiettivo di costruire iniziative per andare oltre i sei mesi di durata dell’Expo.

Le parole d’ordine della manifestazione erano state costruite in un lavoro iniziato nel 2007 e che era culminato nella May Day del 2014.

In particolare dall’autunno il lavoro si era intensificato, le parole d’ordine precisate, l’attività di controinformazione accentuata ed il successo della manifestazione lo certificava.

Expo, oltre ad essere la rappresentazione del modello capitalistico di sfruttamento delle risorse naturali dietro alla parola d’ordine nutrire il pianeta, rappresenta il laboratorio di sperimentazione di nuove politiche sul lavoro che, attraverso deroghe al patto di stabilità e accordi con CGIL-CISL-UIL, hanno da una parte lo scopo di anticipare le legislazioni che riguarderanno tutto il paese, dall’altra quello di garantire un evento in cui la redistribuzione della ricchezza è assente o riservata solo a chi sta in cima alla piramide.

Oltre 30.000 persone avevano risposto all’appello del comitato organizzatore ed avevano scelto di partecipare ad una manifestazione che doveva essere forte, conflittuale, gioiosa e serena dando una risposta decisa a chi aveva organizzato l’Expo evidenziando  che il popolo che si oppone ad Expo e che lo contesta è molto più vasto di quello che lo sostiene.

Alcuni gruppi hanno deciso di partecipare al corteo con l’intento di portare all’interno la prova generale di un ipotetico “processo rivoluzionario” ritenendo sfilata e modalità previste non adeguate e che occorressero iniziative più forti, organizzandosi in modo e con tattiche militari nel tentativo di sviluppare una battaglia campale che coinvolgesse anche parti significative del corteo.

La conclusione è nota: i media di regime si sono scatenati a produrre un diluvio di immagini e interviste/dichiarazioni di cui da giorni erano a caccia, evitando accuratamente di parlare dei contenuti della manifestazione (le uniche domande poste agli organizzatori e ai partecipanti erano da giorni relative agli scontri prima ancora che accadessero).

Il risultato della giornata è stato che fumo, lacrimogeni  e vetrine rotte hanno cancellato per l’ennesima volta i contenuti e il lavoro costruito in questi mesi; più delle vetrine, sono state picconate le idee, le lotte e i valori del movimento, allontanando una parte di quelli che ne avevano sposato le idee.

CUB e USB hanno nei loro connotati originari la costruzione del consenso intorno ai contenuti come precondizione per  la contestazione e il conflitto.

Operano di conseguenza per  un conflitto di massa, per la costruzione quotidiana di un agire nel territorio  e per costruire nuovi modelli economici alternativi e sostenibili.

 

In base a ciò ritengono non accettabile l’uso strumentale dei cortei, da parte di gruppi, che ricorrono a metodi e tattiche militari in nome di ipotesi politiche non condivise dalla stragrande maggioranza dei partecipanti.

Se il movimento NOExpo vuole avere un futuro deve chiarire e decidere quali di queste ipotesi vuole seguire nel rispetto dei percorsi e delle idee di tutti, ma nella chiarezza e nella distinzione dei progetti.

Per quello che ci riguarda questa chiarezza è la base per poter continuare in questo lavoro.

Detto questo bisogna fare alcune considerazioni:

La crisi che stiamo attraversando e che dura da anni è devastante, le politiche restauratrici attuate dal governo non hanno spazio né futuro, la povertà aumenta costantemente e quella assoluta coinvolge ora 6 milioni di persone, cresce la disoccupazione in generale e quella giovanile in particolare, le difficoltà a vivere dignitosamente di vaste fasce di popolazione, soprattutto  nelle grandi città, diventano sempre più evidenti insieme alla crescita delle disuguaglianze economiche e sociali sempre più marcate a livello planetario.

Il governo, scegliendo di stare con i padroni e le scellerate regole del liberismo, ha annullato completamente l’interlocuzione sociale, decidendo di governare con metodi sempre più autoritari e repressivi, introducendo nuove leggi  sia sul diritto di sciopero che sulla rappresentanza.  Con il jobsact, la buona scuola, l’italicum il governo ha devastato ciò che restava dei principi della Costituzione. Eliminare i diritti,  e chi pone ostacoli è contro la nazione. Inoltre con lo sblocca Italia, nei fatti si liberalizza la devastazione di interi territori.

