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FLAICA Uniti CUB: eletto Segretario Nazionale Amendola Marcelo

FLAICA 1

Comunicato stampa

FLAICA Uniti CUB: Amendola Marcelo è stato eletto nuovo segretario nazionale.

La FLAICA CUB, la Federazione che si occupa dei settori, nettezza Urbana, Ind. Alimentari, Imp. Pulizia, Servizi di Appalti pubblici, Commercio,  Grande Distribuzione, Turismo, Multiservizi e Vigilanza Privata, nel congresso che si è svolto nelle giornate del 28 e 29 marzo 2015 a Milano, con la partecipazione di rappresentanti di 65 province da 17 regioni diverse, ha eletto all’unanimità quale nuovo Segretario Generale della FLAICA Uniti CUB Italiana il Sig. Amendola Marcelo, già Seg. Regionale della Campania della stessa sigla sindacale. A lui va il nostro in bocca il lupo di buon lavoro, per il nuovo ruolo a livello nazionale.

FLAICA Uniti CUB Campania

RISTORO’ , La verità più volte denunciata dalla FLAICA comincia a venire fuori.

closed ristoro

«Qui vengono confezionati pasti
per bambini tra vermi e zolfo»

Antonio Crispino /Corriere.it

L’ultima contestazione disciplinare è datata 12 febbraio 2015. La dipendente ha commesso l’errore di andare su Facebook. Da casa, non durante l’orario di lavoro. E di aver cliccato due volte “Mi piace” a un post e relativo commento critici nei confronti dell’azienda per la quale lavora: la Ristorò. È una società che dal 2009 si occupa della mensa scolastica di circa 1600 bambini (l’ultimo appalto comunale ha avuto un costo di due milioni di euro per un anno). Testualmente, nella contestazione aziendale l’amministratore unico Mariarosaria Favino scrive: «… con grande stupore apprendevo che tale commento riceveva la Vostra approvazione con l’ulteriore “Mi piace”. Vista la gravità del suesposto comportamento, ritenuto riprovevole, irrispettoso e palesemente contrario ai principi di correttezza… la scrivente resta in attesa di esaminare le giustificazioni… (altrimenti, ndr) si vedrà costretta ad adottare il provvedimento disciplinare più idoneo». È andata bene.

Perché un’altra dipendente è stata licenziataper essersi rifiutata di accusare una collega. Per l’azienda non era una collega qualsiasi, ma una dipendente che si era permessa di scattare delle foto. Che foto? Scolapasta, pentole, recipienti utilizzati per cucinare pasti ai bambini di 14 scuole di Benevento. Nel vedere gli scatti si resta allibiti. Il grande scolapasta, ad esempio, è incrostato di calcare, tanto da sembrare il cestello di una vecchia lavatrice. Ci sono segni evidenti di ruggine. «Lavoro nella cucina di quella società da dieci anni – ci dice Lucia Izzo, la cuoca che non ha voluto incolpare la collega -. Le garantisco che per cucinare si usavano quelle pentole e anche di peggiori. Ho visto cose da voltastomaco. Infatti mia figlia non l’ho mai fatta mangiare a mensa, nonostante ci lavorassi io».

L’inverno scorso però si verifica un problema in cucina: in uno dei pasti le cuoche segnalano la presenza di insetti e vermi. La conferma ci arriva non da una delle dipendenti licenziate o sanzionate (che a torto o a ragione potrebbero serbare del rancore nei confronti degli imprenditori). Ma da una cuoca che attualmente lavora lì: «C’erano insetti ovunque in quella pasta e ceci. Ricordo che li mostrammo più volte al cuoco ma lui fece finta di niente. Continuò a imbustare e confezionare i pasti per gli alunni della Materna. Insistemmo in gruppo. Non si poteva consegnare una cosa del genere. Erano troppi gli insetti, non qualcuno qua e là. Alla fine i proprietari decisero prima di buttarla nell’umido poi di farla sparire, avevano paura di un controllo a sorpresa».

Una ricostruzione che l’azienda ha sempre smentito, parlando piuttosto di problemi di cottura («i ceci erano crudi») che avrebbero reso indigesti i legumi, mai della presenza di insetti. Lo spiega Gianluigi Barretta, che si definisce funzionario e socio della Ristorò. Una società a responsabilità limitata di cui è direttrice Rossana Porcelli (nel 2002 fu arrestata con il marito Vincenzo Barretta per nove milioni di euro di fatture false. Pena patteggiata). La Porcelli è la mamma di Gianluigi che, appunto, risulta socio e dipendente. Al punto che quando nel 2014 la società chiede la cassaintegrazione ne beneficia anche il figlio. Nei due anni precedenti aveva dichiarato un reddito di 92mila e 61mila euro. Ma va detto che Gianluigi Barretta è anche un ingegnere molto stimato dalla Giunta comunale che nel 2009 lo nomina componente della Commissione edilizia del Comune di Benevento (esperto di «problemi edilizi locali»). Gli chiediamo: È sicuro che nessun pasto con vermi o insetti sia mai stato confezionato? Magari solo messo nelle vaschette e poi buttato? «Assolutamente no. Mai preparata la pasta e ceci e assolutamente mai confezionata».

