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CUB Trasporti – Un contratto Nazionale così, serve ai lavoratori?

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DIMINUISCE IL POTERE D’ACQUISTO DEI SALARI. Scopo principale del contratto nazionale, dopo che hanno abolito la scala mobile, è quello di consentire il recupero del potere di acquisto dei salari, dovuto all’aumento dell’inflazione. Il ccnl appena firmato prevede un aumento per il 4° livello di 117 lordi al mese che si completerà con l’ultima trance  il 1° gennaio 2017.
Con il precedente rinnovo, gli aumenti arrivavano fino al 31/12/2011. Di conseguenza se da quella data calcoliamo l’aumento dell’inflazione, che sommata alla perdita di parte dell’EDR, che diminuirà nel corso di questo rinnovo e se calcoliamo che ogni lavoratore dovrà lavorare un ora in più ogni settimana allo stesso salario, con questo rinnovo ogni lavoratore avrà una diminuzione del potere d’acquisto del suo salario.

Inoltre gli aumenti contrattuali, non hanno incidenza sugli istituti variabili ed incentivanti.

UNA TANTUM IRRISORIA E PROVOCATORIA. Ai lavoratori ad aprile 2016, verrà erogata una tantum contrattuale di 400 euro lordi, che per i lavoratori a part-time sarà riproporzionata. L’una tantum dovrebbe coprire il mancato aumento contrattuale, per i mesi in cui non si è siglato il ccnl. Se noi calcoliamo dalla scadenza del vecchio ccnl, avvenuta il 31/12/2011 al pagamento della prima trance del ccnl 1/2/2016, si ottiene una tantum di 8 euro lordi al mese.
AUMENTA L’ORARIO DI LAVORO. Dalle attuali 37,5 ore settimanali si passa a 38,5, con il conseguente aumento del coefficiente mensile da 170 a 173 ore, che porta ad una paga base inferiore. Per sopperire all’aumento dell’orario si procederà con l’eliminazioni delle ex festività soppresse e con l’introduzione di giornate di recupero dell’orario da parte delle aziende, da contrattare a livello aziendale. Si introducono regimi di orari con variazione tra estate ed inverno.
DIMINUISCE IL SALARIO AI PART-TIME. Per i lavoratori a part-time, aumentando da 170 a 173 il calcolo delle ore mensili, per il calcolo della loro paga in percentuale sulla paga mensile, avranno di conseguenza una perdita di salario.
Se infatti ad una lavoratrice a 30 ore settimanali, con il ccnl vecchio di 37.5 ore settimanali percepiva l’80% del salario mensile, mentre ora con le 38.5 ore settimanali del ccnl percepirà il 77.92%.
A queste lavoratrici, che ormai rappresentano la maggioranza della categoria, il ccnl prevede che entro gennaio potranno decidere se lasciare inalterato l’orario di lavoro e percepire di meno o rinunciare a riposi settimanali.
AUMENTA LA PRECARIZZAZIONE DEL LAVORO. Con l’aumento delle percentuali massime per i contratti part-time e per i contratti a tempo determinato si permette alle aziende la massima flessibilità nell’impiego del personale a proprio unico beneficio, vanificando le aspettative di chi, part-time da anni vuole un contratto a tempo pieno e chi precario attende occupazione un posto fisso.
UNA CLAUSOLA SOCIALE PERICOLOSAMENTE DEPOTENZIATA. La clausola sociale del precedente CCNL prevedeva il trasferimento diretto in caso di passaggio di attività a parità di condizioni senza la novazione soggettiva ed oggettiva, cioè licenziamento e riassunzione, regalata dai confederali con il rinnovo del CCNL Parte Generale. Il positivo mantenimento dell’Art.18 in caso di passaggi per effetto della clausola sociale non evita la necessità di accordi caso per caso e il licenziamento e la riassunzione aprono la possibilità  di rimessa in discussione di diritti acquisiti.
INASPRISCONO LE SANZIONI DISCIPLINARI. Con l’introduzione nei provvedimenti disciplinari dei “doveri del lavoratore” che nella sostanza si accettano tutte le disposizioni aziendali, di conseguenza porterà ad un inasprimento delle sanzioni disciplinari.
Ad un rinnovo contrattuale di questo tipo non si può che rispondere con un no al referendum.
Di fronte all’aumento dei profitti e dei voluti di traffico del settore, cgil-cisl-uil-ugl hanno risposto con un rinnovo contrattuale di cedimenti in termini di salari e parte normativa.

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RINNOVO CCNL AUTOFERROTRANVIERI: PIU’ SOLDI AI SINDACATI FIRMATARI CHE AI LAVORATORI

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8 € al mese (medi) di arretrati dal 2008 al 2015 ma solo una-tantumc – 23 € al mese (medi) che solo nel 2017 diventeranno 67 €. Queste sono le cifre di un contratto atteso da 8 anni, frutto della “sapiente contrattazione” e della totale rinuncia alla lotta da parte di Cgil, Cisl, Uil, Faisa e Ugl. Read more