In tale contesto, allo scenario delineato possano essere messe in campo due alternative:

  • un percorso di lotta sociale per costruire un movimento forte e maturo a partire dalle parole d’ordine di un lavoro stabile, più salario e pensioni, reddito minimo e diritto alla salute e alla cura, salvaguardia del territorio da inquinamento e devastazioni.
  • una reazione allo stato di cose presenti senza il coinvolgimento delle masse

Chi da anni lavora per costruire e allargare un fronte comune di lotta sa che le difficoltà non si contano e che gli equilibri del potere non si modificano se non con un lavoro quotidiano per la costruzione di un movimento di massa che sposti i rapporti di forza a favore dei ceti popolari.

Le scene che hanno caratterizzato il 1° maggio potrebbero  ripetersi, e questo è probabilmente anche lo scenario preferito dal governo per gestire, azzerare, rendere invisibile, l’antagonismo portatore di un progetto politico, economico e sociale alternativo a quello governativo

Milano maggio 2015

Confederazione Unitaria di Base

Sede nazionale: Milano – V.le Lombardia, 20 – tel. 02/70631804 cub.nazionale@tiscali.it  www.cub.it

 

USB Lombardia

Milano – via Mossotti, 1 Telefono: 02.683091  Fax: 02.6080381   lombardia@usb.it    lombardia.usb.it

La FIAT ordina il sistema d’applicare, l’ISCOT e i sindacati di comodo esegueno

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SI ALLA STABILIZZAZIONE E ALLE 40 ORE SETTIMANALI

NO ALLO SFRUTTAMENTO DEGLI OPERAI IN CAMBIO DEGLI SPICCIOLI

 

NO all’ipotesi di accordo che, in cambio di qualche spicciolo, pretende da noi operai sempre di più.

Quando il padrone non ha bisogno ci fa restare a casa con i quattro soldi della cassa integrazione, quando ha bisogno ci comanda di lavorare di più, ma sempre con un salario che basta appena per sopravvivere.

Fino a poco tempo fa la Fiat era in cassa integrazione e a noi ci chiedeva di restare a casa, adesso in Fiat si lavora e ci chiedono sacrifici di Sabato e di Domenica in cambio di qualche euro in più. I sindacati gestiscono il gestibile, il padrone chiede e loro accettano, adesso insieme al padrone si sono inventati “i ticket”.

La questione è semplice: il padrone ha bisogno di tenerci più tempo in fabbrica, il sindacato collaborativo è d’accordo e per convincerci ci propinano un po’ di spiccioli in più, così pensano che ci sentiremo le tasche piene! Il sindacato in questo paese si sta suicidando e accetta di tutto, a molti soggetti che militano nel sindacato interessa gestire qualche assunzione precaria e firmerebbe di tutto.

I soldini che ci dicono daranno in busta paga saranno probabilmente poi detratti con un aumento maggiore delle tasse, dell’Irpef e a noi rimarranno le briciole! Alla ISCOT, dove la stragrande maggioranza di noi operai è precario, non si pensa alla stabilizzazione, padrone e sindacati sono quasi tutti d’accordo, bisogna tenerci in una condizione ricattabile.

Dobbiamo fare sacrifici incredibili per poter arrivare alla fine del mese, sono ormai anni che siamo in una condizione  precaria in attesa di una regolarizzazione che ci dia un poco di dignità.

La FIAT propone una moderna schiavitù lavorativa per i suoi dipendenti, le ditte degli appalti si adeguano, quasi tutti i sindacati si assoggettano.

 

La Flaica-CUB sostiene gli operai che chiedono la stabilizzazione, le 40 ore settimanali e un salario adeguato e siamo qui per sostenere le loro istanze.

Le assemblee dovrebbero servire per far passare le rivendicazioni degli operai e non le esigenze dei padroni.

Tonnino Innocenti

FLAICA CUB

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