A smentire le sue dichiarazioni, però, è una fonte importante che riusciamo a rintracciare: colui che quella sera ebbe l’ordine di far sparire i pasti contaminati. L’operaio ci fa la cronistoria di quel giorno, racconta la telefonata di Barretta, l’invito a raggiungerlo in azienda per «un lavoro di dieci minuti». Quale? «Disse che bisognava far sparire i pasti in cui c’erano gli insetti e andava fatto prima che venissero a controllare. Così feci. Alle 5,00 del mattino seguente li andai a buttare in un vecchio stabilimento».
Lo stabilimento di cui parla l’operaio è la vecchia sede della Ristorò, poco distante dall’attuale, nella zona industriale, abbandonata dopo un incendio. Gli chiediamo di indicarci il posto preciso dove ha occultato le vaschette con gli alimenti. Ci porta alla vecchia centrale di depurazione delle acque. Prima solleva la porta di lamiera di una vasca e poi scoperchia un pozzo profondo 3-4 metri. Sul fondo si vedono galleggiare bustoni neri. Ne tiriamo su qualcuno con un’asta per i ponteggi che troviamo nei paraggi. Lo rovesciamo. Saltano fuori decine di vaschette confezionate, imbustate, con tanto di etichetta adesiva applicata sopra su cui è scritto inequivocabilmente : «Pasta e ceci». E la data: 13 dicembre 2014. Proprio quella pasta e ceci che per l’azienda non sarebbe mai stata preparata.

Mentre raccogliamo tutto, l’operaio ci racconta anche di un carico di zolfo ‘ripulito’ in seguito a una precisa denuncia. «C’erano quintali di zolfo accanto alla mensa, un capannone ufficialmente appartiene alla Rossana Immobiliare ma di fatto è sempre la stessa famiglia – ricostruisce Gabriele Corona, dell’associazione ‘AltraBenevento contro il malaffare’ -. Lì si producevano fitofarmaci da zolfo. Un pannello di cartongesso di un centimetro e mezzo separava lo zolfo dal locale dove confezionano i pasti». «Per smaltire tutto lo zolfo dovetti fare cinque viaggi con i furgoni della Ristorò, quelli che usano per trasportare il cibo ai bambini. In totale riempii dieci cassoni, senza protezioni. Infatti alla fine mi sentii male, mi usciva sangue dal naso» aggiunge l’operaio. Ne troviamo ancora traccia all’interno di casse di plastica bianche che hanno una capienza di tre quintali ciascuno.

Intanto le famiglie che hanno fatto richiesta di mensa scolastica si sono dimezzate. «Il calo è dovuto alla qualità scadente dei pasti e lo documenteremo in un dossier» annuncia la segreteria generale della Cgil di Benevento Rosita Galdiero.
Per la Ristorò, invece, sarebbe la conseguenza di una ‘campagna mediatica’. Per dimostrarlo, i vertici organizzano visite guidate per genitori e insegnanti. Partecipiamo anche noi, senza dare preavviso. Accade che quando chiediamo di controllare con più attenzione alcuni particolari, come la provenienza delle materie prime o la pulizia dei forni, cominciano ad andare di fretta. Le porte dei forni si chiudono rapidamente, tirano fuori i pacchi di legumi dagli scatoloni e in un paio di secondi li rimettono dentro. Mentre riprendiamo con la telecamera le etichette dei surgelati ci spengono la luce (la direttrice giustifica con la paura che la temperatura nelle celle possa salire ma non capiamo cosa c’entri con la luce). Come se ci fosse qualcosa da nascondere. Ma è la stessa Porcelli a fare chiarezza: «Qui lei sta a casa mia e se permette le dico io cosa fare».

Al comune di Benevento hanno affidato a una commissione ( Servizi sociali) la questione «appalto mensa» e quindi il corretto operato dell’azienda. Ma tra i suoi componenti spunta un certo Nino Fiore, consigliere del Pd, che è anche un dipendente della Ristorò, ossia la ditta che dovrebbe controllare. E, guarda caso, pare che proprio sulla questione mensa la commissione non abbia mai lavorato. «Da tre anni e mezzo che siedo in quella commissione non è mai arrivato sui nostri tavoli qualcosa che riguardasse la Ristorò» conferma Mario Zoino, consigliere comunale eletto in maggioranza e ora nel Gruppo misto, componente della stessa commissione. E’ un medico. E ribadisce: «La qualità di quei pasti è scadente, anzi alcuni prodotti non sono idonei all’alimentazione di un bambino. In più oggi non sarei in grado di mettere la mano sul fuoco sull’integrità di quei pasti».

