CUB Immigrazione

CUB Immigrazione: Le morti “nere” quelle dei braccianti, gli schiavi regolari. Sanatoria subito per tutte e tutti.

Rilanciamo l’appello pubblicato da un gruppo di medici italiani sul British Medical Journal: Sono oltre 1.500, denunciano, i braccianti agricoli morti negli ultimi 6 anni in Italia a causa del loro lavoro. A questi morti (omicidi sul lavoro secondo il nostro modesto parere) affermano i medici su BMJ, “si aggiungono altre vittime, quelle uccise dal Caporalato”.

La terribile vita, quella degli immigrati irregolari, che sono costretti a vivere in baracche prive di qualsiasi norma igienico-sanitaria, ma che il paradosso vuole che siano uomini e donne che lavorano, che coltivano i campi, che raccolgono le nostre ciliegie, arance, limoni, pomodori, etc., insomma, tutto ciò che noi mettiamo sulle nostre tavole e ce ne vantiamo. L’ Italia è la terra delle biodiversità, per i suoi agrumi e i tantissimi altri prodotti introvabili nel resto del mondo.

Ma i lavoratori, vivono in condizioni disumane per la paura di essere espulsi perché senza documenti.

E chi sta alla base di questa imponente filiera agro alimentare?

I braccianti sfruttati in tutta Italia, soprattutto al sud, terra di nessuno ma di risorse agricole di inestimabile produzione e ricchezza.

E meno male che esiste la Legge sulle Agromafie, perché proprio le mafie ne traggono profitto; un giro di volume di affari pari a circa a 25 mld di euro, una cifra imponente ricavata dal monopolio dei mercati agro-alimentari, dalla contraffazione del made in Italy alla manodopera a basso costo per produrre ed immettere nel mercato i prodotti agro alimentari illeciti e non. Un mondo parallelo allo Stato che da anni e anni, non ha avuto pietà né di un paese e né della mercificazione e sfruttamento dell’essere umano.

Il nostro Stato, la nostra visione futura e che in ogni discussione ribadiamo sempre: “è dare i diritti a tutti ed aiutare chi nel silenzio, purtroppo, subisce violenze e soprusi”, molte delle volte legate proprio al fattore comunitario, di appartenenza.

E’un connubio tra economia, diritti, lavoro e sviluppo sostenibile.

Per questo, la crescita di un paese deve passare attraverso l’innalzamento dello stato sociale, puntando proprio a risollevare le fasce più deboli.

Uomini e donne vengono ricattati dai caporalati per il permesso di soggiorno, ci rendiamo conto?

Queste persone, si vedono costretti a lavorare per 12 euro al giorno oltre le 8 ore di lavoro, hanno figli da mandare a scuola, figli come i nostri figli, vivono sotto al nostro cielo, ma rinchiusi in baraccopoli, in tendopoli e non nascosti, poiché, lo Stato, le Regioni, i Comuni e le Prefetture, tutti ne sono a conoscenza delle loro condizioni di vita.

Ma in conclusione, si fa sempre il nulla, sempre finta di non sapere, per mantenere sempre basso il costo dei prodotti, vantaggio possibile derivante dal basso costo della manodopera, ossia, dalla schiavitù.

Unica soluzione veloce è una sanatoria subito per tutte e tutti.

04/05/2020                                                                                                                                

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