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La progressiva distruzione del sistema pensionistico in Italia.

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La distruzione del sistema pensionistico retributivo e delle sue conquiste è solo uno degli atti- che governi diversi- hanno condotto contro il lavoro dipendente, in accordo con i sindacati confederali : le morti sul lavoro, la precarietà, la disoccupazione, il caporalato, lo sfruttamento, la riduzione del potere di acquisto di salari e retribuzioni, le speculazioni dell’euro, le privatizzazioni e il fallimento di interi settori produttivi, sono gli altri tasselli di questo attacco brutale al lavoro dipendente, tuttora in corso. Read more

GIORNATA DI MOBILITAZIONE A FIANCO DEI LAVORATORI FRANCESI

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GIORNATA DI MOBILITAZIONE

A FIANCO DEI LAVORATORI FRANCESI

 

La mobilitazione di giovani e lavoratori in Francia contro la “legge Khomri”  equivalente transalpino del jobs act di Renzi, si è estesa a tutta la Francia in particolare nei trasporti e nel settore energetico con manifestazioni in numerose città nonostante la repressione.

La lotta in Francia è contro una legge che rende più facili i licenziamenti e allunga la giornata lavorativa.

In Italia il jobs act  è passato senza un adeguato contrasto salvo lo sciopero generale il 14  novembre del sindacato di base; cgil cisl uil  si sono limitate ad uno sciopericchio di qualche ora.

Assieme alla solidarietà ai lavoratori francesi dobbiamo cogliere l’occasione per ribadire le motivazioni dello sciopero del 18 marzo e  dare continuità alle iniziative con una nuova stagione di mobilitazione. E’ tempo di lottare anche sull’esempio del movimento di protesta che si è sviluppato in Francia contro le politiche liberiste dei rispettivi governi imposti dalla commissione europea.

Sabato 4 Giugno 2016:

 

Presidio davanti al Consolato Francese

Milano, Via Turati 21 – ore 11,00

 

Manifestazione con concentramento

Milano, P.zza della Repubblica – ore 14,00

 

 

CUB  – SGB – SI COBAS – USI-AIT

 

Audizione della CUB alle Commissioni Lavoro e Affari sociali, nell’ambito dell’esame del disegno di legge delega recante norme relative al contrasto alla povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali (collegato alla legge di stabilità 2016) del 04 Aprile 2016.

camera dei diputati

Audizione della CUB alle Commissioni Lavoro e Affari sociali, nell’ambito dell’esame del disegno di legge delega recante norme relative al contrasto alla povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali (collegato alla legge di stabilità 2016) del 04 Aprile 2016.

 

L’aumento della povertà in generale dovuto alla disoccupazione di centinaia di migliaia di lavoratori causa la chiusura e la ristrutturazione di molte fabbriche e di  siti produttivi; all’efficacia limitata degli ammortizzatori sociali, serviti spesso per elargire risorse ad agenzie e OO.SS. per fare formazione; al  blocco della contrattazione salariale, alla riduzione dei redditi e alla precarizzazione del  mercato del lavoro che obbliga ad accettare condizioni e salari inferiori.

 

La privatizzazione dei  servizi e il taglio della spesa pubblica hanno ulteriormente  aggravato le condizioni dei lavoratori, dei pensionati e degli strati popolari, facendo sì che molti servizi vitali, come Sanità, Scuola,  Energia e Trasporti sono diventati indisponibile per chi non dispone di adeguati redditi.

 

Le misure che negli ultimi anni sono state prese per contrastare la povertà o comunque per intervenire su alcune situazioni sociali sono state irrisorie e di certo non sufficienti a garantire una vita dignitosa. La stretta  operata sui requisiti per accedervi ha fatto sì che coinvolgono  soltanto una minoranza delle persone e delle famiglie in difficoltà.

 

Al contrario  enormi risorse sono state elargite ad aziende che per evitare licenziamenti chiedevano un aiuto allo Stato: questo ha determinato soltanto un aumento dei ritmi all’interno della produzione con abbassamenti dei salari. Esemplare a tal proposito il caso Electrolux,  uno dei grossi gruppi produttivi in Italia che non ha risolto il problema degli esuberi, pur avendo ricevuto molte risorse.

 

Nella proposta di legge ci si richiama alla Costituzione, ma proseguendo in questa maniera e con queste politiche, la Costituzione viene disattesa e non rispettata.