Sulla carta però sembra tutto in regola. Compresi i controlli. Giuseppe Moschella è a capo della Polizia Municipale e della Protezione Civile da circa un anno. Il sindaco lo ha nominato anche a capo della struttura Servizi al cittadino. Che si occupa, tra l’altro, della mensa. Ci dice che da quando c’è lui ha fatto/ordinato almeno un controllo a settimana. Ma non ricorda il numero, non sa quando. Si ricorda però di controllare noi. Alla fine dell’intervista. «Non mi ha fatto nemmeno una domanda che interessava a me, a casa mia… La prossima volta concordiamo le domande altrimenti non la ricevo. Gli altri giornalisti così fanno, lei mi sta sorprendendo» dice visibilmente irritato.
Poi scatta dalla sedia e prima che andiamo via ci chiede il tesserino: «Mi faccio una fotocopia». Sorvoliamo. Per sapere quanti controlli sono stati fatti ci informa che occorre una richiesta scritta. Ma non sa se può darcene una copia. Ci consiglia di chiedere alla ditta che i controlli li ha ricevuti, ossia la stessa Ristorò. Così facciamo. In ditta ci mostrano solo tre verbali: quelli di Asl, Arpac e Carabinieri del NAS.
«Ne abbiamo anche un altro dei vigili – dicono in azienda -. Gliela faremo avere via email». Non arriverà niente.

«Abbiamo prove certe e documentate che quei controlli sono tutti pilotati – ribadisce senza indugi Galdiero della Cgil -. Abbiamo verificato che In ditta conoscono per tempo le date dei controlli. Presto denunceremo tutto». Di certo c’è che tutti i controlli che ci mostrano hanno data successiva agli «interventi di bonifica» ordinati dall’operaio in nero. A supporto di quello che denuncia la segretaria locale della Cgil registriamo i racconti di chi lavora o ha lavorato in questi anni alla Ristorò. Tutti, anche senza ricevere una domanda specifica, riferiscono di come venissero allertati uno o due giorni prima delle ispezioni «per sistemare quello che non andava». In molti accettano di parlarci ma solo coperti da anonimato. Si respira un forte clima di paura. Che va oltre il rischio di perdere il posto di lavoro.

CCNL TURISMO: Non si vede luce per il rinnovo del contratto del Turismo!

FLAICA 1

E’ inquietante la trattativa con Fipe Confcommercio sul rinnovo del contratto del Turismo che investe 1.5 milione di lavoratori in attesa di vedersi riconosciuti  diritti eaumenti salariali.
E’ incredibile l’atteggiamento aggressivo della parte datoriale che pur di mantenere i propriprofitti, pretende di non riconoscere nessun aumento contrattuale;
Anzi vanno oltre, la loro visione passa attraverso lo scellerato tentativo di abbassare  il costo del lavoro abolendo gli scatti di anzianità e le 72 ore di Rol, peggiorando l’istituto della malattia e il periodo di comporto, attaccando le norme di salvaguardia dei livelli occupazionali nei cambi digestione e appalti,  oltre al tentativo di aumentare ancora di più la flessibilità già peggiorata dai precedenti rinnovi contrattuali, per adattarla alle  esigenze padronali!
Il quadro è preoccupante e la situazione rimane estremamente complicata, anche a causa di interlocutori quali cgil-cisl-uil, preoccupati soprattutto di conservare ad ogni costo il ruolo istituzionale che si sono costruiti negli anni con la pretesa di monopolizzare il diritto alla rappresentanza  sindacale.
A completare questo quadro infausto, è intervenuto anche il governo con il “JOBS ACT” che ha previsto la soppressione delle tutele dell’art.18 anche per i lavoratori che sono oggetto di cambio appalto, non considerando l’attività lavorativa senza soluzione di continuità.
Stessa sorte anche per i CCNL Turismo Confesercenti  e AICA (Confindustria), scaduti da ormai 2 anni!
Il settore è articolato ma con forti potenzialità produttive, tant’è che se si investisse  nelle infrastrutture il Turismo potrebbe fungere da volano per la ripresa economica, anziché  esternalizzare servizi (pulizia ai piani, facchinaggio etc.) e tagliare salari e diritti, agli operatori.

La Flaica-CUB respinge ogni tentativo di aumentare ancor più la precarietà  continuando a spostare enormi profitti a favore dei padroni  e propone:

Aumenti salariali in  linea con il costo della vita;
Rilancio della centralità del CCNL che garantisce pari condizioni e dignità;
Democrazia sindacale;
Riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario;
Abolizione degli Enti Bilaterali e Covelco.
Modifica della Nuova Aspi per i lavoratori stagionali.

