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CUB Campania: Caregiver e quel mondo dimenticato da tutti.

Sono anni che, oramai, la parola caregiver è entrata di comune uso nel nostro linguaggio. Per chi non lo sapesse, il caregiver o caregiver familiare, indica semplicemente: colui che si prende cura.

E queste persone che si prendono cura, non sono altro che padri, madri, figli/e che accudiscono e assistono nel proprio nucleo familiare, un parente grave o gravissimo affetto da patologie che lo vedono costretto ad avere un’assistenza h24.

Facile intuire di quali patologie stiamo parlando poiché un’assistenza quotidiana dedicata ad un individuo, rientra nelle gravi disabilità e nell’ impossibilità ad essere autosufficienti.

E’ bene precisare che, l’assistenza data ad un familiare, che sia un figlio o un genitore, va aldilà di ogni cosa della vita e il “sacrificio” umano e sociale dei caregivers è un gesto d’amore quotidiano nei confronti dei loro famigliari.

Essi/e, per le conseguenze sopracitate, sono molte volte impossibilitati a svolgere qualsiasi attività lavorativa, quindi, a queste rinunce si vedono anche i risvolti di una vita socio-economica sotto la soglia di povertà, oltre alle problematiche psico-fisiche inerenti alla particolarità e responsabilità della funzione che ricoprono.

Di cosa si occupa principalmente il caregiver?

Il caregiver, si occupa di assistenza a 360 gradi per chi necessita di attenzioni e di cure. Dai pasti, all’ assistenza igienica, dalla somministrazione di farmaci, all’ acquisto di medicinali, molte volte per il trasporto nei centri specialistici, insomma, tutto ciò che possiamo minimamente immaginare per dare assistenza a chi purtroppo ha ridotte o azzerate capacità motorie, come gli allettati in modo permanente, gli immunodepressi, coloro che vivono tutta la vita in quarantena.

In questi giorni così difficili, dove in seguito all’emergenza pandemica c’è stato il lockdown, con la chiusura anche dei poli scolastici, dei centri di recupero e specialistici, i caregiver, si sono visti restare a casa con i propri cari e tutto ciò, ha reso la vita ancora più difficile per la categoria.

Un’ assistenza socio-assistenziale che in Italia non viene ancora riconosciuta, ci sono stati dei timidi segnali da parte del Governo, come un Bonus per i caregiver, purtroppo, ancora non erogato e delle iniziative provenienti dalle commissioni parlamentari, come una proposta di Legge dimenticata in commissione Lavoro al Senato. Da evidenziare, l’estenuante lotta della CONFAD (Coordinamento Nazionale Famiglie con Disabilità) che quotidianamente è in prima linea per ribadire i diritti e le tutele dei caregiver, ma tutto il lavoro svolto (usurante) “per amore” da parte dei caregivers, ad oggi, non è riconosciuto; quindi, il tutto viene svolto esplicitamente solo a titolo gratuito e con misure inerenti alla Legge 104 riguardo i permessi per la disabilità. Ed è una vera crisi sociale.

Ad eccezione di alcune Regioni che autonomamente gestiscono fondi per sovvenzionare chi svolge questa mansione, ma in via comunque straordinaria e non del tutto esaustiva.

Qualcuno, non coinvolto o insensibile alla materia, potrebbe dire: “sì, ma ci sono le ASL che forniscono questi servizi” oppure, ancora più distante: “esistono le case di cura”. A queste persone giustamente vale la pena rispondere: “perché non provi a mettere tuo figlio in una casa di cura?” oppure chiedere: “chiama un ASL di appartenenza per avere un’assistenza 24 ore su 24 a casa. Esiste un servizio pubblico del genere?”.

No, non esistono risposte fattibili e misure concrete per gestire una situazione grave del genere. Eppure, ogni individuo nel nostro paese dovrebbe avere il diritto di ricevere assistenza, ma in Italia vige quella del profitto per le speculazioni private e/o delle assicurazioni.

Come Organizzazione Sindacale, non possiamo fare altro che dare il nostro contributo di solidarietà e nel ribadire che lo Stato debba prendere urgentemente provvedimenti per riconoscere con una Legge ad Hoc tutti i diritti per i caregiver e ritenerli un bene prezioso, un bene sociale;

poiché, la loro classe è un vero gesto d’amore di cui si nutre la nostra nazione.

Nessuno deve essere dimenticato. Una legge subito per i caregiver.

Napoli, 03/05/2020

CUB Campania