Cub ritiene indispensabile cambiare verso nel contrasto alla povertà a partire da precisi interventi sul terreno del lavoro e del reddito.

Per dare più lavoro stabile e tutelato va ridotto l’orario settimanale  di lavoro di 4 ore, vanno avviati lavori di bonifica dei siti inquinati, di messa in sicurezza del territorio, di risparmio energetico.

 

Per migliorare i redditi deve essere istituito un Reddito Garantito di 1.000 euro mese per  disoccupati e pensionati accompagnandolo con la gratuità delle cure, della luce, del gas e del  trasporto locale e deve essere favorito e non ostacolato il rinnovo dei contratti con un aumento mensile di 500 euro.

 

Inoltre occorre garantire il diritto universale alla salute e alla cura senza tickets, con una sanità pubblica ed efficiente, il diritto all’istruzione perché nessuno sia costretto a ritirare i propri figli dalla scuola per mancanza di risorse economiche, alla mobilità

 

E’ necessario istituire all’interno dei quartieri delle città,  urgentemente, delle mense popolari  con prezzi politici.

La proposta all’ordine del giorno oggi, è inadeguata a dare una risposta allo stato di povertà in cui versano milioni di persone e non impedisce che  altri vi cadano.

 

Se si vuole fare una politica seria si deve intervenire strutturalmente con misure che garantiscano davvero una vita dignitosa, rispettando fino in fondo la Costituzione richiamata.

 

Le risorse si possono ricavare in tanti modi: eliminando l’evasione fiscale, eliminando le spese per le grandi opere pubbliche inutili, le spese militari e tra esse ad esempio anche lo spreco di mld per gli F35. A noi non serve più guerra, serve più pace per vivere con dignità nel nostro Paese.

 

Se si sottovaluta il dramma della povertà, non ci si deve meravigliare se le masse popolari gente pretenderà un domani con forza i diritti vitali: i conflitti si determinano anche per queste politiche inefficaci.

 

 

 

Confederazione Unitaria di Base

CUB e SGB Nazionali per il SI al Referendum del 17/4 2016 CONTRO le trivellazioni del MARE NOSTRUM CONTRO la petrolizzazione dell’Italia

No-Triv

CUB e SGB Nazionali per il SI al Referendum del 17/4  2016

CONTRO le trivellazioni del MARE NOSTRUM

CONTRO la petrolizzazione dell’Italia

 

no triv

 

CUB e SGB Nazionali per il SI’ al Referendum
del 17 APRILE 2016
CONTRO le trivellazioni del MARE NOSTRUM
CONTRO la petrolizzazione dell’Italia
Il Referendum contro le trivellazioni che si terrà il prossimo 17 aprile 2016 ha un
peso specifico in particolare contro il servilismo politico e alla sudditanza al dio
denaro in quanto con questo referendum sarà possibile affermare la ferma
contrarietà alla mercificazione del territorio italiano e dire no al decreto
“SBLOCCA ITALIA” almeno per la parte che renderà possibili ed esecutivi
definitivamente i permessi già accordati che consentiranno le trivellazioni entro
le 12 miglia con gravi ricadute all’ambiente marino e costiero già devastato da
decenni di cementificazione delle coste e di discariche e scarichi in mare aperto.
All’oro nero, uno dei principali veicoli del guadagno facile sulle spalle dei
cittadini e uno dei principali veicoli del capitalismo finanziario che impone la
supremazia del consumismo, va preferita l’inimitabile ed incommerciabile difesa
del territorio, delle scogliere, delle spiagge.
Il referendum contro le trivellazioni del mese di aprile ha quindi un peso
specifico contro la mercificazione ed in difesa del nostro patrimonio territoriale
italiano che è NOSTRO e non di un manipolo di speculatori e finanzieri.
L’Italia non si trivella il mare è un bene comune che va difeso come tutto
l’ambiente, l’acqua in quanto è un bene indisponibile NO ALLE SPECULAZIONI E
AI PADRINI DEL PETROLIO!!!
Difendiamo, propagandiamo e sosteniamo il SI all’abrogazione della norma che
stabilisce che le concessioni petrolifere durino fino all’esaurimento dei
giacimenti!!
Difendiamo il territorio l’economia locale legata alla pesca ed al turismo
difendiamo l’unicità del territorio italiano la nostra storia

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