CLOSE DAY DELLA RISTORO’

RISTORO

Conferenza stampa, mercoledì 25 marzo alle 15.30

Conferenza stampa congiunta tra Altrabenevento e FLAICA CUB Benevento

• le diverse violazioni al contratto per il servizio di mensa scolastica;
• le bugie della Ristorò, le distrazioni e le coperture degli organi preposti ai controlli;
• la sceneggiata degli ‘Open day’ e i giornalisti che non hanno voluto approfondire la vicenda;
• l’ignavia di quasi tutti i dirigenti scolastici e gli insegnanti;
• le punizioni per i dipendenti che hanno conservato la dignità;
• le peripezie del Sindaco e dell’amministrazione comunale che mercoledì non potranno più rinviare la rescissione del contratto con la Ristorò.

Sono invitati:
– i giornalisti, quelli che si sono occupati dello scandaloso servizio della mensa scolastica, quelli che hanno fatto finta di niente e quelli che hanno sempre giustificato la ditta Ristorò;
– la società, i componenti della famiglia Barretta-Porcelli e i relativi servitori e sostenitori;
– i dipendenti della Ristorò e i relativi rappresentanti sindacali;
– i genitori dei bambini delle scuole materne ed elementari della città di Benevento;
– le associazioni degli utenti e dei consumatori;
– gli insegnanti e i dirigenti scolastici;
– la dottoressa Ersilia Palombi, nutrizionista dell’Asl, e i suoi superiori;
– i tecnici dell’Arpac;
– il Sindaco di Benevento, Fausto Pepe, e i componenti della Giunta comunale;
– il capogruppo del PD, on. Giovanni Zarro, per rendersi conto delle bugie della ‘ufficialità’ e delle verità della ‘non ufficialità’;
– il consigliere comunale Roberto Capezzone, l’unico ad aver presentato un’interrogazione alla quale nessuno ha risposto;
– i consiglieri comunali Izzo, Zoino M., Fiore, Tanga, Miceli, Zollo, Molinaro, De Nigris, Ambrosone, Quarantiello, Orlando e Caputo, presenti alla discussione sul servizio mensa scolastica nel consiglio comunale del 10 marzo;
– i consiglieri comunali Orrei, Collarile, Palmieri, Fioretti, De Minico, De Pierro, De Rienzo, Lanni, Varricchio, Cangiano, Zoino F., Tibaldi, Lauro, Pasquariello, Trusio, Picucci e Pocino, assenti al consiglio comunale del 10 marzo;
– il segretario generale del Comune, in qualità di referente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione;
– i rappresentanti delle forze dell’ordine e della polizia giudiziaria (tranne il comandante Moschella), ai quali consegneremo il ‘corpo del reato’.

Sorrento, dal Sindacato CUB, lavoratori stagionali e nuovi sussidi di disoccupazione, intervenga il Governo.

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di Salvatore Caccaviello

Sorrento – Ieri mattina A Sorrento affollata conferenza stampa, presso la sede di Via Sant’Antonino ,del Sindacato di Base CUB alla presenza del Segretario Nazionale Marcello Amendola . Il quale ha assunto precisi impegni ed ha proposto un percorso dignitoso e di lotta e mobilitazione per i lavoratori stagionali del turismo.
Ha ricordato le audizioni in Parlamento dove ha partecipato e gli incontro con scarsi risultati conseguiti per evitare la macelleria sociali che da qui a breve si abbatterà sulle famiglie oltre 400 mila che vivono nel turismo ed indotto.
Se la situazione non muterà – ha dichiarato Amendola –  allora avremo un ondata di famiglie a rischio povertà perché la situazione già molto compromessa da redditi individuali e familiari tali che mentre il governo Renzi da una mano ti dava gli 80 euro mensili dall’altra ti preparava un salasso del genere.
Eppure basta poco e tanta buona volontà per modificare l’art 5 del decreto Legislativo . Deve essere il Governo e non il Parlamento . Insomma ci vuole volontà politica da parte del Governo Renzi.
Gli incontri proseguiranno a Capri , Anacapri poi Positano,Amalfi, Ravello ed Ischia per far decollare un presidio nazionale sotto Palazzo Madama dove stanno in discussione i provvedimenti sempre in materia di reddito e di lavoro. Ringraziamo i Consiglieri comunali di Capri ,Dott. Ciuccio e di Sorrento , Rosario Fiorentino per le iniziative di sostegno intraprese nei rispettivi Consigli Comunali.
CUB farà la sua parte fino in fondo”.-
21 marzo 2015 – salvatorecaccaviello positanonews

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